Maxi frode ‘carosello’ a Napoli nel settore hi-tech, sequestro da 16 milioni

L'operazione della guardia di finanza coinvolge diverse regioni tra cui la Campania, il Lazio, il Molise e la Lombardia. Sedici le società che hanno preso parte alla maxi evasione fiscale
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NAPOLI – Sedici milioni di euro tra disponibilità finanziarie presenti su conti correnti, beni immobili, automezzi, quote e partecipazioni societarie. Questo l’ammontare e la natura del patrimonio posto sotto sequestro perché considerato profitto illecito di una frode fiscale. Un sequestro arrivato al termine di “complesse indagini”, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, condotte dal comando provinciale della guardia di finanza del capoluogo campano tra la Campania, il Lazio, il Molise e la Lombardia. La misura cautelare patrimoniale, si legge in una nota delle fiamme gialle, e’ stata adottata dal gip del Tribunale di Napoli.

Gli accertamenti di natura economico-finanziaria, spiegano i militari, hanno preso le mosse dall’approfondimento “di una richiesta di mutua assistenza amministrativa in materia fiscale pervenuta dall’Organo collaterale olandese, tramite il Comando generale – II Reparto del Corpo”, ed hanno documentato l’esistenza “di un sodalizio criminale che ha ideato una complessa frode nel settore della compravendita di prodotti informatici ed elettronici – tra questi smartphone e tablet Apple/Samsung/Huawei, personal computer e relativa componentistica, console Xbox 360/One, Sony Ps4, Nintendo Wii e connessi accessori/videogiochi, smart TV Samsung/LG, sistemi di memorizzazione esterna USB/SSD/microSD -, mediante la creazione e l’interposizione fittizia di svariati soggetti economici, le cosiddette società cartiere, finalizzata “all’evasione dell’imposta sul valore aggiunto nazionale e comunitaria, secondo il notorio meccanismo delle ‘frodi carosello'”. Nello specifico, gli acquisti intracomunitari sono stati effettuati da fornitori con sede in Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Estonia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna ed Ungheria

Nel complesso sono stati denunciati 19 soggetti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti ed omessa dichiarazione. Sedici le società che hanno preso parte alla maxi evasione fiscale, avente come protagonisti indiscussi un imprenditore e un commercialista partenopei, che risultano avere creato dal 2015 al 2018 un giro di fatture per operazioni inesistenti, in emissione ed utilizzo, per un ammontare superiore ai 200 milioni di euro. Dalle indagini è emerso, infine, “come il libero professionista promotore della frode carosello si dedicasse anche alle indebite compensazioni di crediti inesistenti, che ammontavano a circa mezzo milione di euro e venivano effettuate attraverso modelli di pagamento F24 presentati direttamente in banca oppure utilizzando i servizi di home banking”.

MORRA: “SERVE REVISIONE NORMATIVA SU REATI FISCALI

I crimini fiscali meritano un trattamento ben diverso da parte del nostro ordinamento. Anche perché chi fa queste cose non evade per ‘bisogno’, per ‘necessità’, evade perché vuole fregare il cittadino onesto che paga le tasse, ritenendolo fesso, e la società di cui è parte, sottraendole risorse necessarie per farla sopravvivere e crescere. Chi antepone il proprio individuale interesse ai diritti del gruppo di cui è parte non ha un’idea corretta della comunità. Il Governo deve revisionare la normativa in materia di reati fiscali sanzionando più pesantemente questi reati”. Così Nicola Morra presidente commissione Antimafia.

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