Sanità, torna il master in fisioterapia e riabilitazione respiratoria Unimi-Arir

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ROMA - Riempire un vuoto di
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ROMA – Riempire un vuoto di formazione in uno dei settori che negli ultimi anni, per l’aumento del numero di patologie e a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, ha richiesto nuove competenze e specializzazioni: è nato con questo obiettivo, nel 2007, il Master di primo livello in Fisioterapia e Riabilitazione Respiratoria della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, realizzato in collaborazione con ARIR, l’Associazione dei Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria.

Giunto alla tredicesima edizione, finora questo corso ha formato 216 “fisioterapisti respiratori” ed “è una bella realtà del nostro ateneo”, spiega il Prof. Mario Nosotti, coordinatore in carica per conto dell’UNIMI, subentrato dall’anno scorso al Prof. Luigi Santambrogio.

“È riservato ai fisioterapisti che hanno conseguito la laurea triennale e consente di fornire una risposta ad esigenze di formazione sempre più attuali. La fisioterapia e riabilitazione respiratoria non hanno ancora un percorso di specializzazione particolare all’interno del panorama universitario”, ricorda il Prof. Nosotti, per il quale “addirittura quest’ambito meriterebbe un corso di laurea specifico”.

I fisioterapisti che riescono a frequentare questo corso “fanno un grande salto di qualità in termini di competenza nella gestione del paziente con insufficienza respiratoria o nella fase post trapianto di polmone. Il Master diventa un elemento chiave che risponde alla crescente necessità di specializzazione in questo ambito”.

La figura del fisioterapista respiratorio si è resa indispensabile negli ultimi anni, favorita dallo sviluppo tecnologico e nonostante “la specializzazione sia un’idea che contrasta con la tradizione del mondo fisioterapico”, sottolinea la dott.ssa Emilia Privitera, fisioterapista e docente del Master.

Finora il settore ha pagato le carenze specialistiche in determinati ambiti delle lauree triennali: “Dopo aver conseguito il titolo- spiega Privitera- spesso il fisioterapista acquisisce una preparazione che è molto ampia, ma generalmente poco specifica sull’ ambito cardio-respiratorio”.

Da qui l’obiettivo del Master: formare il fisioterapista attraverso un percorso didattico, teorico e pratico di eccellenza in ambito riabilitativo. Con la decisione di inserire il corso all’interno della cattedra di Chirurgia toracica.

“Una scelta spontanea- riprende il Prof. Nosotti- che riflette l’importanza e la consapevolezza della fisioterapia respiratoria acquisite negli ultimi anni, contrariamente alla consuetudine del passato, quando il paziente spesso veniva tenuto a letto per tanto tempo con l’obbligo di non muoversi. Avevamo bisogno di personale specializzato e, non trovandolo, abbiamo cercato di formarlo tenendo conto anche della nostra natura universitaria”.

Non c’è solo la chirurgia toracica a occupare il fisioterapista. “Gli sbocchi occupazionali- specifica la dott.ssa Privitera- riguardano anche altri ambiti: la pneumologia, la terapia intensiva, la fibrosi cistica, la pediatria. Insomma, tutto ciò che riguarda le patologie respiratorie sia acute che croniche. Per non parlare delle nuove applicazioni, come la medicina del sonno, ad esempio, o la gestione delle patologie respiratorie croniche al domicilio”.

Il Master ha la durata di un anno accademico e l’accesso avviene tramite una selezione per un massimo di 20 posti, con una domanda che ogni anno sfiora le 50 unità. Il piano di studi prevede l’acquisizione di 60 CFU e consente di acquisire il titolo di professionista specialista, come stabilito ai sensi dei Decreti ministeriali 509/99 e 270/04. L’offerta formativa comprende una didattica frontale divisa in sei seminari con cadenza mensile e lezioni anche nel fine settimana per facilitare gli studenti che lavorano. Tra i docenti ci sono sia medici che fisioterapisti, organizzati per dare forma a un programma interdisciplinare.

Il punto forte del Master è senza dubbio “il tirocinio formativo che si svolge in diverse unità operative di provata esperienza e competenza disseminate in tutta Italia. Queste strutture, convenzionate con l’università di Milano, garantiscono agli studenti la presenza di fisioterapisti tutor con competenze specifiche. Poi- aggiunge la dott.ssa Privitera- offriamo la possibilità di addestrarsi all’utilizzo di apparecchiature e osservare tecniche specifiche sul paziente; un periodo di acquisizione di strategie di ricerca attraverso laboratori dedicati e il tutoraggio diretto; diamo anche la possibilità di visionare interventi in sala operatoria e di discuterne direttamente con i chirurghi”.

Quest’ultimo elemento “può sembrare un po’ strano- interviene il Prof. Nosotti- ma avere un fisioterapista durante un intervento chirurgico fa guadagnare allo stesso molta della consapevolezza di quello che è la reale struttura del polmone e conseguentemente di quello che potrebbe essere la ripresa del paziente nel postoperatorio”.

Quella di Milano è dunque una eccellenza del panorama formativo nazionale. “Il nostro è un percorso rodato che in questi 12 anni si è progressivamente arricchito e che offre reali opportunità occupazionali: circa il 90% dei nostri studenti al termine del percorso formativo ha trovato impiego in ambito respiratorio. Crediamo- conclude la dottoressa Privitera- che questo percorso rappresenti nel panorama italiano una eccezione che viene confermata ogni anno dall’incremento delle iscrizioni”.

La prossima edizione partirà a marzo 2019, ma è già possibile inviare la propria candidatura (LINK 1 e 2).

1 http://www.unimi.it/studenti/master/126079.htm

2 http://www.unimi.it/cataloghi/master/bando_master_secondo_semestre_2018-2019_sito.pdf

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