Impegno dell’Aifi per la Tanzania: una palestra in memoria di Giancarlo Fratocchi

Ogni giorno il Centro di Riabilitazione di Dar Es Salaam, in Tanzania, offre sostegno e assistenza qualificata ai bisogni di centinaia di bambini con disabilità
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ROMA -‘Kila Siku‘ in lingua swahili vuol dire ‘ogni giorno’. E ogni giorno il Centro di Riabilitazione di Dar Es Salaam, in Tanzania, offre sostegno e assistenza qualificata ai bisogni di centinaia di bambini con disabilità. Al suo interno è attiva la palestra intitolata a Giancarlo Fratocchi, fisioterapista scomparso nel 2016, che tanto aveva promosso i progetti della onlus Comunità Solidali nel Mondo, organizzazione che dal 2007 opera nei Paesi più svantaggiati per migliorare le qualità della vita di persone in situazioni di disagio. In sua memoria l’AIFI, l’Associazione Italiana Fisioterapisti, ha deciso negli anni scorsi di sostenere il progetto di questa particolare ‘palestra sociale’, aderendo alla raccolta fondi per la sua costruzione intitolata ‘Una palestra in nome di Giancarlo’.

Un obiettivo divenuto realtà nel febbraio scorso, quando il Centro è stato ufficialmente inaugurato alla presenza di autorità come il ministro della Salute della Tanzania, Ummy A. Mwalimu, e dell’ambasciatore italiano Roberto Mengoni. Ma anche della moglie di Fratocchi, Martina, e del fratello Alberto. Il Centro ‘Kila Siku Community Based Rehabilitation’ offre riabilitazione multifunzionale in supporto al Servizio sanitario nazionale, tramite l’implementazione di attività riabilitative su base comunitaria e il rinvio presso altre strutture specializzate dell’area. 

LE PRESTAZIONI EFFETTUATE

In particolare, dall’inaugurazione sono stati effettuati oltre 2.500 trattamenti individuali, sono stati forniti oltre 360 trattamenti riabilitativi domiciliari, mentre 7 giovani con disabilità dai 13 ai 18 anni inseriti in attività lavorative volte a garantire la propria autonomia. Senza dimenticare che nel centro vengono svolte attività di informazione ai genitori e alla comunità sulla disabilità, su nutrizione e malnutrizione, sull’importanza del gioco nella crescita del bambino, dell’igiene personale e dell’inclusione sociale oltre che scolastica.

LA STORIA DI AYUBU 

Al 30 settembre scorso frequentavano il centro 234 bimbi con disabilità regolarmente iscritti, mentre lo staff socio-sanitario si avvale di personale locale, fisioterapisti con titolo di laurea riconosciuto in Tanzania, psicologi, assistenti sociali e figure che operano a diretto contatto con i pazienti e i genitori, affinché questi ultimi possano partecipare al processo riabilitativo dei loro piccoli. Sono bambini come Ayubu, 10 anni e una disabilità che non gli ha mai permesso di uscire di casa. Ma da quando è stato preso in carico dal Centro ‘Kila Siku‘, i progressi sono stati tantissimi: prima di tutto Ayubu non trascorre più le sue giornate da solo, ma vive in una casa famiglia, frequenta la scuola e interagisce con altri bambini. E con il programma di recupero fisioterapico ci sono buone speranze che possa camminare in modo corretto. Per lui e centinaia di altri bambini il centro rappresenta un punto di riferimento imprescindibile, ma per accoglierli tutti è necessario garantire la presenza costante di figure professionali specializzate. 

GLI OBIETTIVI FUTURI

In particolare, ed è questo il prossimo grande obiettivo, bisogna realizzare nuove strutture come un ostello per accogliere mamme e bambini con disabilità che altrimenti, vivendo troppo lontano dal Centro ‘Kila Siku’, sarebbero impossibilitati a ricevere cure appropriate. Il finanziamento della costruzione e delle attività copre però solo una parte delle necessità: mancano infatti 35mila euro e per questo Comunità Solidali nel mondo, guidata dal presidente Michelangelo Chiurchiù, lancia un appello a tutti i fisioterapisti, visto anche l’avvicinarsi del Natale, per un ‘passaparola’ che possa sostenere il progetto. Un esempio? Con 50 euro si possono assicurare due mesi di interventi socioriabilitativi completi per un bambino disabile, mentre aumentando l’importo si può rendere sempre più economicamente autonomo il Centro, fino a contribuire alla costruzione dell’ostello. Per sostenere Comunità Solidali nel Mondo con una donazione è possibile indicare come intestatario ‘Comunità Solidali nel Mondo – Onlus’ per un bonifico su: – Banca Popolare di Milano – IBAN IT28X0503403290000000066476 – Banca Popolare Etica – IBAN IT87B0501803200000000160021 – Conto Corrente Postale n. 1005909856 – Donazione on-line con il sistema PayPal.

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20 Dicembre 2019
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