Conte se la gioca con Salvini, il centrosinistra ha il suo campione

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia di stampa Dire, per DireOggi | Edizione del 20 dicembre 2019
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ROMA – Ormai è una lotta all’ultimo sangue. Da una parte il leader della Lega, Matteo Salvini, indagato dai magistrati per sequestro di persona; dall’altra il premier, Giuseppe Conte, che resiste agli attacchi e cerca di durare il più a lungo possibile.

Oggi Conte ha riscosso da Nicola Zingaretti, segretario del Pd, un netto riconoscimento: «Si è dimostrato un buon capo di Governo. Autorevole, colto e anche veloce e sagace tatticamente. Non va tirato per la giacchetta. Anche se è oggettivamente un punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste», ha detto il leader Dem.

Conte nei sondaggi riscuote gran consenso personale. Anche in quello Dire-Tecnè di oggi in un possibile ballottaggio a due, il leader della Lega ottiene il 35,5% mentre Conte lo tallona col 33,2%. Un duello per la vita.

Salvini ha bisogno di far cadere il Governo il prima possibile, di capitalizzare il consenso subito e trasformarlo in reali seggi parlamentari. Salvini vive un momento difficile, il 20 gennaio la Giunta delle autorizzazioni deciderà se ‘consegnarlo’ ai magistrati e mandarlo a processo. Lui oggi ha cercato di tirare in ballo Conte e Di Maio, ex alleati di Governo, spiegando che la decisione di non far sbarcare i migranti non l’aveva presa da solo ma condivisa con loro. Da parte di Palazzo Chigi e Di Maio, invece, si scarica la responsabilità tutta sull’ex ministro dell’Interno: «Ha fatto tutto da solo».

Tra poco più di un mese si voterà in Emilia-Romagna e Calabria. Salvini sta battendo il territorio metro per metro. Spera di portare a casa l’Emilia-Romagna, e con lo scossone che arriverebbe dentro il Pd mettere in crisi anche la maggioranza di Governo. «La sua è una illusione- dicono dal Pd- queste regionali non avranno una ricaduta nazionale, anche in caso di perdita le forze di maggioranza si terrebbero stretto il Governo ancor di più».

Per questo si punta anche alla possibilità di strappare senatori ‘grillini’ e portarli nella Lega. Nel Movimento si accusa il senatore Paragone, considerato ormai una sorta di quinta colonna leghista con l’incarico di convincere i colleghi a tradire. Per lui presto arriverà l’espulsione. Ma anche in questo caso, dentro le forze moderate, si sta già pensando a compattare un gruppo di senatori ‘responsabili’ che andrebbero a rimpiazzare il voto di chi tradirà. Salvini trema, se non riuscirà a far cadere il Governo si ritroverà da solo a processo, se poi subirà una condanna questa lo metterebbe immediatamente fuori dalla politica.

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20 Dicembre 2019
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