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In Liguria una decina di classi in quarantena. Toti: “Dati non preoccupanti”

giovanni toti
Il governatore era consapevole che la riapertura delle scuole avrebbe portato a questo tipo di ricaduta: "Non ci trovo nulla di inaspettato"
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GENOVA – “Per il momento i numeri sono significativi, ma non preoccupanti. Li osserviamo e li monitoriamo, abbiamo un sistema piuttosto rodato dallo scorso anno. Era chiaro che, mettendo in aula alcuni milioni di persone nel Paese, con la circolazione del Covid ancora presente, vi sarebbe stato questo tipo di ricaduta. Non ci trovo nulla di inaspettato”. Così il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, a margine di una conferenza stampa, rispondendo a una domanda sulle classi in quarantena che, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, in Liguria hanno superato la decina.

“SUL GREEN PASS L’AULA DEL CONSIGLIO REGIONALE SI ADEGUERÀ ALLE CAMERE”

Sull’introduzione dell’obbligo di green pass nei consigli regionali e comunali “vi è una cautela in più, come la ha avuta il governo sulle aule di Camera e Senato. Se il Parlamento introdurrà il green pass, penso sarà difficile per i consigli regionali e comunali, sia pure nella loro autonomia, non seguire un’indicazione tanto autorevole. Dopodiché, io lo estenderei a tutto il mondo, come sapete bene – aggiunge Toti -. Indubitabilmente gli uffici amministrativi del consiglio regionale saranno coperti dall’obbligo di green pass dal prossimo 15 ottobre. Per quanto riguarda l’aula del consiglio, vedremo che cosa deciderà il governo per analogia rispetto all’emiciclo di Camera e Senato”, precisa il governatore.

Il discorso, spiega ancora, “è più delicato per l’aula perché i consiglieri entrano delegati dal popolo a esprimere posizioni che possono essere le più diverse e per le quali occorre avere grande attenzione e rispetto. Tengo presente, e ragiono per paradosso, che se vi fosse un convinto no vax tra i consiglieri regionali che volesse venire a esprimere una convinta posizione no vax all’interno del consiglio, prevarrebbe il suo diritto di rappresentanza democratica rispetto alla sua persona”.

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