ExoMars2016, successo a metà: l’Europa è su Marte, ma Schiaparelli è caduto / VIDEO

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Ci sono due notizie, una buona e una cattiva. Il successo è quello della sonda Trace Gas Orbiter, che si è perfettamente inserita nell’orbita di Marte e potrà indagare nel dettaglio l’atmosfera del pianeta rosso e poi diventare centrale per la comunicazione della seconda parte della missione ExoMars, quella che parte nel 2020 e prevede l’atterraggio di un rover.

I sogni di Schiaparelli si sono invece probabilmente infranti sul suolo di Marte.

exomars_2016_separation_largeNiente da fare per il lander della missione ExoMars 2016 che ha tenuto tutti con il fiato sospeso. E’ andato bene il viaggio con la sonda Trace Gas Orbiter, iniziato dal cosmodromo di Baikonour il 14 marzo 2016, è andato bene il viaggio in solitaria di tre giorni dopo essersi sganciato il 16 ottobre, è andato bene anche l’ingresso in atmosfera così come il primo tratto della discesa. Poi, il buio. Nessun segnale di presenza, niente telemetria. Non è arrivato nessun bip al centro Esoc di Darmstadt, in Germania. Nessun dato rilevato dal lander è stato inviato. Schiaparelli è arrivato su Marte, questo lo sappiamo per certo. E’ andato tutto come doveva andare, “fino a un certo punto”, spiega Andrea Accomazzo, a capo della divisione Solar and Planetary Missions dell’Esa. Dopo, il comportamenteo del lander non è stato quello atteso. Del paracadute si sa che si è aperto, ma nulla delle fasi successive. Pare che i retrorazzi si siano attivati  per meno tempo del previsto: appena tre secondi.

Significa che Schiaparelli è letteralmente caduto sul suolo del pianeta rosso. Il segnale del lander è scomparso quando mancavano circa 50 secondi a quello che, sulla carta, doveva essere un atterraggio soft.


L’elemento positivo è che i dati dell’entrata in atmosfera di Schiaparelli ci sono, assicura Accomazzo, è stato lo stesso lander a trasmetterli. Lo strumento Amelia a bordo di Schiaparelli ha fatto il suo dovere, sostengono gli scienziati del team di supervisione.

Si dice contento anche Joann Woerner, direttore generale dell’Esa. “Questo era un test- commenta-, abbiamo i dati. Abbiamo il test. Va bene così”.

La buona notizia della giornata campale dell’Italia su Marte è che invece l’inserimento di Tgo nell’orbita marziana è andato perfettamente. Questo significa che in questo momento intorno a Marte sta orbitando un satellite europeo a supervisione italiana, nodo essenziale per la comunicazione di Exomars2020, quando sul quarto pianeta del Sistema solare scenderà un rover.

Tgo è anche un fine analista dell’atmosfera marziana. Ha percorso quasi 500 milioni di chilometri per andare a inserirsi nell’orbita di Marte, da cui monitorerà la presenza di metano e di altri gas atmosferici che sono presenti in basse concentrazioni, cioè in meno dell’1% dell’atmosfera, e che ciò nondimeno possono essere tracce di attività biologica o geologica.

“Una buona sonda al posto giusto. Abbiamo una missione su Marte” è stato l’entusiastico commento arrivato via Twitter dal direttore di volo di ExoMars Michel Denis. Contento anche il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. Il risultato di Tgo è importantissimo, dice, soprattutto in vista del 2020, anno dell’attesa discesa del rover su Marte con tanto di trapano made in Italy pronto a scoprire i segreti del sottosuolo marziano.

Il trapano è uno strumento realizzato in Italia con la guida scientifica dell’Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf). L’idea che ne è alla base è che, se in superficie non ci sono forme di vita, potrebbero essercene invece nel sottosuolo, spiega il presidente Nicolò D’Amico.

In fondo quello di Schiaparelli era un test, e i test servono anche per capire dove si è sbagliato. Da adesso si guarda avanti, al 2020 e oltre, per capire come far arrivare l’uomo in maniera sicura sul pianeta rosso.

di Antonella Salini, giornalista professionista

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20 Ottobre 2016
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