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E il Centrodestra dà una mano al segretario del Pd Enrico Letta: niente proporzionale

Berlusconi salvini meloni
L'editoriale del direttore Nico Perrone
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ROMA – Ancora una volta il più lesto è stato Matteo Salvini, leader della Lega. Appena terminato il vertice a tre, con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni, il suo ufficio ha diffuso la nota sull’incontro: Il Centrodestra ha analizzato il risultato delle elezioni… ribadisce l’unità… ci saranno incontri ogni settimana… si muoverà compatto. Alla fine la notizia gustosa per qualcuno e amara per molti: “Indisponibilità a cambiare la legge elettorale in senso proporzionale”.

Insomma, il Centrodestra si posiziona sullo schema bipolare caro anche al segretario del Pd, Enrico Letta, ma non a metà del suo partito. Sono in tanti, analizzando la forte astensione registrata alle ultime elezioni, a spingere sul proporzionale perché con questo si garantisce il nuovo ruolo dei partiti, che devono darsi da fare ognuno per conto proprio per cercare i consensi sul territorio. Vero che in campagna elettorale ci sarà il tutti contro tutti, ma ben sapendo che un minuto dopo il gong ci si metterà attorno al tavolo per trovare una maggioranza di governo.

A questo punto, se le regole del gioco elettorale dovranno essere condivise dai più, bisognerà ragionare sul fatto che alla fine resterà lo schema attuale, con la coalizione di Centrodestra contro la coalizione di Centrosinistra. E le coalizione, per essere vincenti, dovranno essere davvero compatte, delle vere alleanze unite da un competitivo programma di governo. Altrimenti accadrà quanto si è già visto nelle ultime comunali, con il Centrodestra unito solo a parole e nei fatti diviso, punito sonoramente dagli elettori.

Spostando lo sguardo all’attuale situazione sorgono i problemi, perché le forze politiche, con le scissioni e i nuovi movimenti che nascono come funghi sono tante e in lotta tra di loro, con il rischio che da qui alle prossime politiche il quadro politico si frammenti ancora di più invece di ricomporsi.

Il prossimo appuntamento significativo sarà l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica il prossimo gennaio. Anche su questo Salvini ha fatto capire che ci sarà dura battaglia: “Con Berlusconi e Meloni non abbiamo parlato del nuovo Presidente della Repubblica… ne parleremo più avanti. Il Centrodestra voterà compatto, e siccome su mille persone che lo voteranno 450 sono del Centrodestra, qualunque scelta da qua dovrà passare. Ci sarà un voto compatto di tutti i parlamentari di centrodestra, questo è poco ma sicuro” ha precisato il leader della Lega.

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