giovedì 13 Agosto 2026

Morto ammanettato, la famiglia sceglie l’avvocato Anselmo che difese Cucchi, Magherini e Aldrovandi: “Ora indagini indipendenti”

"La morte di Riccardo Magherini non ha insegnato nulla", dice Fabio Anselmo, che è stato nominato dalla famiglia dell'uomo morto a Bologna mentre era ammanettato a terra. E chiede indagini "indipendenti"

BOLOGNA – Sarà l’avvocato Fabio Anselmo, che in passato si è già occupato di casi simili, come quelli di Stefano Cucchi, Riccardo Magherini e prima ancora Federico Aldrovandi, a rappresentare i familiari di Abderrahim Fakir, il 42enne morto ieri nel quartiere Pilastro di Bologna dopo essere stato immobilizzato a terra da due agenti di Polizia. L’avvocato, che nella vicenda di Riccardo Magherini si è occupato di una situazione molto molto simile a quella di ieri, chiede che le indagini siano “indipendenti, rigorose e trasparenti“. E che a farle non sia la Polizia, ovvero lo stesso corpo di cui fanno parte di agenti indagati per la morte del 42enne.

Sulla vicenda la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e iscritto a modello 45-bis i due poliziotti e quattro sanitari del 118. Si tratta del nuovo registro di annotazione preliminare introdotto recentemente dal ministero della Giustizia che consente al pubblico ministero di annotare fatti di reato che risultano manifestamente commessi in presenza di una causa di giustificazione, evitando l’automatica iscrizione della persona nel registro degli indagati. Ad assistere i due agenti iscritti a modello 45-bis sarà l’avvocato Gabriele Bordoni.

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“IL CASO MAGHERINI NON HA INSEGNATO NULLA”

“La morte di Riccardo Magherini avrebbe dovuto insegnarci qualcosa. Morì a Firenze nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2014, immobilizzato da quattro Carabinieri, mentre con voce sempre più strozzata chiedeva aiuto e ripeteva che stava morendo. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha già condannato l’Italia per quella vicenda. Eppure siamo ancora qui”. Così aveva scritto questa mattina in un post l’avvocato Anselmo, che è anche consigliere comunale a Ferrara, prima di ricevere l’incarico per la difesa della famiglia di Abderrahim Fakir, deceduto dopo un intervento degli agenti di Polizia ieri al Pilastro.

“Adesso cominceranno le indagini, ci sarà l’autopsia, si parlerà delle condizioni di salute pregresse, dell’eventuale assunzione di sostanze, di ogni possibile causa alternativa. È giusto accertare tutto. Ma- puntualizza l’avvocato, già legale della famiglia di Federico Aldrovandi- esiste una domanda che non può essere cancellata: perché un uomo è morto proprio mentre veniva tenuto a terra in una posizione che, nelle immagini, appare impedirgli di respirare? Chiedetevi in quale momento qualcuno si sia realmente preoccupato delle condizioni di Fakir. Chiedetevi cosa pensassero gli agenti mentre era immobilizzato a terra e cosa potessero fare, in quelle condizioni, i sanitari presenti”. Conclude quindi Anselmo: “La tutela della vita non viene sospesa nel momento in cui interviene la polizia. Ora servono indagini rigorose, indipendenti e trasparenti. Servono tutte le immagini disponibili, comprese quelle delle body cam, integralmente conservate e acquisite. Perché quando una storia già vista si ripete, non basta più parlare di fatalità, ma bisogna chiedersi cosa non abbiamo imparato“.

(La foto di Anselmo è tratta dal suo profilo Facebook)

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