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Il Governo ottiene la fiducia al Senato, ma Forza Italia, Lega e M5S non votano

95 sì e 38 no da Palazzo Madama. Il centrodestra esce dall'Aula prima del voto, il numero legale è stato garantito dai senatori pentastellati attraverso la formula 'presente non votante'

Pubblicato:20-07-2022 19:27
Ultimo aggiornamento:21-07-2022 09:23
Canale: Politica
Autore:
m5s
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Di Roberto Antonini, Antonio Bravetti, Ugo Cataluddi, Vittorio Di Mambro Rossetti, Alfonso Raimo e Edoardo Romagnoli

ROMA – È il giorno di Mario Draghi in Senato. Il premier, su indicazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che giovedì scorso ha respinto le sue dimissioni arrivate dopo lo strappo del Movimento 5 Stelle sul dl Aiuti, ha fatto le sue comunicazioni all’aula di Palazzo Madama. Sono seguite la discussione generale con i gruppi parlamentari e le repliche. Nel pomeriggio, il voto di fiducia ha sancito il disgregamento della maggioranza che sosteneva l’esecutivo.

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DAL SENATO OK ALLA FIDUCIA MA CENTRODESTRA E M5S NON VOTANO

Il governo ha incassato la fiducia del Senato con 95 sì, 38 no e nessun astenuto. Il numero legale è stato garantito dai senatori 5 stelle attraverso la formula ‘presente non votante’. Forza Italia e Lega non hanno partecipato al voto.

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LA REPLICA DI DRAGHI: “NESSUNA RICHIESTA DI PIENI POTERI”

“Sarà un replica abbastanza breve. Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno sostenuto l’operato del governo con lealtà, collaborazione e partecipazione”. Inizia così il presidente del consiglio Mario Draghi in sede di replica al Senato. Dopo le dimissioni della settimana scorsa, c’erano due possibilità: “Una era presentarmi in aula, confermare le mie dimissioni e andare via senza voto. Il sostegno che ho visto nel Paese a favore della prosecuzione del governo e’ senza precedenti e impossibile da ignorare. Questo sostegno mi ha indotto a venire in aula e sottoporre il patto di governo al vostro voto. Niente richieste di pieni poteri, va bene!”.

21.17 – CONTE: “MESSI ALLA PORTA, NON C’ERANO CONDIZIONI PER CONTINUARE”

“Siamo stati messi alla porta, non c’erano le condizioni per cui noi potessimo proseguire. Anche da parte delle forze del centrodestra c’è stato un atteggiamento incomprensibile in un momento così delicato del Paese. C’è stato un forte ostruzionismo e una deliberata volontà di cacciarci fuori dalla maggioranza”. Queste le dichiarazioni del leader M5s Giuseppe Conte. “Abbiamo visto da parte del premier Draghi, – aggiunge – non solo indicazioni generiche su alcune misure, ma anche un atteggiamento sprezzante, ci dispiace abbiamo ricevuto anche degli insulti. Il M5s non ha mai chiesto un rimpasto, una poltrona in più, non ha mai chiesto nulla di nulla per sé. Nessuna convenienza per noi, ma solo misure per i cittadini”. Lo dice il leader M5s Giuseppe Conte. 

20.22 – TELEFONATA BERLUSCONI-MELONI DOPO IL VOTO SULLA FIDUCIA

Al termine del voto di fiducia in Senato, telefonata tra Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Lo fanno sapere fonti dei due partiti.

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20.00DI MAIO: “PAGINA NERA PER L’ITALIA, LA POLITICA HA FALLITO

Una pagina nera per l’Italia. La politica ha fallito, davanti a un’emergenza la risposta è stata quella di non sapersi assumere la responsabilità di governare. Si è giocato con il futuro degli italiani. Gli effetti di questa tragica scelta rimarranno nella storia”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. 

19.12 – CASELLATI: “COSÌ MANCA NUMERO LEGALE…”, POSSIBILE NUOVA VOTAZIONE

Potrebbero esserci i ‘supplementari’ nella votazione per la fiducia al governo Draghi. Con M5s e centrodestra orientati a non partecipare in aula, potrebbe mancare il numero legale, fissato oggi alla metà più uno dei componenti l’aula al netto dei senatori in missione. L’asticella perchè il voto sia valido è quota 142. Al momento Draghi può contare su meno di 100 voti. La stessa presidente Casellati dopo la dichiarazione di Castellone dei M5s sottolinea che se i M5s non partecipano al voto manca il numero legale. “Mancherà il numero legale”, dice Casellati. In tal caso la convocazione sarebbe aggiornata per un’altra votazione. Questo sempre che il presidente Mario Draghi non decidesse di dimettersi prima

19.01 CASTELLONE (M5S): “NON PARTECIPIAMO AL VOTO RISOLUZIONE

“Noi oggi non partecipiamo a questa risoluzione”. Mariolina Castellone, capogruppo M5s al Senato, lo dice in sede di dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sulla risoluzione Casini, concludendo il suo intervento. “Abbiamo capito che il problema siamo noi e non sussistono condizioni minime di leale collaborazione”, dice Castellone, quindi “togliamo il disturbo ma vogliamo rassicurare i cittadini che ci saremo sempre, qui in Parlamento e soprattutto nel paese vicino a chi soffre”.

CASTELLONE (M5S): “GOVERNO DI ALTO PROFILO NON ATTACCA PER 18 MESI UNA FORZA POLITICA”

“Un governo di alto profilo non dovrebbe schierarsi nettamente contro una forza politica come invece è stato fatto, perché in questi 18 mesi sono state smantellate tutte le nostre misure, e ancora oggi in questa Aula non è stato fatto nessun cenno al governo precedente e a quei 208 miliardi che ha ottenuto e sono lo strumento che permetterà di ammodernare il paese”. Mariolina Castellone, capogruppo M5s al Senato, lo dice in sede di dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sulla risoluzione Casini.

CASTELLONE (M5S): “VOTO SU DL AIUTI HA CERTIFICATO CHE MAGGIORANZA C’ERA

“Il voto di giovedì sul decreto Aiuti ha certificato che un maggioranza c’era”. Mariolina Castellone, capogruppo M5s al Senato, lo dice in sede di dichiarazioni di voto sulla fiducia posta sulla risoluzione Casini. Il dl Aiuti “non conteneva nessuna misura efficace per lo sblocco della cessione dei crediti” relativi al Superbonus “né misure efficaci per il caro prezzi e caro energia, e conteneva una norma sull’inceneritore”, dice Castellone. Ciononostante “abbiamo lavorato per migliorare testo ma nessuna nostra proposta e stata accolta, nulla”, prosegue la capogruppo M5S, “e coerentemente non abbiamo votato il dl Aiuti, nel Consiglio dei ministri, alla Camera e al Senato, ma non abbiamo votato contro, non abbiamo partecipato al voto, chiedendo a tutte forza politiche di non mettere fiducia”.

18.51 – LA LEGA SFERZA DRAGHI: “MA CHI GLIEL’HA FATTO FARE?”

“Ma chi glielo ha fatto fare?” Con Stefano Candiani, in dichiarazione di voto, la Lega si rivolge al presidente del consiglio Mario Draghi. “In questa vicenda c’e’ il suo interesse personale, per cui la ringraziamo, anche alla luce di quello a cui e’ stato sottoposto in queste ore: ma chi glielo ha fatto fare?”, dice Candiani. “Ci sarebbe piaciuta una figura che si prendesse cura di tutta la maggioranza, non di un partito piuttosto che di un altro”, aggiunge. E sottolinea: “Noi ci siamo sempre comportati lealmente, abbiamo sempre votato tutto”. 

18.44 – “FI NON PARTECIPA AL VOTO, MA CRISI NON L’ABBIAMO VOLUTA NOI”

“Non siamo noi ad aver voluto la crisi, noi le abbiamo proposto un nuovo patto perchè crediamo in lei come direttore d’orchestra, non crediamo negli orchestrali stonati. Davanti allo spartito giusto la sinfonia può essere bellissima”. Lo dice Anna Maria Bernini, capogruppo Fi in Senato, nel corso delle dichiarazioni di voto.

“Abbiamo percepito nel centrodestra un biasimo che ci ha lasciato perplessi, non siamo noi quelli degli aut aut o delle bandierine identitarie, non abbiamo inquinato noi il clima proponendo temi divisivi”. Bernini annuncia: “Abbiamo proposto fino alla fine una exit strategy, con amarezza il gruppo di Forza Italia non parteciperà al voto di fiducia posta dal governo solo sulla risoluzione Casini”. 

18.31 – CENTRODESTRA: “BERLUSCONI AVEVA DATO DISPONIBILITÀ A SOSTENERE DRAGHI”

“Forza Italia, Lega, Udc e Noi con l’Italia hanno accolto con grande stupore la decisione del presidente del Consiglio Mario Draghi di porre la questione di fiducia sulla risoluzione presentata da un senatore, Pierferdinando Casini, eletto dalla sinistra. Il presidente Silvio Berlusconi questa mattina aveva comunicato personalmente al capo dello Stato Sergio Mattarella e al presidente del Consiglio Mario Draghi la disponibilità del centrodestra di governo a sostenere la nascita di un esecutivo da lui guidato e fondato sul ‘nuovo patto’ che proprio Mario Draghi ha proposto in Parlamento. La nostra disponibilità è stata confermata e ufficializzata nella proposta di risoluzione presentata dal centrodestra di governo in Senato”. Così una nota del centrodestra di governo. 

18.26 – SALVINI BRINDA CON LA COCA-COLA: DELUSO DA DRAGHI? CIN CIN

“Oggi non parlo, tocca ai capigruppo, lascio spazio alla squadra”. Matteo Salvini, nella buvette del Senato, si sottrae alle domande dei cronisti. A chi gli chiede se è deluso da Mario Draghi, risponde alzando il bicchiere di Coca-cola: “Cin cin”, brinda. E sulla risoluzione Casine conferma: “Certo che non la votiamo”.

I leghisti e gli azzurri, insieme a Udc e Nci, non parteciperanno al voto.

18.15 – CLIMA DI RESA IN SENATO, RENZI: “È FINITA

È finita, di più non potevamo fare”. Matteo Renzi ha appena parlato in aula al Senato e, a grandi passi, si dirige verso la buvette per una spremuta d’arancia. Ai suoi che presto lo circondano consegna l’esito della giornata: “È finita”, ripete scuotendo la testa. Un pronostico condiviso da Giancarlo Giorgetti. Nei suoi conversari privati degli ultimi minuti il ministro dello Sviluppo economico è stato netto: “Ce ne stiamo andando a casa”, ha confidato a chi gli ha parlato.

RENZI: “GRAZIE DRAGHI, OGGI FINISCE REALITY SHOW DEL M5S

“Il Parlamento è fermo in una posizione assurda e inspiegabile di chi vuole la crisi ma non ha il coraggio di far dimettere i propri ministri”. Lo dice Matteo Renzi, intervenendo in aula al Senato. “Il ministro delle politiche agricole (Patuanelli, ndr) non sa se dare la fiducia a se stesso, in un turbamento post adolescenziale”, continua. “Guardando al futuro noi voteremo la fiducia, oggi finisce il teatrino, è l’ultima puntata del vostro reality show, assumetevi le responsabilità. O si va avanti con Draghi o si va a casa, vale per chi finora non ha avuto il coraggio di parlare chiaramente”. Poi si rivolge a Draghi: “Le diciamo grazie presidente per tutto quello che ha fatto in 18 mesi, per quell’immagine in treno che ci ha reso orgogliosi di essere italiani”.

17.44 SALVINI NON PARLA IN SEDE DI DICHIARAZIONE DI VOTO SULLA FIDUCIA A DRAGHI

Matteo Salvini non parlerà in sede di dichiarazione di voto al Senato sulla fiducia al governo Draghi. Il senatore del Carroccio e’ stato sostituito all’ultimo momento dal senatore Candiani.

SENATORI ‘ITALIA AL CENTRO’ VOTANO LA FIDUCIA A DRAGHI

“I senatori di ‘Italia al Centro’ voteranno a favore della fiducia al governo Draghi”. E’ quanto rende noto il partito presieduto da Giovanni Toti.

17.28 – FI E LEGA NON VOTERANNO RISOLUZIONE CASINI

Forza Italia e Lega, e gli altri partiti centristi di governo, non voteranno la riduzione presentata da Pier Ferdinando Casini in appoggio a Mario Draghi. È l’indicazione arrivata ai senatori mentre sono in corso le dichiarazioni di voto. 

17.10 – PRESENTATE 2 RISOLUZIONI, UNA FI-LEGA-UDC E UNA DI CASINI

Le risoluzioni presentate in aula al Senato sulle comunicazioni del presidente del Consiglio sono due. Una di Lega, Forza Italia e centristi, e una firmata dal senatore Pier Ferdinando Casini. Lo ha annunciato la presidente Elisabetta Casellati.

17.07 – DRAGHI CHIEDE LA FIDUCIA SULLA RISOLUZIONE CASINI

Mario Draghi va alla sfida dell’aula. “Non ho altro da dire: chiedo che sia posta la fiducia sulla proposta di risoluzione presentata dal senatore Casini”, dice concludendo la sua breve replica al Senato. La risoluzione di Casini dice che udite le comunicazioni del presidente del consiglio, le si approvano.

17.03DRAGHI: “PROBLEMI SUPERBONUS COLPA DI CHI LO HA FATTO

“Sul superbonus: sapete cosa ho sempre pensato sul superbonus ma il problema non è il superbonus ma il meccanismo di cessione disegnato da chi li ha disegnati senza discrimine o discernimento, è lui o lei o loro il colpevole della situazione in cui si trovano migliaia di imprese che stanno aspettando i crediti. Ora bisogna riparare al malfatto, bisogna tirare fuori dai pasticci migliaia di imprese che si trovano in difficoltà”. Mario Draghi, presidente del Consiglio, lo dice in sede di replica nell’Aula del Senato.

“Sul reddito di cittadinanza – aggiunge il premier – ho detto quel che dovevo dire, è una cosa buona ma se non funziona è una cosa cattiva”.

16.31IN QUESTE ORE RIPETUTI CONTATTI MELONI-SALVINI

Ripetuti contatti in queste ore tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Lo fanno sapere fonti dei due partiti.

16.14 – CENTRODESTRA: “VOTEREMO SOLO LA NOSTRA RISOLUZIONE

I senatori del centrodestra di governo voteranno soltanto la propria risoluzione, che chiede un “patto” per un nuovo governo, profondamente rinnovato, guidato ancora da Mario Draghi e senza il Movimento 5 Stelle. È quanto emerge al termine del vertice di Villa Grande.

15.51 – TELEFONATA MATTARELLA-SALVINI

Colloquio telefonico tra il segretario della Lega, Matteo Salvini, e il capo dello Stato, Sergio Mattarella. Ne dà comunicazione la Lega.

15.47 – FONTI GOVERNO: “ESCLUSO UN DRAGHI BIS SENZA IL M5S”

Non esiste un Draghi bis. Fonti di Palazzo Chigi chiariscono la posizione del presidente del Consiglio di fronte alla richiesta della Lega, ovvero un nuovo esecutivo guidato da Draghi senza il M5S. Se la crisi dovesse precipitare il percorso e la gestione saranno affidate al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Si va quindi verso il voto delle risoluzioni che verranno presentate dalle forze politiche in Senato. Al momento, spiegano le fonti, è quindi escluso che Draghi possa prendere una decisione sulla permanenza al Governo prima del voto: “Il presidente attende le posizioni dei partiti, nel rispetto del dettato costituzionale”.

CENTRODESTRA: “OK A NUOVO ESECUTIVO DRAGHI SENZA M5S”

“Come ha correttamente sottolineato il presidente Mario Draghi nel corso del suo intervento, la decisione del Movimento 5 Stelle ha rotto il ‘patto di fiducia’ che era alla base del governo di unità nazionale, che pure ha affrontato, con successo ed ha avviato con il nostro leale contributo, gravi emergenze e avviato un lavoro prezioso sul Pnrr. Il centrodestra di governo è disponibile a un ‘nuovo patto’ di governo e continuerà a dare il suo contributo per risolvere i problemi dell’Italia soltanto con un nuovo governo, guidato ancora da Mario Draghi, senza il Movimento 5 Stelle e profondamente rinnovato“. Così il centrodestra di governo, riunito a Villa Grande.

15.25 – LAVORI AULA SENATO SOSPESI PER UN’ORA E MEZZA

Al termine della discussione generale sulle comunicazioni del premier Mario Draghi, i lavori dell’aula di Palazzo Madama sono stati sospesi, su richiesta della maggioranza, per un’ora e mezza. Contrari alla sospensione FdI e Cal. Alla ripresa dei lavori è prevista la replica di Draghi.

15.17 – LICHERI (M5S): “SUPERBONUS? SE SI PROPONE TAVOLO NON SI VUOL DECIDERE”

Con la questione della cessione dei crediti fiscali del superbonus “le aziende rischiano di fallire”. Per questo, spiega il senatore del Movimento 5 Stelle Ettore Licheri, “non possiamo dire che affronteremo il tema della cessione dei crediti con un tavolo”, infatti “quando non si vuole decidere si dice ‘facciamo un tavolo'”. Quindi “aspettiamo di capire se per lei il problema è la cessione”, e “se si frena sul superbonus perché è una misura M5S, senza accampare il tema di presunte frodi”.

15.11 – LICHERI (M5S): “DOPO LE PAROLE DELLA LEGA DIFFICILE GARANTIRE UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE”

“Non troverete mai il Movimento 5 stelle che sulla base di una convenienza elettorale faccia cadere un governo, siamo fatti così, abbiamo sempre mantenuto una linea di assoluta responsabilità, abbiamo sempre mantenuto una posizione lineare. Ma noi non diamo al fiducia in bianco. Inps e Istat ci offrono un quadro di un paese che è sull’orlo del baratro non possiamo non chiederle un cambio di passo”. Lo dice nell’aula di Palazzo Madama il senatore del M5S, Ettore Licheri.

“Ci chiediamo se lei sarà davvero capace di essere garante di questo governo di unità nazionale sentendo le parole del capogruppo della Lega. Come possiamo mettere insieme un governo di unità nazionale con le sfide terribili che ci attendono”, sottolinea l’esponente pentastellato.

15.04 – MIRABELLI (PD): “DIRE CON CHIAREZZA SÌ O NO”

“Ha fatto bene il premier Draghi, anche alla luce della discussione che ne è seguita, a ricordare le ragioni del suo Governo: la situazione difficile del Paese e la necessità di farlo ripartire, attraverso l’unione di forze politiche molto diverse tra loro che hanno accolto le richieste del presidente Mattarella nell’interesse del Paese e non per ragioni di parte. Quelle ragioni non sono finite, se ne sono aggiunte altre. E ha fatto bene a rivendicare i tanti risultati di cui dovremmo essere tutti orgogliosi. Noi siamo d’accordo con il patto e con l’agenda sociale che oggi ci ha proposto Draghi e siamo più convinti più di prima di dare la fiducia al Governo. Il Pd risponde con chiarezza e crede che tutti dovrebbero fare lo stesso: dire con chiarezza se si condivide o non si condivide questa proposta e assumere la responsabilità di dire sì o no, con chiarezza e di fronte al Paese. Non è serio proporre altre strade o porre condizioni”. Lo dice in Aula il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo del Pd.

“Bisogna proseguire con le riforme – continua Mirabelli – e con l’attuazione del Pnrr. Bisogna aiutare famiglie e imprese, tagliare le tasse sul lavoro e difendere il potere d’acquisto degli italiani e farlo ora, non tra tre mesi. Se non si approvano il ddl Concorrenza e la riforma tributaria si perderà un finanziamento di 19 o 20 miliardi. Il film dell’orrore per noi non è il voto, che è sempre la festa della democrazia, ma una politica che in nome di incomprensibili interessi di parte perda l’occasione di dare protezione e aiuto agli italiani. Noi ci siamo, noi diciamo sì“, conclude il senatore dem.

14.12 – COLLOQUIO DRAGHI-FRANCESCHINI DOPO L’INTERVENTO DI ROMEO

Lungo e fitto colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Draghi e il ministro della Cultura Dario Franceschini. Appena dopo l’intervento di Massimiliano Romeo (Lega) in aula, il premier e il capo delegazione del Pd al Governo hanno iniziato una lunga conversazione in uno dei corridoi del Senato, appena fuori dall’emiciclo.

Dopo il colloquio con Draghi, Franceschini si è defilato per fare una telefonata, mentre il premier è rientrato in aula. Poi si è formato un nuovo capannello: ad animarlo i ministri Brunetta, Guerini e Speranza, il sottosegretario Roberto Garofoli.

14.08 – ROMEO (LEGA): “VIA DI USCITA È DISCONTINUITÀ, SCELGA DRAGHI”

“C’è più di una via di uscita” a questa crisi di governo “ma serve discontinuità. La scelta spetta a lei”. Lo dice il presidente dei senatori della Lega, Massimiliano Romeo, intervenendo in Aula. Per Romeo le ipotesi sono: una nuova maggioranza senza il M5S e Draghi ancora premier, perché “noi la stimiamo e lei è autorevole e gli italiani le hanno detto che deve rimanere lì”.

Ma “se non si dovessero verificare condizioni forti di stabilità”, Draghi potrebbe rimanere comunque in carica “per fare il completamento del Pnrr, fare subito legge di Bilancio e consegnare la parola agli italiani”, sottolinea il capogruppo del Carroccio. “La scelta spetta a lei”, conclude Romeo.

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13.57 – ROMEO (LEGA): “VIA IL M5S, SERVE UN NUOVO ESECUTIVO”

“C’è un’incompatibilità alla base” col Movimento 5 Stelle: “È impossibile fare gli interessi del Paese con questi compagni di viaggio. Si prenda atto che è nata una nuova maggioranza e si deve ricostruire un nuovo patto e un nuovo governo”. Lo chiede il capogruppo della Lega al Senato Massimiliano Romeo, rivolto in aula a Mario Draghi.

Per l’esponente del Carroccio è “facile dare la colpa” della crisi “al M5S, ma non possiamo far finta che il Pd non c’entri nulla o che la scissione del ministro Di Maio non abbia favorito le scelte di Conte“. Il leghista condanna “l’irresponsabilità politica di alcune componenti della maggioranza” e domanda: “L’obiettivo è quello di salvare il Paese o l’interesse primario diventa salvare il campo largo e progressista che è finito nell’inceneritore di Roma? Se fosse il secondo, abbiamo qualche perplessità, non sarebbe serio nei confronti degli italiani e dei nostri elettori. Se invece l’obiettivo è quello di salvare il Paese bisogna prendere atto che il M5S non fa più parte della maggioranza del governo di unità nazionale”, rimarca Romeo.

13.18 – RAUTI (FDI): “AL VOTO PER CHIEDERE A ITALIANI MANDATO FORTE E POPOLARE”

“Oggi finalmente è arrivata la giornata che dovrebbe chiarire agli italiani il futuro politico del Paese. Un presidente che non si è sottoposto al voto degli italiani vuole una maggioranza forte che non ha“. Lo dice Isabella Rauti, senatrice di Fratelli d’Italia. “Fdi chiede di tornare alle urne per avere dagli italiani un forte mandato politico popolare, visto che questa maggioranza è più debole e condivisa rispetto a una settimana fa. Non si evince come potrebbe ricostruire una maggioranza forte se nel suo discorso ha ‘menato’ Lega e 5 stelle mentre coccola il Pd – osserva Rauti rivolta al premieri – Lei ha toccato una serie di punti che non fanno parte del programma della sua maggioranza e ha chiesto a quest’aula pieni poteri. La sovranità appartiene al popolo che si esprime con il voto tramite elezioni”.

13.04 – LEGA SMENTISCE RUMORS SU CONTATTI SALVINI-CONTE

Nessun contatto tra Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il segretario della Lega “non vede e non sente
l’ex premier da alcuni mesi”, fanno sapere dalla Lega.

12.22 – DE BERTOLDI (FDI): “GOVERNO DIRETTO E DETERMINATO DAL PD”

“Questo è un governo diretto e determinato dal Partito democratico: il premier non ha fatto alcun riferimento ai temi divisivi portati avanti dal Pd, non ho sentito una parola sullo ius scholae e sulla legalizzazione delle droghe leggere”. Lo dice il senatore di Fratelli d’Italia, Andrea De Bertoldi, durante il suo intervento in Aula a Palazzo Madama.

“Lei, premier Draghi, dice che sono gli italiani a chiederle di andare avanti – sottolinea l’esponente meloniano – e quello che dice è molto grave, perché gli italiani devono dire da che parte stare con il voto e il voto degli italiani va rispettato molto di più degli appelli di qualche area. Voglio dire grazie infine agli oltre 6.000 sindaci che non hanno sottoscritto l’appello al premier ad andare avanti”.

12.15 – SBARRA (CISL): “DA DRAGHI DISCORSO SCHIETTO E CONDIVISIBILE”

“Da Draghi discorso schietto e condivisibile sui problemi economici e sociali da affrontare insieme per governare l’emergenza e dare prospettiva a coesione, crescita, lavoro. Ora le forze politiche sono chiamate alla responsabilità per il bene del Paese”. Lo scrive su Twitter il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra.

11.59 – DRAGHI CONSEGNA IL TESTO DEL DISCORSO ALLA CAMERA

“Signor presidente, le consegno il testo delle comunicazioni da me rese al Senato della Repubblica ai fini del dibattito di domani. Ringrazio le onorevoli deputate e gli onorevoli deputati per il contributo che daranno“. Così il presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, nel consegnare il testo delle sue comunicazioni nell’aula della Camera.

11.53 – NUOVO VERTICE DEL CENTRODESTRA DI GOVERNO A VILLA GRANDE

Matteo Salvini si sta recando a Villa Grande per un vertice del centrodestra di governo. Lo fanno
sapere dalla Lega. Nella nuova riunione alla residenza romana di Silvio Berlusconi sono presenti, oltre a Salvini, i dirigenti di Udc e Nci.

11.44 – SALVINI RIUNISE LA LEGA: “TOTALE SINTONIA E COMPATTEZZA”

Finita l’assemblea con parlamentari, ministri e sottosegretari della Lega. “Totale sintonia dei presenti e compattezza col segretario Matteo Salvini”, questo quanto fanno sapere dal partito.

11.37 – DE FALCO (MISTO): “FIDUCIA A DRAGHI, MA ATTENZIONE AD AUTONOMIA DIFFERENZIATA”

“Oggi la politica non è capace di offrire una alternativa. Voterò per il governo Draghi ma questo governo non può sottostare ai ricatti delle varie parti politiche. L’autonomia differenziata stravolge la democrazia ed è contro l’art. 5 della Costituzione. Il fatto di non avere alternative presidente Draghi non consente a nessuno di mettere in crisi le istituzioni. Vada avanti anche se non ci dovesse essere la ampia maggioranza che richiede”. Lo dice il senatore Gregorio De Falco del Gruppo Misto.

11.30 – CASINI: “NESSUN SEGNALE DA COGLIERE, RISPONDERE A DOMANDA DRAGHI”

“Ho visto molti giornali che raccontavano come molti partiti fossero in attesa di un segnale dal presidente Draghi. Qual è il segnale che aspettiamo da Draghi? Perché qua non c’è nessun segnale da attendere, qui dobbiamo solo rispondere alla domanda del premier. Perché o si vota stasera la fiducia per poi trovarci il giorno dopo a manifestare con i tassisti o siamo disponibili a continuare con forza e responsabilità su questa strada“. Lo dice Pier Ferdinando Casini, senatore nelle file del gruppo ‘Per le Autonomie’.

“Ribadisco il perché dobbiamo continuare con il governo Draghi – spiega Casini -. Perché dobbiamo completare il Pnrr, proteggere i redditi delle famiglie messe sotto stress da molti punti di vista, completare le riforme avviate e reagire alla crisi energetica causata dalla guerra all’Ucraina. È irresponsabile chiedere elezioni con queste urgenze“.

11.07 – INIZIATO IL DIBATTITO IN SENATO

Con l’intervento del senatore Pier Ferdinando Casini, nell’aula di Palazzo Madama inizia la discussione generale dopo le comunicazioni del premier Mario Draghi.

10.22 – LA SFIDA DI DRAGHI AI PARTITI: “FIDUCIA VERA E NON DI FACCIATA, RISPONDETE A ITALIANI”

Mario Draghi conclude il suo discorso al Senato sfidando i partiti della maggioranza a ritrovare le ragioni di un’azione comune. Ricorda che vuole fare altre riforme, oltre a quelle già indicate, “come la riforma del sistema di medici di base, la discussione per il riconoscimento di forme di autonomia differenziata. Ma tutto questo richiede un Governo forte e coeso e un Parlamento che lo accompagni nel rispetto dei ruoli. All’Italia non serva una fiducia di facciata che svanisca davanti ai provvedimenti. Serve un nuovo patto di fiducia”.

Quindi Draghi rivolto ai senatori: “I partiti, e voi parlamentari, siete pronti a ricostruire questo patto? Siete pronti a confermare lo sforzo di questi mesi e che poi si è affievolito? Siamo qui solo perché gli italiani lo hanno chiesto. La risposta a questa domanda non dovete darla a me ma a tutti gli italiani”.

10.20 – DRAGHI: “PROVVEDIMENTO CORPOSO ENTRO PRIMI AGOSTO PER BOLLETTE”

Arriverà “un provvedimento corposo entro i primi di agosto per attenuare l’impatto su imprese e cittadini del costo dell’energia“. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice nell’Aula del Senato rendendo le sue comunicazioni.

10.19 – DRAGHI: “RIGASSIFICATORI A PIOMBINO E RAVENNA ESSENZIALI”

“Si deve accelerare l’installazione dei rigassificatori a Piombino e Ravenna, non è possibile affermare di volere l’indipendenza energetica per gli italiani e poi protestare contro queste infrastrutture“. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice nell’Aula del Senato rendendo le sue comunicazioni. “Si tratta di impianti sicuri, essenziali per il nostro fabbisogno energetico“, sottolinea il premier, “in particolare si deve terminare l’installazione del rigassificatore di Piombino entro la prossima primavera, è una questione di sicurezza nazionale”.

10.18 – DRAGHI: “AVANTI TETTO PREZZO GAS, INIZIARE RIFORMA MERCATO ELETTRICO”

Draghi spiega: “L’Ue è la nostra casa e al suo interno dobbiamo portare avanti sfide ambiziose. Dobbiamo batterci per ottenere un tetto al prezzo del gas russo, che beneficerebbe tutti, e per la riforma del mercato elettrico, che può cominciare anche da quello domestico anche prima di accordi europei”. Per il premier, si tratta di “misure essenziali per difendere il potere di acquisto delle famiglie e tutelare i livelli di produttività delle imprese”.

10.17 – NELLA ROAD MAP DI DRAGHI LA RIFORMA DEL FISCO: “DA FARE SUBITO”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi dedica la gran parte del suo discorso al Senato alle misure che considera essenziali per la prosecuzione dell’azione di governo. Una road map con misure spesso contestate da una parte della maggioranza. A cominciare dalla riforma fiscale. Draghi è chiaro: “Dobbiamo approvare al più presto la riforma fiscale, che include il completamento della riforma della riscossione, e varare subito dopo i decreti attuativi”.

Il premier ricorda infatti che “l’autunno scorso il Governo ha dato il via al disegno di legge delega per la revisione del fisco. Siamo consapevoli che in Italia il fisco è complesso e spesso iniquo. Per questo non abbiamo mai aumentato le tasse sui cittadini. Tuttavia per questo occorre procedere con uno sforzo di trasparenza”, dice Draghi.

Se la Lega chiede la flat tax, Draghi sembra muoversi in un’altra direzione: “Intendiamo ridurre le aliquote Irpef a partire dai redditi medio-bassi; superare l’Irap; razionalizzare l’Iva. I primi passi sono stati compiuti con l’ultima legge di bilancio, che ha avviato la revisione dell’Irpef e la riforma del sistema della riscossione. In Italia l’Agenzia delle Entrate-Riscossione conta 1.100 miliardi di euro di crediti residui, pari a oltre il 60% del prodotto interno lordo nazionale – una cifra impressionante”.

10.15 – DRAGHI: “SUPERBONUS, AFFRONTIAMO CRITICITÀ CREDITI MA GIÙ CONTRIBUTI”

“Per quanto riguarda le misure per l’efficientamento energetico, e più in generale i bonus per l’edilizia, intendiamo affrontare le criticità nella cessione dei crediti fiscali ma al contempo ridurre la generosità dei contributi”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice nell’Aula del Senato rendendo le sue comunicazioni.

10.12 – DRAGHI ESCLUDE SCOSTAMENTO DI BILANCIO

Non ci sarà lo scostamento di bilancio, richiesta di alcune parti della maggioranza. Lo mette in chiaro il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato. “L’andamento della finanza pubblica è migliore delle attese e ci permette di intervenire senza nuovi scostamenti di bilancio”, dice il premier.

10.11 – DRAGHI: “ITALIA RIDISEGNI POLITICA ENERGIA, TRANSIZIONE AVANTI CON URGENZA”

“L’Italia deve continuare a ridisegnare la sua politica energetica come fatto in questi mesi. Il vertice di questa settimana ad Algeri conferma la nostra assoluta determinazione a diversificare i fornitori, spingere in modo convinto sull’energia rinnovabile” e “per farlo c’è bisogno delle necessarie infrastrutture”, come i rigassificatori. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice nell’Aula del Senato rendendo le sue comunicazioni. “Dobbiamo portare avanti con la massima urgenza la transizione energetica verso fonti pulite – sottolinea il premier – entro il 2030 dobbiamo installare circa 70 GigaWatt di impianti a energia rinnovabile“.

“La siccità e le ondate di calore anomalo che hanno investito l’Europa nelle ultime settimane ci ricordano l’urgenza di affrontare la crisi climatica nel suo complesso”, è il monito del presidente del Consiglio.

Tra le azioni rese necessarie dalla crisi climatica e ambientale “penso anche agli interventi per migliorare la gestione delle risorse idriche la cui manutenzione è stata spesso gravemente deficitaria – ricorda Draghi -. Il Pnrr stanzia più di 4 miliardi per questi investimenti, a cui va affiancato un piano acqua più urgente”.

10.09 – DRAGHI: “SERVE SOSTEGNO CONVINTO A GOVERNO, NON A PROTESTE VIOLENTE”

Mario Draghi fissa i paletti, le condizioni per andare avanti nell’azione dell’esecutivo. Cita il caso del ddl Concorrenza e della regolamentazione delle concessioni per i balneari: va approvata entro l’estate. “C’è bisogno – dice il premier – di un sostegno convinto all’azione dell’esecutivo, non un sostegno a proteste non autorizzate e talvolta violente contro la maggioranza di governo”.

10.05 – J’ACCUSE DI DRAGHI AI PARTITI: “DISTINGUO E DIVISIONI SFARINANO MAGGIORANZA”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi, in aula al Senato, è chiaro nell’indicare le responsabilità delle forze politiche sulla tenuta dell’esecutivo. “Le forze politiche” alla domanda di stabilità “che arrivava dai cittadini hanno posto un crescendo di distinguo e divisioni“. C’è stato “un progressivo sfarinamento della maggioranza sull’agenda di modernizzazione del Paese”.

L’invito del premier Mario Draghi all’Aula del Senato parte dal presupposto che si possa ricostruire un patto di maggioranza. Ma questo significa, dice il presidente del Consiglio, che “dobbiamo confrontarci e vedere se sia possibile ricostruire le condizioni per cui il Governo può ancora governare“.

10.04 – DRAGHI: “COLPITO IN PARTICOLARE DA APPELLI SINDACI E SANITARI”

“Due appelli mi hanno colpito particolarmente: quello dei quasi duemila sindaci e quello del personale sanitario, gli eroi della pandemia, verso cui la nostra gratitudine è immensa. Dobbiamo decidere se sia possibile ricreare le condizioni per cui il Governo possa governare. È questo il cuore della discussione”. Così Mario Draghi, parlando in Senato.

10.03 – DRAGHI: “UNICA STRADA È RICOSTRUIRE PATTO DI MAGGIORANZA”

Mario Draghi alza la voce in Senato, per ricordare che il Paese mostra segnali evidenti di contrarietà a una crisi di governo in questa fase. “Non votare la fiducia di un governo di cui si fa parte è un gesto politico evidente. Non è possibile ignorarlo, non è possibile contenerlo perché vuol dire che chiunque può ripeterlo. Non è possibile minimizzarlo perché viene dopo mesi di strappi e ultimatum. L’unica strada se vogliamo ancora rimanere insieme è ricostruire daccapo questo patto, con coraggio, altruismo, credibilità. A chiederlo sono soprattutto gli italiani. La mobilitazione di questi giorni è senza precedenti e impossibile da ignorare“, dice il premier.

10.01 – DRAGHI: “UN MIRACOLO CIVILE, ITALIA PIÙ CREDIBILE”

Grazie al Pnrr questo governo ha avviato “un percorso di riforme e investimenti senza precedenti nella storia, un passo avanti essenziale per modernizzare l’Italia”. Lo dice Mario Draghi, parlando al Senato. Draghi parla di “ritrovata credibilità collettiva” e dice, rivolto all’Aula: “Il merito di questi risultati è stato vostro, della vostra disponibilità a mettere da parte le differenze e lavorare per il bene del Paese, nel rispetto reciproco. La vostra è stata la migliore risposta all’appello di Mattarella e alla richiesta di serietà, alle preoccupazioni per il futuro. Gli italiani hanno sostenuto questo miracolo civile”.

10.00 – DRAGHI: “AZZEREREMO DIPENDENZA RUSSIA, FRUTTO SCELTE MIOPI E PERICOLOSE”

Il Governo ha lavorato per “accelerare l’indipendenza energetica dalla Russia, conseguenza di decenni di scelte miopi e pericolose”. Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice nell’Aula del Senato rendendo le sue comunicazioni. Una dipendenza che “in pochi mesi si è ridotta dal 40% al 25% del totale e intendiamo azzerarla in un anno e mezzo”, sottolinea il premier.

“È un risultato che sembrava impensabile, che dà tranquillità per il futuro all’industria e alle famiglie, rafforza la nostra sicurezza nazionale, la nostra credibilità nel mondo”, prosegue Draghi. “Abbiamo accelerato, con semplificazioni profonde e massicci investimenti, sul fronte delle energie rinnovabili, per difendere l’ambiente, aumentare la nostra indipendenza energetica. E siamo intervenuti con determinazione per proteggere cittadini e imprese dalle conseguenze della crisi energetica, con particolare attenzione ai più deboli – ricorda il presidente del Consiglio – abbiamo stanziato 33 miliardi in poco più di un anno, quasi due punti percentuali di Pil, nonostante i nostri margini di finanza pubblica fossero ristretti. Lo abbiamo potuto fare grazie a una ritrovata credibilità collettiva, che ha contenuto l’aumento del costo del debito anche in una fase di rialzo dei tassi d’interesse”.

09.56 – DRAGHI: “UNITÀ NAZIONALE MIGLIORE GARANZIA DI LEGITTIMITÀ DEMOCRATICA”

“In questi mesi, l’unità nazionale è stata la miglior garanzia della legittimità democratica di questo esecutivo e della sua efficacia. Mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano“. Il premier Mario Draghi nell’aula del Senato ricorda le emergenze su cui il suo governo si è impegnato dal febbraio 2021 in poi. “L’Italia è forte quando riesce a essere unita“, aggiunge.

09.52 – DRAGHI: “SERVE SOSTEGNO PIÙ AMPIO POSSIBILE”

Il presidente del Consiglio Mario Draghi nell’aula del Senato ricorda di aver rassegnato la settimana scorsa “le mie dimissioni nelle mani del presidente della Repubblica: la decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato questo Governo sin dalla sua nascita. Il presidente della Repubblica ha respinto le mie dimissioni e mi ha chiesto di informare il Parlamento su quanto accaduto. Una decisione che ho condiviso. Oggi spiego a voi e agli italiani le ragioni di una scelta tanto sofferta quanto dovuta“.

Il premier aggiunge: “In questi mesi l’unità nazionale è stata la migliore garanzia della efficacia e della stabilità di questo esecutivo: ritengo che il presidente del Consiglio che non si è mai presentato agli elettori debba avere in Parlamento il sostegno più ampio possibile. Questo vale tanto più in un momento di emergenza”.

09.43 – DRAGHI ARRIVATO AL SENATO, SORRIDE E SALUTA I CRONISTI

Il presidente del Consiglio Mario Draghi è appena arrivato al Senato dove a breve parlerà in Aula e dove è atteso dal voto di fiducia. Prima di varcare l’ingresso di Palazzo Madama il presidente del Consiglio, sorridente, si è voltato verso i cronisti per un saluto.

09.34 – SALVINI: “SARÀ SICURAMENTE UNA BUONA GIORNATA PER IL GOVERNO”

Il segretario federale della Lega Matteo Salvini e il capogruppo Massimiliano Romeo sono da poco arrivati a Palazzo Madama, dove a breve avranno luogo le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. Alla domanda dei cronisti se oggi sarà “una buona giornata per il Governo”, Salvini ha risposto “sicuramente”.

09.15 – TOTI: “CRISI RIDICOLA, CHI STACCHERÀ LA SPINA PAGHERÀ PREZZO ALTO”

“Comunque vada, questa crisi da drammatica sta diventando ridicola, chi eventualmente si incaricherà di staccare la spina sta facendo male i suoi conti. Perché pagherà un prezzo molto alto”. Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, lo dice al ‘Corriere della Sera’.

In caso di voto anticipato “io non sarei tanto sicuro dei risultati. E non dimentico che il centrodestra ha perso le ultime tornate elettorali quasi ovunque, tranne dove è riuscito a presentarsi unito e aperto e moderato, penso a Genova – spiega Toti – E nel Paese c’è voglia di stabilità, di programmazione, di provvedimenti per le famiglie e le imprese con un governo stabile. Questo Governo era nato per affrontare l’emergenza pandemica, quella economica e il Pnrr. Ora si è aggiunta la guerra e la crisi energetica: può mai esserci un momento peggiore per staccare la spina al Governo?”.

08.55 – LOLLOBRIGIDA (FDI): “CENTRODESTRA PRENDA ATTO, ESPERIENZA FINITA”

Nel centrodestra “si sono resi finalmente conto che è impossibile governare con il Pd e il M5S e dell’inaffidabilità di Giuseppe Conte. Dovrebbero quindi prendere atto che questa esperienza di governo è finita“. Lo dice al ‘Corriere della Sera’ il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.

“Per noi la questione più importante è non tradire le aspettative di milioni di italiani che vorrebbero far pesare il loro voto nelle scelte e che ormai da dieci anni bocciano il Pd nelle urne e poi, per un motivo o per l’altro, lo ritrovano a Palazzo Chigi – aggiunge Lollobrigida – È questa la ragione per la quale cresce l’astensionismo. Ecco perché l’unico modo per combattere questo fenomeno è restituire importanza al voto”.

08.53 – SALVINI: “LEGA IN AULA FARÀ QUELLO CHE SERVE A ITALIA E ITALIANI”

“Dopo la crisi di governo causata dai grillini, dopo le minacce e i capricci dei 5 Stelle e le continue provocazioni del Pd, che ancora ieri continuava parlare di Ius soli, di ddl Zan, di cambio della legge elettorale quando le priorità degli italiani che stanno soffrendo sono altre, oggi la Lega in Aula farà quello che serve solo e soltanto all’Italia e agli italiani. Vi si vuole bene”. Matteo Salvini, segretario federale della Lega, lo dice in un video pubblicato di buon’ora sulla sua pagina Facebook.

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2022-07-21T09:23:13+01:00

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