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Ambiente, Mazzoncini (A2A): “Così decarbonizzeremo la mobilità entro il 2050”

L'amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, presenta il suo libro a Bookcity Milano
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MILANO – Si intitola ‘Inversione a E. Comportamenti individuali e sviluppo tecnologico per la mobilità sostenibile’ il libro dell’amministratore delegato di A2A, Renato Mazzoncini, presentato stamane all’auditorium ‘Stefano Cerri’ di Milano nell’ambito del contenitore culturale Bookcity. A discutere con lui sulla grande sfida della decarbonizzazione nel settore della mobilità da qui al 2050 sono intervenuti l’assessore lombardo all’Ambiente Raffaele Cattaneo, l’attivista per il clima e delegata italiana alla Cop26 di Glasgow Federica Gasbarro, e il direttore del centro di economia e politica dell’energia e dell’ambiente all’Università Bocconi, Edoardo Croci.

Il punto per Mazzoncini è come riuscire ad arrivare “alla neutralità carbonica in un settore che oggi, complessivamente, dagli aerei alle navi, dalle automobili alle biciclette elettriche, emette il 25% della CO2 del pianeta“. L’ad fa presente come ci sia un capitolo nel libro in cui si affronta il tema della transizione della produzione di energia “dalle fonti fossili alle energie rinnovabili” e questo per Mazzoncini è un punto chiave anche perché “l’Italia ha più sole, acqua e vento della media dei paesi europei”. In sostanza “si tratta di capire come aumentare la produzione e come distribuire le risorse rinnovabili”, un problema su cui “ci viene in soccorso lo sviluppo tecnologico”.

Il futuro, dunque, non deve far così paura, anzi. Considerando che “la tecnologia, nei prossimi trent’anni, farà passi che non possiamo immaginare oggi” nel momento in cui “la politica fissa degli obiettivi- prosegue l’ad di A2A- io penso che ci si arriverà”. In altre parole, il messaggio è: la politica fissi obiettivi chiari, poi l’industria si adeguerà di conseguenza. “Da manager, dico che la cosa più grave è l’incertezza nel quadro regolatorio e legislativo- sottolinea Mazzonicini- perché senza certezza non si può fare un piano industriale. E nel campo dell’automotive l’incertezza si vede”.

C’è poi il tema della distribuzione di energia: “Non potremo avere auto elettriche, piani a induzione e pompe di calore se non investiamo in maniera molto importante nella distribuzione di energia elettrica– osserva- sia a livello nazionale con Terna, sia a livello locale con Unareti a Milano”, città in cui “abbiamo raddoppiato”.

Va poi diffuso un nuovo modello culturale improntato sulla tutela dell’ambiente che deve essere consapevolizzato da tutta la comunità. “Non è possibile raggiungere nessun obiettivo di sostenibilità lavorando solo a livello di istituzioni e di servizi pubblici” sostiene l’ad di A2A. I cittadini, infatti, “hanno un ruolo chiave per quanto riguarda la mobilità, l’uso dell’acqua, la produzione di rifiuti” perciò “è molto importante comunicare”. Ed è proprio questo l’obiettivo a monte del libro: “far capire alle persone perché bisogna andare in una certa direzione”.

Ad ogni modo, come si può raggiungere il traguardo della decarbonizzazione nel settore dell’automotive? Ad esempio, attraverso “l’elettrificazione dei veicoli, leggeri in particolare” che da sola, secondo il manager, fa “il 40%” del lavoro. Un altro “bel 30%” lo faranno “i comportamenti individuali e lo sviluppo della digitalizzazione” in tema di servizi di mobilità sostenibili o ‘mobility as a service’, che si traduce in “sharing, uso del tpl, sviluppo delle infrastrutture”.

Per il resto “quello che non si può elettrificare come aerei, grandi navi o camion” deve essere oggetto di ricerca per lo sviluppo di alternative come “biocarburante, idrogeno, carburanti sintetici”. Tutto questo “concorrerà, in una misura che ancora non possiamo conoscere nel dettaglio, a questa decarbonizzazione essenziale”.

Per quanto concerne la Lombardia, interviene incalzando l’assessore Cattaneo, “tutti quelli che lavorano nell’automotive lavorano nell’endotermico, non nella mobilità elettrica”. La transizione ecologica, “per essere giusta”, deve insomma preservare i livelli di occupazione pensando ai lavoratori. In un’ottica di “neutralità tecnologica e non visione ideologica” perché allora “non investire in ricerca e innovazione suI carburanti sintetici?”, si domanda l’esponente della giunta Fontana.

Non si fa attendere la risposta dell’attivista. Se il problema è tutelare l’occupazione, “ne creiamo di nuova con la transizione ecologica”. Il punto è non spostare l’attenzione dall’emergenza climatica: “Il pianeta non esploderà in sette anni ma si innescheranno cambiamenti irreversibili” che rendono urgente “trattare questa sfida come il coronavirus” concentrandosi cioè “sulle soluzioni e non sugli ostacoli”.

Tutti concordi, quindi, che il percorso è tortuoso ma per quanto possa esserlo, come ribadisce Mazzoncini “non possiamo non avere un sogno” e “non prenderci responsabilità serie”. Detto fatto, l’ad sintetizza dunque le priorità su diverse scale: sul piano italiano aumentare la produzione di energie rinnovabili, sul piano europeo “fissare obiettivi per l’endotermico entro il 2035”, sul piano globale, invece, “disinnescare la bomba Africa”. Infatti, “se entro il 2050 avremo 2 miliardi di abitanti in un continente senza infrastrutture” bisogna prevedere sin d’ora che, se non si faranno i conti “sul fronte della crescita demografica” poi, quanto a emissioni di Co2 “sarà un disastro”.

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