giovedì 10 Settembre 2026

Caldo killer, il Ministero della salute: “Aumentati i decessi tra gli over 85, +8% a luglio”

Cosa emerge dal Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore e sulla sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso per il periodo 1-31 luglio 2026

ROMA – In Italia, nel mese di luglio, il numero degli over 85enni deceduti per il caldo è aumentato dell’8%. È quanto emerge dal Rapporto mensile sul sistema di monitoraggio e allerta in relazione alle ondate di calore e sulla sorveglianza della mortalità giornaliera e degli accessi in Pronto Soccorso per il periodo 1-31 luglio 2026, disponibile sul sito del ministero della Salute.

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I DATI

Se la valutazione della mortalità per classi di età mostra un eccesso solo nella classe di età più anziana 85+ anni (+9% tra le città del nord e +7% tra quelle del centro-sud), per le classi di età più giovani (64-74 e 75-84 anni) la mortalità è stata inferiore all’attesa.
Restringendo l’analisi alla terza ondata di calore, si evidenzia un eccesso significativo della mortalità nella popolazione di età 65+ anni in alcune città del sud (Reggio Calabria, Messina, Palermo e Cagliari e, al limite della significatività statistica, a Campobasso, Pescara e Latina).
Anche il mese di luglio, come giugno, è stato il secondo più caldo di sempre, secondo i dati raccolti dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (Dep) per il ministero della Salute.

In Europa, invece, si osserva un quadro climatico con temperature superiori al valore di riferimento climatico (1991-2020) sull’Europa occidentale in media di +2.79°C, mentre nelle regioni dell’Europa orientale e in Scandinavia si registrano valori di temperatura inferiori al riferimento climatico secondo quanto riportato dalla valutazione mensile di Copernicus.

A LUGLIO TRA TERZA E QUARTA ONDATA DI CALORE

In Italia la terza ondata di calore associata a condizioni di rischio di livello 2 e 3 dei sistemi di allerta Hhww, si è registrata a partire dal 12 luglio tra le città del nord, con una durata breve di 3-5 giorni, mentre tra le città del centro-sud è stata più intensa e prolungata (compresa tra 5 e 16 giorni di livello di rischio 2 e 3).

Un ulteriore incremento delle temperature (quarta ondata di calore) si è registrato a partire dal 26 luglio, associato a condizioni di rischio di livello 2 e 3 in tutto il Paese, ancora in corso nella prima settimana di agosto in gran parte delle città.

GLI ACCESSI IN PRONTO SOCCORSO

A fronte delle temperature elevate, l’impatto sanitario in Italia è stato contenuto. Dai dati della sorveglianza degli accessi in pronto soccorso relativi alle strutture ospedaliere sentinella di alcune città (Venezia, Trieste, Milano, Genova, Bologna, Roma e Palermo) con l’aggiunta di Reggio Calabria e Ancona, emerge un chiaro trend settimanale con un picco di accessi il lunedì e valori più bassi nel fine settimana.
In concomitanza con le ondate di calore di luglio non si osservano variazioni rilevanti nell’andamento degli accessi in pronto soccorso, se non lievi incrementi a Venezia, Roma, Reggio Calabria e Palermo.

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