In Iraq assassinata l’attivista Yacoub. L’ong: “Il governo è responsabile”

La giovane medica e attivista è stata assassinata mentre era in auto nella città di Bassora da due uomini armati non identificati giunti a bordo di una motocicletta
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ROMA – Il primo ministro Mustafa Al-Kazemi è da ritenersi “il responsabile di questi tristi eventi e gli chiediamo di intraprendere un’azione reale che mantenga le promesse che ha fatto in passato e di rivelare i nomi delle bande che eseguono questi omicidi, arrestarli e proteggere la legge“. Così l’ong locale Iraqi Civil Society Solidarity Initiative (Icssi), a seguito dell’omicidio della giovane medico e attivista Reham Yacoub, assassinata ieri mentre era in auto nella città di Bassora da due uomini armati non identificati giunti a bordo di una motocicletta. Insieme a Yacoub sono state ferite altre tre ragazze che erano nel veicolo. Una delle tre è poi deceduta.

L’omicidio di Yacoub, che aveva preso parte alle proteste di piazza che hanno colpito il Paese fin dal 2018 e aveva anche organizzato marce femministe, è il terzo agguato armato ad attivisti anti-governativi questa settimana. L’Icssi riporta che Al-Kazemi aveva deciso di destituire il capo della polizia di Bassora “alla luce degli ultimi tentativi di assassinio nella provincia”. Gli attivisti denunciano però che “il licenziamento di funzionari governativi e capi della polizia non è sufficiente“. Per i militanti di Icssi, è necessario “fare un vero lavoro e intraprendere passi più seri per porre fine agli atti delle milizie e delle bande oppressive che minacciano la vita di tutti gli iracheni”.

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20 Agosto 2020
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