Il sindaco Nardella incontra gli studenti: Non esiste ridurre i controlli anti pusher

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[caption id="attachment_25418" align="alignleft" width="300"] Il David di Michelangelo[/caption]
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Il David di Michelangelo
Il David di Michelangelo

Va bene investire e ristrutturare la scuola, ma di ridurre il controllo sui pusher che ci girano attorno, non se ne parla. Se sul piano degli investimenti e della ristrutturazione necessaria dell’edificio dell’istituto, gli studenti del liceo di Porta Romana si sono intesi nel confronto a palazzo Vecchio col sindaco di Firenze, si misura ancora una distanza netta sul tema dei controlli contro il consumo e il commercio di stupefacenti.

Non posso certo impegnarmi e non avrei alcuna intenzione a ridurre l’attenzione dei controlli della Polizia sulla droga. Sappiamo benissimo che fuori dalle nostre scuole ci sono spacciatori, c’è il problema di abuso delle sostanze ed è bene che la Polizia faccia il suo dovere. Io su questo ho detto, no, non prendo impegni a ridurre” il livello di guardia. Lo ha spiegato il sindaco di Firenze, Dario Nardella parlando coi giornalisti a margine del confronto con gli allievi del Liceo artistico, che hanno deciso di porre fine all’occupazione dopo nove giorni. “Certo- ha, ad ogni modo, puntualizzato-, le modalità con cui le Forze dell’ordine effettuano queste indagini possono anche essere discusse, in maniera da non spaventare i ragazzi, da non mortificare l’attività della scuola. Ma, cosa diversa è chiedere di diminuire l’impegno sulle sanzioni per quelli studenti che dovessero essere comunque coinvolti nello spaccio di droghe. Su questo noi non siamo disponibili a scendere a patti o ad accordi. Le cose che potremo perseguire le metteremo al centro del nostro impegno”. E, tracciando un bilancio del dibattito, ha chiarito: “Penso sia stato positivo e costruttivo e che anche i ragazzi possono avere elementi per portare anche nelle loro assemblee impegni e un progetto di collaborazione fattivo sia con la preside, i dirigenti che con l’amministrazione metropolitana che io rappresento”.

Di Carlandrea Poli – Giornalista

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