lunedì 10 Agosto 2026

Granterre arriva al 40% di energia autoprodotta nei suoi impianti: prosegue progetto con Hera e Cpl Concordia

Il colosso degli insaccati e dei formaggi Made in Italy fa il punto a Modena verso l'autosufficienza energetica e rilancia con tre nuovi impianti, uno quasi ultimato e altri 9 in fase di studio: "Arriveremo al 50% entro il 2030"

MODENA – Tre impianti già realizzati, uno in via di ultimazione, altri nove in fase di studio. Obiettivo, passare dall’attuale 40% di autoproduzione energetica al 50% entro il 2030. A questo punta Granterre, tra i principali player del food made in Italy e leader nella produzione di salumi e formaggi stagionati, che oggi nella sua sede di Modena fa il punto su investimenti e soluzioni innovative per l’efficientamento energetico e la decarbonizzazione dei consumi nei suoi stabilimenti. Un percorso che l’azienda porta avanti insieme a Hera (mediante Hera Servizi Energia, specializzata in servizi di efficienza energetica di clienti industriali, pubbliche amministrazioni e condomini), e Cpl Concordia, attiva nella progettazione, realizzazione e gestione di sistemi energetici; il tutto a valle dell’accordo del 2023, uno dei più rilevanti in Italia nel settore alimentare anche per numero di stabilimenti coinvolti. Granterre infatti, nata nel 2019 dall’aggregazione di Grandi salumifici italiani e Parmareggio, produce e commercializza eccellenze italiane come il Prosciutto di Parma, la Mortadella Bologna, il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano, e vanta 22 stabilimenti produttivi solo in Italia, con un fatturato previsto nel 2025 di circa due miliardi di euro.

Il piano, forte di 20 milioni di euro di investimenti, punta a consentire a Granterre di autoprodurre quote sempre più significative di energia attraverso impianti alimentati da fonti rinnovabili o ad alto rendimento di conversione, e ha visto di recente l’avvio di tre nuovi impianti, due fotovoltaici e uno di cogenerazione: si aggiungono ai quattro di cogenerazione, sette fotovoltaici e uno geotermico già operativi, permettendo così di raggiungere l’autoproduzione del 40% del fabbisogno energetico complessivo degli stabilimenti. Un traguardo intermedio che coniuga benefici ambientali, sostenibilità ed efficienza.

Nel dettaglio, le nuove infrastrutture realizzate sono: un impianto fotovoltaico allo stabilimento di Caseifici GranTerre di Montecavolo (Reggio Emilia), da 223 kWp e che produce 258 MWh/anno di energia elettrica, pari all’8,1% del fabbisogno, che consente di ‘risparmiare’ 61 tonnellate di CO2 ogni anno; un impianto di cogenerazione allo stabilimento di Salumifici GranTerre di Zola Predosa (Bologna), da 1.067 kWe, che produce 10,8 GWh/anno di energia elettrica, 3,9 GWh/anno di vapore e 2,1 GWh/anno di acqua calda, e copre fino al 74% del fabbisogno elettrico e permette di evitare 892 tonnellate di CO2 l’anno, pari all’assorbimento di 8,9 ettari di foresta; e infine un altro impianto fotovoltaico nello stabilimento di Caseifici GranTerre di Sommacampagna (Veronar), con una potenza nominale di 1.245 kWp, che produce 1.373 MWh/anno, che copre circa il 30% del fabbisogno energetico del sito e riduce le emissioni di 324 tonnellate di CO2 l’anno. Ma c’è di più. È infatti in fase di ultimazione allo stabilimento Salumifici GranTerre di Chiusa (Bolzano) un nuovo impianto di cogenerazione da 850 kWe, destinato a soddisfare fino all’82% del fabbisogno elettrico e a ridurre le emissioni di 718 tonnellate di CO2 ogni anno.
Poi ci sono ulteriori nove impianti di autoproduzione, quattro fotovoltaici e cinque di cogenerazione, distribuiti in diversi stabilimenti del Gruppo, in fase di studio di fattibilità. Questo percorso di efficientamento energetico con Hera e Cpl consentirà a GranTerre di incrementare la quota di energia autoprodotta, per raggiungere il 50% del fabbisogno complessivo entro il 2030. In parallelo, l’impegno permetterà di ridurre l’impronta di carbonio e di mantenere un presidio costante sulle nuove tecnologie energetiche, condividendo know-how e realizzando studi di fattibilità mirati alla valutazione e all’applicazione delle innovazioni ai processi produttivi.

“Questi risultati confermano la nostra volontà di rendere sempre più sostenibili i nostri processi produttivi, puntando su soluzioni concrete e innovative- sottolinea Maurizio Moscatelli, amministratore delegato Gruppo GranTerre- l’efficienza energetica e la decarbonizzazione rappresentano per noi non solo un dovere etico e ambientale, ma anche una potenziale leva di competitività”.
“Da anni affianchiamo i nostri clienti energetici con l’obiettivo di aiutarli a ridurre e decarbonizzare i propri consumi attraverso progetti economicamente sostenibili. Si tratta di un approccio pragmatico ma ambizioso che è trasversale a tutte le iniziative di sviluppo sostenibile del Gruppo- commenta invece Cristian Fabbri, presidente esecutivo del Gruppo Hera- una sfida possibile anche grazie alla nostra Hera Servizi Energia, che sta portando avanti diverse iniziative a supporto del tessuto industriale del Paese e di importanti realtà pubbliche. Sono 15 gli impianti più rilevanti dell’ultimo biennio, con investimenti per circa 40 milioni di euro e oltre 10.700 tonnellate annue di CO2 equivalente già risparmiate“. Soddisfatto anche il presidente di Cpl Concordia Paolo Barbieri, che rileva il proseguimento di un percorso di affiancamento come partner tecnologico che si occupa dell’intera realizzazione degli impianti. “La nostra impresa, leader in Italia per l’efficientamento energetico, sarà attenta a tutte le possibili innovazioni da proporre ad Hera e GranTerre in un’ottica di vera partnership tecnico-operativa verso la transizione energetica“, conclude Barbieri.

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