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Ecco il crowdfunding per le donne afghane e quelle in fuga dalla tratta

Articolo di Raffaella Sirena sulla campagna lanciata da 'Differenza Donna'
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ROMA – “C’è un filo rosso che collega l’impegno per azzerare la violenza di genere e riguarda tutte le donne indipendentemente dalla latitudine geografica. Partendo da questo presupposto, con l’intento di offrire protezione immediata alle donne migranti in fuga da tratta e sfruttamento sessuale e lavorativo, l’Associazione Differenza Donna ha lanciato una campagna di crowdfunding a sostegno del progetto “Libere da, Libere per” che accompagna le donne verso l’autonomia sociale ed economica. Come dichiarato nel video di presentazione, il progetto è stato avviato a ottobre dello scorso anno, presso un immobile sequestrato dal Tribunale alla criminalità e assegnato alla gestione di Differenza Donna, per aiutare 65 donne migranti ad uscire dalla condizione di invisibilità e a riprendere il controllo della propria vita“. E’ così che la giornalista Raffaella Sirena descrive il progetto ‘Libere da, libere per’.

Migena Lahi, responsabile del centro antitratta, racconta il percorso del progetto e sottolinea: “La nostra struttura assicura l’accesso alla salute, alla giustizia, al reinserimento socio-lavorativo. La crisi determinata dalla pandemia sanitaria ha peggiorato notevolmente le condizioni delle vittime di tratta, pertanto è stato necessario potenziare i servizi di accoglienza e supporto ad alcune donne in gravi condizioni di fragilità fisica e psicologica”.

Attraverso la raccolta fondi, disponibile sulla piattaforma Eppela, è possibile dare un contributo concreto alle donne che rischiano di ricadere in situazioni di marginalità o nuovamente nella rete dello sfruttamento. Tra le beneficiarie del progetto ci sono anche donne afghane recentemente fuggite dal regime talebano che, proprio grazie alle donazioni, potranno essere sostenute per la tutela dei loro diritti.

“Le iniziative che portiamo avanti- precisano le operatrici specializzate di Differenza Donna- sono tutte finalizzate al recupero dell’empowerment e della capacità di autodeterminazione. Nello specifico accogliamo e ospitiamo le donne, le sosteniamo accompagnandole agli screening sanitari, offriamo consulenza legale e supporto psicologico per favorire l’elaborazione del trauma causato dai maltrattamenti e dalle violenze subite. Cerchiamo di aiutarle a riattivare le loro risorse e capacità con azioni mirate ad assicurare una reale uscita dalla condizione di sfruttamento e riduzione in schiavitù indotte dalla criminalità organizzata”.  

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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