Zaia: “Le scuole vanno riaperte in sicurezza, ma no alle mascherine”

"Rischio rinvio elezioni? L'avevo detto che era meglio luglio"
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ROMA – “Pensare di non aprire le scuole vuol dire abdicare al massima espressione della civiltà, che è l’educazione dei nostri ragazzi. Dobbiamo aprire, in sicurezza ma dobbiamo aprire”. Lo afferma il governatore del Veneto Luca Zaia, oggi in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile di Marghera. Nel suo intervento, Zaia si dice poi “contrario all’utilizzo delle mascherine” in classe da parte degli studenti seduti al loro banco.

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ZAIA: “RISCHIO RINVIO? L’AVEVO DETTO CHE ERA MEGLIO LUGLIO”

“Non voglio fare polemiche, ma lo avevo detto che il periodo migliore per le elezioni era luglio e non di certo l’autunno”. Così il governatore del Veneto Luca Zaia, parlando della possibilità che le elezioni regionali siano rinviate nuovamente a causa dell’aumento dei casi di coronavirus.

ZAIA: “I RIENTRI DALLE FERIE PESANO, 35 CASI A TREVISO”

“La partita dei rientri dalle vacanze pesa, oggi abbiamo 35 casi nel trevigiano tutti di rientro dalla Croazia”. Proprio per questo, continua Zaia, “stiamo ricalibrando il modello previsionale” che consente di ipotizzare l’andamento dei contagi e del carico sulle strutture sanitarie.

ZAIA: “TEST PER CHI ARRIVA DA ADGE E SUD FRANCIA”

“Faremo una circolare o un’ordinanza per prevedere tamponi anche per chi arriva da Adge, nel sud della Francia e dall’Occitania, perché lì c’è un grande focolaio di coronavirus”, annuncia Zaia. “Faccio un appello a chi è stato in vacanza o comunque in viaggio in quelle aree: recatevi nei punti di test rapido”, prosegue Zaia ricordando che ogni Ulss ha attivato dei punti in cui è possibile segnalarsi ed effettuare rapidamente il test “tutti i giorni dalle 7 alle 13, sabato e domenica compresi”.

ZAIA: “CHI FA CAMPAGNA ELETTORALE EVITI ASSEMBRAMENTI”

“Sarebbe un bel segnale che tutti coloro che fanno campagna elettorale evitino di creare assembramenti, utilizzino gli strumenti dello smart working, come i webinair”. “Magari noi per primi diamo il buon esempio, cominciando dall’utilizzo della mascherina e dall’invitare al distanziamento all’inizio delle riunioni”, conclude Zaia.

IL VENETO PUNTA A INTRODURRE IL TEST RAPIDO

La Regione Veneto mira a modificare il suo piano sanitario introducendo la possibilità di effettuare un primo screening attraverso il test rapido per chi dovesse avere la necessità di verificare l’eventuale contagio da covid, quindi per chi è venuto in contatto con un positivo o chi presenta sintomi, per poi effettuare il tampone solo nel caso di positività, e quindi per la diagnosi definitiva. Lo anticipa il governatore del Veneto Luca Zaia, in conferenza stampa dalla sede della Protezione civile regionale a Marghera, precisando che si tratta però di una proposta della Regione, che al momento deve ancora essere validata.

IN VENETO TEST RAPIDO COVID PER 96.000 ‘PROF’ E OPERATORI

Circa 96.000 tra insegnanti e operatori della scuola del Veneto potranno effettuare il test rapido per la verifica di un eventuale contagio da coronavirus dal proprio medico di base, prima dell’inizio delle lezioni. Lo spiega l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin, chiarendo che si tratta di un’iniziativa nazionale partita dal ministero del’Istruzione. Infatti le 96.000 ‘saponette’ per i test rapidi sono state inviate dal ministero alla Regione, che le ha distribuite alle Ulss che le devono ora distribuire a loro volta ai medici di base. “Faccio un appello ai medici di medicina generale”, interviene Zaia raccontando di aver fatto questa mattina una lunga chiacchierata con il presidente regionale Fimmg Domenico Crisarà e con il presidente nazionale Silvestro Scotti, perché pare che non tutti i medici stiano aderendo all’iniziativa. “Abbiamo fiducia in una chiamata di popolo”, conclude Zaia sottolineando l’importanza di creare una fitta rete di monitoraggio territoriale.

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20 Agosto 2020
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