Genova, Toti: “Autostrade? No a guerre di religione sulla pelle dei liguri”

Nel braccio di ferro tra Governo e la società Autostrade "la Liguria non deve rischiare. No a battaglie sulla pelle di chi ha già pagato molto".
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ROMA – Nel braccio di ferro tra Governo e la società Autostrade “la Liguria non deve rischiare. Non si facciano battaglie sulla pelle di chi ha già pagato molto”. Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, lo dice alla Stampa.

“È giusto cercare rapidamente la verità e fare giustizia: tocca alla magistratura; è legittimo che il governo voglia rivedere il sistema delle concessioni- dice Toti- questo però non può trasformarsi in una guerra di trincea a spese di Genova, della Liguria e del suo sistema economico. Sarebbe un danno incalcolabile per noi e per il Paese”.

“Questo è il momento della serietà, non della propaganda. Nella gestione dell’emergenza siamo stati bravissimi, il premier Conte e i vice premier Salvini e Di Maio ci sono stati vicini- dice Toti- Gli applausi ai funerali solenni, tributati a me e al sindaco oltre che a Di Maio e Salvini, sono un riconoscimento commovente, ma anche il segno che i cittadini sanno distinguere. Ora quella fiducia non va tradita”.

La società Autostrade dice che può ricostruire un nuovo ponte in 8 mesi, “sarebbe la vera svolta per un Paese che sulle ricostruzioni, da dopo il terremoto del Friuli, non fa bene- dice il preisdente della Regione Liguria- Sarebbe davvero l’inizio della Terza Repubblica. Chi ha sbagliato in Aspi pagherà: la ricostruzione del ponte non comporta minori responsabilità per Autostrade per l’Italia, ma penso che sia un atto dovuto mettersi a disposizione della città e un atto dovuto per le istituzioni utilizzare ogni mezzo per mitigare il disagio”.

Intanto, conclude Toti, “sul ponte voglio vedere gli operai al lavoro entro Natale. E poi bisogna accelerare tutti i cantieri già aperti: per questo servono poteri speciali”.

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