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Battistini azzera l’assessorato di Lepore: “A Bologna la cultura deve alimentarsi da sola”

Fabio Battistini e Davide Rondoni
Il candidato sindaco del centrodestra annuncia che in caso di vittoria la delega alla Cultura sarebbe in capo al sindaco, con l'emissione di bond sociali in sinergia con il bonus del ministero
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BOLOGNA – Fabio Battistini ‘smonta’ l’assessorato di Matteo Lepore: se il candidato del centrodestra dovesse vincere il 3 e 4 ottobre la delega alla Cultura sarà in capo al sindaco. In assessorato “potrà esserci un manager, ma che risponderà direttamente al sindaco. Non può essere un accrocchio dove si fanno bandi che poi vincono sempre gli amici degli amici”. Per Battistini il “paradigma va completamente ribaltato. L’amministrazione non deve produrre la cultura ma fornire i mezzi perché sia prodotta”. Per questo il civico sostenuto dal centrodestra, oggi in piazza Verdi per la lanciare le sue proposte sulla cultura accanto al poeta Davide Rondoni, pensa all’emissione di bond sociali da parte degli enti culturali cittadini, “in sinergia” con il bonus cultura del ministero. “Non è l’amministrazione la padrona della cultura, che deve alimentarsi da sola“, sottolinea il candidato sindaco.

Battistini immagina un assessorato dalla struttura più snella: “sarà la città a fare cultura non l’assessorato. E il sindaco sarà il garante”. Per il civico non deve succedere ciò che è capitato per l’assegnazione degli eventi in piazza Verdi. Dove alla fine i vincitori del bando hanno proposto “container per erogazione di birra, Bologna merita di più”, sottolinea. La ‘pars destruens’ dell’incontro con la stampa è affidata a Rondoni: “Lepore ha fallito sulla cultura. C’è intrattenimento, panem et circenses, ma la cultura non c’è“, scandisce. Negli ultimi dieci anni, elenca Rondoni, “sono calati i prestiti in biblioteca, sono calati gli accessi ai musei, si sono spesi più soldi per gli spettacoli anche se ci sono meno spettatori. Forse è il modo per fare mangiare qualcuno”. Per quanto riguarda i museiabbiamo 11 volte meno accessi di Firenze, la metà di quelli di Siena e meno anche di Trieste. In un altro contesto un assessore così sarebbe stato mandato via, non promosso sindaco. Ma evidentemente Lepore serve ad altro, ad un progetto politico insieme ad un ex presidente del Consiglio secondo cui gli artisti servono a farci divertire”.

Il poeta ne ha anche per il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli, secondo cui spostare il cinema in piazza è come spostare il Nettuno. “Stiamo delirando, vuol dire che in questa città nulla si può muovere. Ma la cultura è un fallimento”. Secondo Rondoni, “in questa citta dal punto di vista culturale c’è clima pesante, è difficile discutere. Lo diceva già Pasolini negli anni ’70, quando denunciava la nascita di nuovo tipo di chierico progressista. Pasolini diceva che a Bologna non c’era alterità“. Esemplare, secondo Rondoni, il caso Làbas. “Come è possibile- si chiede- che gli stessi che sono stati sgomberati dalla Polizia abbiano ora in gestione uno degli spazi più belli della città?”.

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