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Calcio e cooperazione, “goal” per i diritti

"Il calcio e la cooperazione possono fare gol insieme, sul piano dello sviluppo sostenibile e dell'inclusione sociale" dichiara la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re, intervenendo a un incontro al Meeting di Rimini dedicato a iniziative congiunte con l'Associazione italiana calciatori
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ROMA – Il calcio e la cooperazione possono fare gol insieme, sul piano dello sviluppo sostenibile e dell’inclusione sociale: lo ha sottolineato oggi la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re, intervenendo a un incontro al Meeting di Rimini dedicato a iniziative congiunte con l’Associazione italiana calciatori.
Oggi la cooperazione e’ impegnata non solo per un vaccino per il Covid-19 ma anche per le soluzioni dei grandi problemi del millennio parte dell’Agenda 2030” ha detto Del Re. Convinta che tra i “Sustainable Development Goal” fissati dalle Nazioni Unite e i gol che si segnano in campo si possa creare una sinergia di valore.
“C’e’ un parallelo tra il gol calcistico e l’obiettivo da raggiungere” ha sottolineato la viceministra. “Il calcio puo’ aiutare la cooperazione allo sviluppo perche’ permette di veicolare grandi obiettivi, in particolare per l’istruzione, per una convivenza segnata dal rispetto e per una sana competizione”.
Durante l’incontro, introdotto dal direttore di Sky Sport Federico Ferri, sono stati ricordati progetti di cooperazione avviati in Uganda e in Giordania con l’ong Avsi. Altri, e’ stato sottolineato oggi, ne saranno avviati in Myanmar, Ecuador e Mozambico. Il quadro e’ una convenzione firmata a febbraio alla Farnesina tra la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e l’Associazione italiana calciatori.
L’obiettivo, si legge nel documento, e’ “promuovere lo sport come strumento di corretta e sana crescita psico-fisica del bambino, di integrazione e inclusione sociale all’interno delle iniziative finanziate dalla cooperazione italiana”.

TOMMASI: “CALCIATORI IN CAMPO DA MYANMAR A ECUADOR”

L’alleanza tra sport e cooperazione allo sviluppo continuera’ in almeno tre continenti, con progetti in vista in Mozambico, in Myanmar e in Ecuador: lo ha detto oggi Damiano Tommasi, ex campione del mondo animatore dell’Associazione italiana calciatori (Aic), nel corso di un incontro al Meeting di Rimini.
“Fare squadra e giocare con un solo pallone e’ emblematico di cio’ che e’ la cooperazione internazionale” ha detto Tommasi. “Il calcio e’ uno sport tanto popolare da essere dirompetente nelle relazioni, non ha bisogno di interpreti” ha aggiunto l’ex campione del mondo. Poi il riferimento a progetti con l’ong Avsi. “In Uganda e in Giordania – ha detto Tommasi – ci sono state iniziative che sono state la partenza di un percorso, che adesso dopo questo periodo di chiusura dei voli vogliamo riprendere ancora piu’ carichi di prima”.
Durante l’incontro si e’ fatto riferimento a una convenzione firmata a febbraio in Farnesina tra la Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, l’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e l’Associazione italiana calciatori.
Un primo progetto si e’ tenuto in Giordania. L’obiettivo, si legge nel documento, e’ “promuovere lo sport come strumento di corretta e sana crescita psico-fisica del bambino, di integrazione e inclusione sociale all’interno delle iniziative finanziate dalla Cooperazione italiana”.

LA NAZIONALE SARA GAMA: “CALCIO TRASMETTA VALORI”

Lo sport e’ di tutti, ricchi e poveri, uomini e donne, senza distinzione: e’ il tema che ritorna nelle parole di Sara Gama, capitano della nazionale femminile di calcio e di Juventus Women, intervenuta oggi in collegamento video al Meeting di Rimini a un incontro sulla cooperazione internazionale allo sviluppo.
Madre triestina e padre congolese, 31 anni, la campionessa ha sottolineato la necessita’ che anche gli atleti e in particolare i calciatori contribuiscano a un impegno globale per le pari opportunita’ a sostegno dei piu’ deboli e dell’uguaglianza di genere.
“Quando si ha la possibilita’ di fare qualcosa ad alto livello e si e’ visti da tante persone, non ci si puo’ sottrarre al fatto di essere un esempio e di veicolare un messaggio” ha detto Gama.
Lo sport e’ un mezzo potentissimo per dare l’esempio e trasmettere valori: e’ una palestra di vita”.
All’incontro di Rimini hanno partecipato anche i rappresentanti dell’Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi e Simone Perrotta, il segretario dell’ong Avsi Giampaolo Silvestri e la viceministra degli Esteri Emanuela Del Re. Con lei, alla fine dell’intervento, Gama ha scambiato alcune battute.
Siamo tutte calciatrici” ha sottolineato Del Re, ricordando l’entusiasmo per Toto’ Schillaci perfino nelle township sudafricane, citando gli Obiettivi di sviluppo sostenibile e presentando nuovi progetti per l’inclusione sociale attraverso lo sport.

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