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Ricky Tognazzi in un spot horror per combattere i super-batteri /VIDEO

Da Sita un campagna di sensibilizzazione per un buon uso degli antibiotici
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sita01ROMA – Il ritorno di una minaccia che sembrava consegnata definitivamente al passato. È così che in un antico villaggio, a causa di un abuso dei rimedi contro i succhiatori di sangue, fa di nuovo irruzione tra gli abitanti un ‘supervampiro’. È l’originale chiave scelta dalla Società italiana Terapia Antinfettiva per raccontare in uno spot per il web, che ha come protagonista l’attore Ricky Tognazzi, l’incombente pericolo dei superbatteri, cioè di quei batteri in grado di resistere a tutti o quasi gli antibiotici disponibili. Un’emergenza globale, questa, che preoccupa i governi e le organizzazioni internazionali: solo poche settimane fa a New York, infatti, durante l’Assemblea Generale dell’Onu, 193 capi di Stato hanno sottoscritto una dichiarazione politica congiunta proprio sulle linee guida mondiali per la lotta alla resistenza antimicrobica. Se n’è parlato oggi a Roma nel corso della conferenza stampa dal titolo ‘Antibiotici – La nostra difesa numero 1′ organizzata dalla Sita, con il patrocinio del ministero della Salute, presso l’Accademia nazionale di San Luca.

‘Anche l’Italia è in prima linea per promuovere un buon uso degli antibiotici- ha detto Vito De Filippo, sottosegretario alla Salute, nel corso dell’incontro- Entro il primo semestre 2017, infatti, sarà sviluppato un piano nazionale per combattere le resistenze antimicrobiche basato sull’approccio ‘One Health’ e gli obiettivi strategici del piano di azione globale dell’Oms. La modifica di comportamenti non corretti passa anche attraverso campagne di comunicazione come quelle promosse da Aifa o l’iniziativa Sita, in grado di favorire un uso appropriato degli antibiotici con miglioramento della tutela della salute pubblica e dell’efficacia di questi farmaci’. Secondo Mario Marazziti, presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera, infatti, il rischio è quello ‘di tornare a un’Era pre-antibiotici e questo sarebbe uno scenario inquietante- ha sottolineato- Bisogna quindi intervenire subito’.


Lo spot ‘Il Supervampiro’ è il fulcro dell’iniziativa di sensibilizzazione promossa dalla Società italiana Terapia Antinfettiva e resa possibile grazie ad un’erogazione di Merck & Co., per il tramite della sua consociata italiana Msd, per richiamare l’attenzione della popolazione sul valore degli antibiotici e l’importanza di usare bene questi farmaci che hanno salvato milioni di vite per preservarne l’efficacia. Entro il 2050, hanno infatti fatto sapere gli esperti nel corso della conferenza stampa, le infezioni resistenti agli antibiotici potrebbero essere la prima causa di morte al mondo, con un tributo annuo di oltre 10 milioni di vite, più del numero dei decessi attuali per cancro. ‘Ci rivolgiamo direttamente a tutti i cittadini- ha spiegato Claudio Viscoli, presidente Sita- perché sono loro i principali fruitori degli antibiotici e devono sapere che questi farmaci rischiano di perdere la loro efficacia’.

Gli antibiotici, ha aggiunto Viscoli, sono ‘gli unici farmaci il cui cattivo uso si riflette sulle generazioni future e devono essere assunti al dosaggio giusto, per il tempo giusto e allo scopo di curare le infezioni batteriche e non quelle virali’. Assumere antibiotici senza prescrizione del medico, ridurre o aumentare la dose, interrompere la terapia prescritta, utilizzarli contro raffreddore e influenza, sono errori che favoriscono la selezione di batteri resistenti in grado di causare infezioni non curabili con le terapie antibiotiche disponibili. ‘La resistenza microbica è effettivamente un problema globale- ha sottolineato Ercole Concia, direttore della Divisione Clinicizzata di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona- e l’Italia è uno dei Paesi più esposti. Ci sono delle situazioni con infezioni da batteri che non rispondono più ad alcun antibiotico’.


Negli ospedali italiani ‘il 45% dei ricoverati viene trattato con antibiotici– ha fatto sapere ancora Concia- mentre un comportamento virtuoso dovrebbe collocare quest’uso fra il 25 e il 30%. Spesso è anche il paziente che si autoprescrive antibiotici o magari li ha in giacenza dalla precedente infezione’. Ma quante sono nel nostro Paese le infezioni correlate all’assistenza o intra-ospedaliere? Ogni anno, sempre secondo gli esperti, sono circa 284mila i pazienti colpiti (dal 7% al 10% dei pazienti ricoverati) e le infezioni causando circa 4.500-7.000 decessi. Tra le più comuni ci sono polmonite (24%) e infezioni del tratto urinario (21%). ‘All’interno delle strutture di assistenza- ha sottolineato Annalisa Pantosti, direttore del reparto Malattie Batteriche Respiratorie e Sistemiche, dell’Istituto Superiore di Sanità- ci sono persone malate, spesso anziane e fragili, che portano dispositivi medici, come ad esempio i cateteri, e sono facilmente aggredibili dalle infezioni’.

E acquisire un’infezione in ospedale, in seguito ad un intervento chirurgico o semplicemente in seguito alla degenza, vuol dire rimanere più a lungo in ospedale, dover sottostare a terapie più costose e complesse e in ultima analisi rischiare di morire per le complicanze dovute all’infezione. Come vincere la minaccia dei superbatteri? ‘Gli ambiti d’intervento sono tre- ha risposto Pierluigi Viale, direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’AOU Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna- la ricerca di nuove opportunità terapeutiche, le misure finalizzate al controllo epidemiologico della trasmissione dei patogeni multi resistenti, accomunabili nel termine ‘infection control’ e, strettamente correlato alla seconda, il contenimento dell’uso incongruo degli antibiotici, ossia la antimicrobial stewardship’. Fondamentali, come indicano i documenti degli organismi internazionali, sono anche il rilancio della pratica vaccinale e l’uso consapevole degli antibiotici anche negli animali.

Sul fronte delle nuove terapie, dopo anni di progressiva diminuzione degli investimenti in ricerca, le prospettive stanno cambiando e all’orizzonte vi sono nuove molecole antibiotiche. ‘Msd da 125 anni- ha tenuto a sottolineare Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato Mas Italia- è in prima linea nella lotta contro le malattie infettive, un impegno confermato negli anni e oggi rinnovato con l’arrivo di nuovi antibiotici che andranno ad arricchire l’armamentario dei medici per combattere l’antibiotico-resistenza ed avere a disposizione una soluzione laddove gli antibiotici attuali non funzionano più. La nostra ambizione è quella di essere riconosciuti come il partner di riferimento della sanità pubblica nella lotta all’antibiotico-resistenza, con la nostra offerta olistica di valore che parte dalla prevenzione attraverso i vaccini e arriva fino alla cura sia della salute umana che degli animali’. In aggiunta all’innovazione terapeutica resta però fondamentale la sensibilizzazione dei cittadini sull’adozione di corrette abitudini e adeguati stili di vita.


A questo punta l’iniziativa di sensibilizzazione della Sita che fa leva anche sul sito www.antibioticilanostradifesa.it dove, insieme allo spot ‘Il Supervampiro’, sono disponibili informazioni utili sull’antibiotico-resistenza, le regole per il corretto uso degli antibiotici, video interviste con gli esperti infettivologi della Sita, un test per misurare il proprio livello di consapevolezza sul problema delle infezioni multiresistenti e strumenti di condivisione social per promuovere i corretti comportamenti legati all’uso degli antibiotici e prevenire la diffusione dei batteri. Inoltre, la Sita distribuirà negli ospedali italiani un opuscolo con le 4 regole da ricordare per usare bene gli antibiotici: assumerli sempre dietro prescrizione del medico, non assumerli per curare raffreddore e influenza, rispettare le dosi prescritte e non interrompere la terapia. ‘Mi è parso molto giusto aderire a questa iniziativa di sensibilizzazione sugli antibiotici- ha infine commentato Ricky Tognazzi- dal momento che da quel che sento in giro c’è ancora una notevole mancanza d’informazione su questo argomento così importante per la nostra salute. Per arrivare ai cittadini gli autori hanno usato immagini e linguaggi moderni su un personaggio, il vampiro- ha concluso- che ha una forte tradizione mediatica sia cinematografica che letteraria’.

 di Carlotta Di Santo, giornalista professionista

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