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Africa, De Lutio: “Basta assistenza, ora alleanza pubblico-privato per la cooperazione” /VD

A Roma incontro su ‘La cultura industriale italiana per lo sviluppo dell’Africa’
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ottobre_africaROMA – “La cooperazione non deve essere piu’ assistenza ma fondarsi su un nuovo spazio per la partnership tra pubblico-privato che apra le porte”: cosi’ oggi Raffaele De Lutio, direttore centrale del ministero degli Esteri per i Paesi subsahariani, aprendo a Roma un incontro su ‘La cultura industriale italiana per lo sviluppo dell’Africa’.

“Bisogna conoscersi per sviluppare rapporti e fare affari” ha sottolineato il dirigente della Farnesina, in riferimento a ‘Ottobre africano‘, il festival cornice dell’incontro all’Universita’ Lumsa.

Secondo De Lutio, l’industria italiana puo’ cogliere a sud del Sahara “enormi opportunita’”, a condizione pero’ che sia consapevole della “necessita’ di un impegno continuativo”.

“Il continente si sta aprendo ma non attende piu’ l’Europa in modo passivo” ha sottolineato il direttore centrale del ministero degli Esteri: “Le alternative sono tante; oltre la Cina, ci sono l’India, il Brasile, gli Stati Uniti e lo stesso Giappone, che ha tenuto una conferenza in Africa alla quale hanno partecipato 60 delle 100 imprese nazionali piu’ importanti”. L’incontro alla Lumsa e’ stato organizzato da ‘Ottobre africano’ in collaborazione con Assobiomedica, Confindustria Assafrica & Mediterraneo e il Collegio degli ambasciatori africani a Roma.

D’AGATA: ITALIA PORTI CULTURA INDUSTRIALE

Portare know how e valore aggiunto in Africa puntando sulla “cultura” delle piccole e medie imprese italiane: e’ questa, spiega alla ‘Dire’ Pier Luigi D’Agata, direttore generale di Assafrica & Mediterraneo, la nuova sfida di Confindustria per la cooperazione e lo sviluppo. Il colloquio comincia dall’assunto che negli ultimi anni la regione subsahariana e’ cresciuta ma non abbastanza. “Gli aiuti pubblici non hanno portato lo sviluppo endogeno che speravamo” sottolinea D’Agata: “Ora i governi subsahariani vogliono creare valore aggiunto perche’ le materie prime sono commercializzate da imprese occidentali e all’Africa resta ben poco”. Dinamiche, e’ stato sottolineato oggi, che impongono una svolta a livello internazionale e nuove responsabilita’ per l’Italia.


“Siamo il secondo Paese manifatturiero d’Europa e abbiamo una cultura industriale fatta soprattutto di piccole e medie imprese” dice D’Agata: “Possiamo portarla in Africa per fare piu’ valore aggiunto, sapendo che il vero sviluppo non deriva dai soldi ma dalla formazione dei giovani e dal saper fare”. Un impegno centrale nell’incontro alla Lumsa, intitolato ‘La cultura industriale italiana per lo sviluppo dell’Africa’. Ne e’ convinto, il direttore generale di Assafrica & Mediterraneo: “E’ la nuova frontiera sulla quale nel sistema Confindustria ci confronteremo nei prossimi anni”.

ASSODIAGNOSTICI: CON L’AFRICA, FORMANDO I GIOVANI

Due mesi di training in laboratorio e un anno di tutoraggio: lo prevede, spiega alla ‘Dire’ Massimiliano Boggetti, presidente di Assodiagnostici, un percorso proposto ai professionisti africani con l’obiettivo di esportare non solo tecnologie ma anche conoscenze alla base di un’eccellenza italiana. Lo spunto per presentare il progetto, che vede Assodiagnostici e Assobiomedica a supporto dell’International Federation of Chemical Chemestry, e’ un convegno alla Lumsa sul tema ‘La cultura industriale italiana per lo sviluppo dell’Africa’.


“Coinvolgiamo professionisti di medicina di laboratorio di alcun Paesi africani attraverso un percorso di due mesi di training all’interno dei nostri laboratori e di un anno di tutoraggio” spiega Boggetti: “L’idea e’ esportare conoscenze attraverso le quali le nostre tecnologie possano essere valorizzate meglio direttamente in loco”. Secondo il presidente di Assodiagnostica, si tratta di “un progetto ambizioso”, “percorso virtuoso” di sviluppo a livello globale. “La sanita’ italiana e soprattutto la medicina di laboratorio sono riconosciute come un’eccellenza a livello internazionale” sottolinea Boggetti: “Siamo orgogliosi di fare qualcosa che non sia dia solo tecnologia ma anche conoscenza per un continente importante come l’Africa”. L’incontro alla Lumsa e’ una delle iniziative dell’Ottobre africano, festival che compie 14 anni, in corso in diverse citta’ italiane.

di Vincenzo Giardina, giornalista

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