BOLOGNA – “Giustizia per Fakir. Giustizia per Fakir“. A gridarlo sono in migliaia in piazza Nettuno a Bologna dopo le parole del capo della comunità islamica bolognese, Yassine Lafram. “Rispettiamo il dolore della famiglia, è importante per noi rispettare dolore dell’intera famiglia”, esorta Lafram, mentre dalla folla si alzano cori “assassini, assassini”, rivolti alle forze dell’ordine. Piazza Nettuno è gremita per la manifestazione convocata ieri dal sindaco di Bologna Matteo Lepore per chiedere verità e giustizia sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto ieri al Pilastro dopo essere stato immobilizzato a terra da due agenti di Polizia.





Non è mancata una contestazione da parte di esponenti dei collettivi e dei centri sociali, che si sono piazzati davanti a Palazzo Re Enzo esponendo uno striscione con la scritta “Giustizia per Fakir. Aboliamo la violenza di Stato e i padroni” e gridando “Tout le monde deteste la police” e “Assassini”. Sull’altro lato della piazza, davanti all’ingresso della Salaborsa, poco fa ha parlato il sindaco, ma il suo intervento non si è quasi sentito, coperto dalle grida dei contestatori. Davanti alla Salaborsa è stato invece esposto un altro striscione con la scritta “Verità e giustizia per Fakir. Il Pilastro non si fa strumentalizzare”.
LEPORE: “NON RINUNCIAMO A NOSTRA DEMOCRAZIA, COME PER 2 AGOSTO”
“Il Comune di Bologna tutti gli anni si è impegnato per avere la verita sul 2 agosto e non rinunceremo alla nostra democrazia oggi”. Sono le parole pronunciate dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore, di fronte alle migliaia di cittadini che oggi si sono ritrovati in piazza Nettuno per dimostrare la vicinanza della comunità alla figlia di Abderrahim Fakir, il 43enne morto ieri al Pilastro durante un intervento di polizia. “Per questo sono qui, perché è morto un cittadino bolognese e come comunità bolognese siamo al loro fianco”, assicura il sindaco, che prima di arrivare in piazza ha incontrato privatamente la famiglia di Fakir.
PROTESTA PER FAKIR SI SPOSTA DAVANTI ALLA PREFETTURA

Dopo il presidio in piazza Nettuno, la protesta per la morte di Abderrahim Fakir si sposta in piazza Roosevelt, di fronte alla Prefettura, dove sono schierati alcuni blindati a protezione di Palazzo Caprara. Alcune migliaia di persone si sono trasferite da piazza Nettuno al grido “Tout le monde deteste la police”. A fronteggiare i manifestanti, agenti in assetto antisommossa.
“Assassini, assassini“, scandiscono le persone in piazza, molti giovani, ma anche anziani, donne, bambini molti cittadini di origine straniera.
“Chiedeva aiuto e voi lo avete ucciso“, gridano. In piazza si vedono le bandiere di Potere al popolo, Partito comunista, Cambiare rotta, Si Cobas e uno striscione contro il sindaco Matteo Lepore: “sindaco, chi ha voluto militarizzazione il quartiere?”.
DE PASCALE: “BENE PAROLE PROCURATORE E BENE AUSL”
“È sempre un dramma, quando una persona perde la vita mentre è sottoposto a un provvedimento di Polizia. È veramente un elemento che desta grandissimo clamore, grandissima attenzione, grande preoccupazione”. Sono le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale, arrivato in piazza Nettuno a Bologna, dove migliaia di persone si sono radunate per stringersi attorno alla famiglia di Abderrhaim Fakim, morto ieri al Pilastro durante un intervento della Polizia. “Sono state molto importanti le parole di oggi del procuratore della Repubblica: la garanzia che l’autorità giudiziaria, come immaginavamo e come accade sempre sistematicamente nella nostra comunità, è in prima fila per la verifica di quanto è avvenuto e perché giustizia ovviamente sia sempre fatta e sia la fonte di ispirazione fondamentale del nostro agire”, afferma de Pascale.
“Voglio anche esprimere apprezzamento per l’azione tempestiva della Ausl di Bologna che si è mossa immediatamente: questo devono fare le istituzioni, non certo per violare la presunzione di innocenza delle persone che sono sottoposte a indagine, ma davanti a un fatto di questo tipo, sia dal punto di vista dell’azione di Polizia, sia dal punto di vista dell’azione sanitaria, è dovere di tutti garantire che sia verificata ogni virgola della procedura, ogni virgola di quanto è avvenuto”, scandisce il governatore. “È chiaro che le immagini colpiscono perché ovviamente sono immagini molto, molto forti. La Procura ha scritto che sta analizzando le immagini nel loro completo e quindi credo che sia doveroso attenersi a questo”, prosegue de Pascale. “Credo che nessuno più del procuratore in questo momento sia nelle condizioni di poter parlare. È chiaro che dalle indagini medico-legali avremo altre informazioni per poter comprendere fino a fondo quanto è avvenuto”, aggiunge.



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