VIDEO | Carlomagno (Flp): “Rispettiamo lo sciopero, ma farlo ora è inopportuno”

Intervista a Marco Carlomagno, segretario generale di FLP, Federazione Lavoratori Pubblici e Funzione Pubblica: "La Pa deve semplificare"
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ROMA – “Lo sciopero è sempre l’extrema ratio, quando un sindacato lo proclama va sempre rispettato ma in questo momento lo riteniamo inopportuno. Stiamo facendo tanti sforzi per portare la Pubblica amministrazione ai cittadini, non voglio dire banalità, ma ora ragionare in termini corporativi non è il modo migliore”. Così Marco Carlomagno, segretario generale di FLP, Federazione Lavoratori Pubblici e Funzione Pubblica, intervistato dall’agenzia Dire, commenta lo sciopero della funzione pubblica indetto da Cgil, Cisl e Uil per il 9 dicembre.

“Prima ancora- sostiene- dobbiamo ridare dignità ai lavoratori pubblici, trovare le risorse economiche per l’eliminazione degli sprechi. Contestiamo la manovra perchè dovremmo re-internalizzare, non abbiamo più professionalità esistenti nelle amministrazioni”.  Ed anche a proposito dei concorsi, aggiunge, “non basta dire che metteremo 3,6 miliardi fino al 2032 e poi ogni amministrazione è abilitata a fare come vuole. Vorremmo concordare un nuovo ordinamento professionale che serve in un’amministrazione del 2020 da traghettare al 2032”, conclude Carlomagno.

“COMPITO DELLA PA È AVVICINARE CITTADINI E IMPRESE”


“Ci sono tante resistenze, lobby e interessi economici che si frappongono tra Pubblica Amministrazione e cittadino. Noi invece crediamo che la PA debba andare incontro e semplificare. Questo si scontra con gli stakeholder che mediano e lucrano per impedire al cittadino di poter dialogare direttamente con la PA”, spiega Carlomagno.

“La FLP – racconta- nasce 21 anni fa per dare applicazione all’articolo 98 della Costituzione: i lavoratori pubblici sono al servizio della Nazione, dunque devono lavorare non per caste amministrative ma per rendere più fruibili i servizi ai cittadini e alle imprese, le più danneggiate dai sistemi burocratici”.

Mediante la blockchain, continua, “abbiamo una notarizzazione degli atti e una semplificazione del cittadino, che attraverso un’app può interagire con la PA per una ricetta o un documento. Con una tracciabilità piena degli atti dobbiamo consentire anche al mondo giudiziario di poter operare in modo trasparente e tracciato. Ma col federalismo giudiziario che abbiamo in Italia, purtroppo, molti tribunali hanno eliminato gli arretrati mentre altri erano assenti dal processo di digitalizzazione e ora sono in ritardo”, conclude Carlomagno.

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20 Novembre 2020
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