ROMA – Nelle indagini per la morte di Fakir quello usato dalla Procura di Bologna “non è uno scudo penale, mala giusta collocazione di un caso all’interno di un’iscrizione in un registro apposito, voluto da una legge del governo Meloni” e “riguarda persone che sembrano aver partecipato a un fatto con la presenza di una causa di giustificazione“. Lo ha precisato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al Tg1.
Il titolare del Viminale ha parlato di “una grande tragedia”, ha espresso “dispiacere” e “grande cordoglio” e ha chiesto di “avere fiducia nell’autorità giudiziaria: chi fa professione di espressioni pregiudizialmente contrarie alla forza di polizia vuol dire che non ha fiducia né nelle nostre forze di polizia né nella magistratura”. L’episodio, ha concluso, “è molto documentato da bodycam e altre riprese fatte”.
LEGGI ANCHE: VIDEO | Fakir morto a Bologna, la Procura indaga per omicidio colposo. Ma per gli agenti (e 4 sanitari) scatta il ’45 bis’
LEGGI ANCHE: VIDEO | Scontri davanti alla Prefettura al presidio per Fakir. Bombe carta contro la Polizia che usa idranti e lacrimogeni
LEGGI ANCHE: VIDEO | In migliaia in piazza a Bologna con la famiglia di Fakir: “Giustizia”. E i collettivi gridano “assassini”
LEGGI ANCHE: La nipote di Fakir: “Non chiediamo odio o vendetta ma giustizia. Perchè non succeda mai più”. La sorella sviene al presidio
LEGGI ANCHE: Chi era Abderrahim Fakir, morto ammanettato a Bologna. L’Ausl apre un’indagine: gli orari dell’ambulanza




Aggiungi Dire.it alle tue fonti preferite su Google

