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Evento all’Archiginnasio di Bologna per i 60 anni di Paolo Fresu

Paolo Fresu
Il trombettista sardo il 10 febbraio celebrerà il suo compleanno con un concerto nella biblioteca cittadina, accompagnato da una 'banda' e dalla voce narrante di Alessandro Bergonzoni
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BOLOGNA – Non sarà ‘solo’ un concerto, ma un viaggio tra storia e cultura che partirà dalla sala Stabat Mater, passando per il Teatro Anatomico e per le sale dei Diciotto e di Lettura e toccando anche i foyer così come le ampie scalinate dei giuristi e degli artisti. È il regalo che Bologna sta preparando per Paolo Fresu, che il 10 febbraio compirà 60 anni e ha scelto di festeggiarli nella città che lo ha adottato, dalla fine degli anni ’80. La festa per il trombettista sardo, sotto l’insegna “P60lo Fresu – Musica da lettura”, si celebrerà dunque nella biblioteca dell’Archiginnasio che, per l’occasione, diventerà uno speciale teatro, a porte chiuse, come simbolo della città che ospita l’Università più antica del mondo.

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In ognuno degli spazi che animeranno la festa, la ‘banda Fresu’, con la partecipazione oltre che del festeggiato (che si muoverà tra flicorno e elettronica, oltre che con la tromba) anche del quartetto d’archi Alborada, del pianista Dino Rubino, del bandoneonista Daniele di Bonaventura e del contrabbassista Marco Bardoscia, darà quindi vita al racconto, arricchito alla voce narrante di Alessandro Bergonzoni. “Paolo Fresu fa un grande regalo a Bologna scegliendo di festeggiare il suo compleanno nella biblioteca comunale dell’Archiginnasio, che oltre ad essere un bene straordinario è un luogo fondamentale per la storia musicale della città, che ha ospitato anche la prima esecuzione dello Stabat Mater di Rossini”, spiega l’assessore comunale alla Cultura, Matteo Lepore, illustrando oggi online il programma con Fresu e con tutti gli addetti ai lavori. Il concerto del 10 febbraio durerà 60 minuti e sarà accompagnato da 60 parole che Fresu ha scelto perché “importanti”, dal punto di vista artistico e personale (per i suoi 50 anni, invece, festeggiò con un lungo tour di 50 concerti in 50 giorni consecutivi con 50 progetti in 50 luoghi).

FRESU: “CON BOLOGNA FU UN COLPO DI FULMINE”

Osserva oggi lo stesso musicista, svelando qualche aneddoto del suo rapporto con la città delle Due Torri: “Bologna è una città profondamente legata alla musica, una città che ha il ventre gravido. Ci arrivai la prima volta nel 1983-1984: tornavo in treno da Monaco e andavo a Civitavecchia, un lungo viaggio di 24 ore con le possibilità dell’epoca. Tra Modena e Bologna mi venne un’idea: ‘Adesso scendo a Bologna e mi iscrivo all’Università’. Chiesi a un signore dove fosse via Zamboni e andai a iscrivermi. Sognavo la laurea in Etnomusicologia, ma feci solo un solo esame. Arrivai comunque a Civitavecchia, alla fine, ma intanto mi si era accesa la scintilla che ha fatto nascere il mio rapporto con questa città”.

Sull’idea dell’evento all’Archiginnasio, aggiunge Fresu: “Ho telefonato a Lepore per parlare di questo evento ‘in una biblioteca’, e lui ha proposto quella dell’Archiginnasio. Mai avrei aspirato a tanto”, sorride Fresu. Che, tra gli altri aneddoti, ricorda di aver cominciato a suonare in città, tra gli altri locali, tanti anni fa ormai, “all’osteria dell’Orsa, alla cantina Bentivoglio e poi nei teatri…”.

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