A Roma gli autisti dei disabili senza stipendio da mesi, è ora che il Comune intervenga

La loro storia è l’emblema dello stato di difficoltà in cui si trova una parte di Roma
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ROMA – Non hanno avuto una prima pagina sui giornali, ma la loro storia merita sicuramente attenzione. Parliamo dei 300 lavoratori che per conto del Comune di Roma ogni giorno servono con dedizione 5000 disabili della Capitale, portandoli a scuola, al lavoro, nei luoghi di cura e di assistenza. Da mesi non ricevono lo stipendio perché sono finiti in un contenzioso burocratico che vede contrapposta l’azienda Tundo, a cui è affidato il servizio, e il Campidoglio. Un rimpallo di responsabilità iniziato proprio nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria. E così trecento famiglie, già alle prese con le incertezze della pandemia, ora non sanno più come arrivare alla fine del mese. La loro storia è l’emblema dello stato di difficoltà in cui si trova una parte di Roma. E mentre si cercano candidati a sindaco e slogan con cui prendere voti alle prossime amministrative del 2021, la politica farebbe bene ad impegnarsi subito per trovare una soluzione a questo problema. Chi amministra ha il dovere di sciogliere questi insopportabili nodi burocratici. Troppo semplice scaricarli sui lavoratori che ogni giorno, da mesi, prestano il loro servizio alle fasce deboli della città senza ottenere niente in cambio. Per questo lunedì gli autisti della società Tundo daranno vita a uno sciopero, per la prima volta di 24 ore, consapevoli di fermare questo servizio vitale per 5000 disabili della città. Ma al tempo stesso sanno che questa è l’unica arma per difendere il loro lavoro e la dignità con cui lo hanno portato avanti in questi mesi. La protesta si svolgerà in Via Capitan Bavastro di fronte l’assessorato alla Mobilità del Comune di Roma per tutta la mattinata di lunedì. Con la speranza che la loro situazione si risolva una volta per tutte.

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20 Novembre 2020
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