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La Lega presenta 700 emendamenti al ddl Zan. E c’è il rischio voto segreto

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Arrivano oltre 1000 emendamenti al disegno di legge contro l'omotransfobia in discussione al Senato. L'esame del testo va avanti ma c'è l'incognita legata al voto segreto che Lega e Fdi possono chiedere
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ROMA – Sono oltre mille gli emendamenti al ddl Zan presentati al Senato, di cui quasi 700 dalla Lega. Il termine per presentare le richieste di modifiche al disegno di legge contro l’omotransfobia è scaduto alle ore 12 e si era presentato il rischio di un rinvio dell’esame del testo a dopo l’estate, ma prima della ripresa dei lavori di Palazzo Madama, fissata per le 16.30, la conferenza dei capigruppo ha deciso di non modificare il calendario dei lavori dell’aula. Il Senato è infatti chiamato ad approvare la conversione in legge di due decreti in scadenza: il Sostegni bis che scade il 24 luglio e il Semplificazioni che scade il 30. Prima della pausa estiva vanno licenziati anche il decreto assunzioni nella Pa e il decreto cybersicurezza. Il ddl Zan va dunque avanti, facendo spazio solo al Sostegni bis e alle comunicazioni sulla giustizia della ministra Cartabia, previste per domani.

LA SPADA DI DAMOCLE DI LEGA E FDI

Ma sul disegno di legge contro l’omotransfobia, già approvato alla Camera ma su cui in Senato i partiti sono pronti ad andare allo scontro, pende una nuova tagliola: quella del voto segreto. Lega e Fdi nel prosieguo della discussione possono chiedere due voti: il primo palese sulla sospensione della discussione generale. Il secondo, segreto, e sarebbe il primo voto segreto, sul non passaggio agli articoli, cioè che gli articoli del testo non vengano votati. E a Palazzo Madama i numeri dei sostenitori del ddl Zan sono risicati e con il ricorso al voto segreto si rischia di andare sotto a causa dei ‘franchi tiratori’.

IL CALENDARIO DELL’AULA DEL SENATO

Ma quando avverebbe questo voto? Secondo fonti parlamentari non è detto che sia chiesto ora. Il calendario dell’aula consente di tirare la palla avanti e rimandare tutto a settembre. Di fatto, dopo la parentesi di oggi sul ddl Zan, l’emiciclo di Palazzo Madama sarà impegnato a votare provvedimenti più urgenti. Il dl Sostegni bis, che va in aula da domani e su cui il governo ha manifestato l’intenzione di porre la questione di fiducia, deve essere licenziato entro il 24. Domani l’aula dalle 11.35 ascolterà la comunicazioni della ministra Cartabia sui fatti di Santa Maria Capua Vetere. Quindi riprenderà l’esame e il voto del dl Sostegni bis. Giovedì pomeriggio spazio al question time del Senato.

Si passa alla prossima settimana: dl Semplificazioni-governance (dl recovery) da approvare entro il 30 e nuovo question time giovedì prossimo. C’è spazio per riprendere il ddl Zan? Sì, se emergesse la volontà politica in una nuova conferenza dei capigruppo. Di fatto anche il calendario dei primi giorni di agosto – le ferie del Senato sono previste dal 6 agosto – è già opzionato dai decreti cybersicurezza e grandi navi. Per questo a meno di sorprese, anche il ricorso al primo voto segreto, minacciato da Fdi, per il non passaggio agli articoli, può attendere. Fonti parlamentari sono pronte a scommettere che a meno di sorprese che la fine della discussione generale e il primo voto segreto ci saranno sicuramente a settembre. Occhi puntati sugli emendamenti chiave di Italia Viva e Autonomie che riguardano i passaggi più critici degli articoli 1, 4 e 7.

DALLA LEGA QUASI 700 EMENDAMENTI

A presentare il maggior numero di emendamenti è stata dunque la Lega. Per la precisione, si apprende al Senato, sono 672 a firma del gruppo leghista, più una ventina a firma di Roberto Calderoli. Fratelli d’Italia ha presentato 127 emendamenti al ddl Zan, in vista del passaggio in aula che riprende nel pomeriggio. Italia Viva ha invece scelto di presentare solo 4 emendamenti, mirati sugli articoli più contestati: l’1, il 4 e il 7. Tutti gli emendamenti sono firmati dal capogruppo in commissione Giuseppe Cucca, in due casi col presidente dei senatori Davide Faraone, in altri due con Riccardo Nencini del Psi.

LEGGI ANCHE: Comunità trans contro i tentativi di affossare il ddl Zan: “Ci state condannando a morte”

PD: “SALVINI SI DIMOSTRA UN INTERLOCUTORE INAFFIDABILE”

“Come volevasi dimostrare, dopo tre settimane di appelli accorati al dialogo e dopo centinaia di dichiarazioni in cui si sosteneva l’importanza di approvare una legge contro l’omotransfobia, alla prova dei fatti la Lega ha presentato 700 emendamenti. Avevamo ragione, otto mesi di ostruzionismo la dicevano già lunga sulle reali volontà di Salvini, che si dimostra per l’ennesima volta un interlocutore non credibile. Ora in Aula ci confronteremo sul merito con le altre forze politiche per approvare al più presto il ddl Zan”. Lo dice il senatore Franco Mirabelli, capogruppo del Pd in commissione Giustizia e vicepresidente del gruppo. E anche l’esponente dem Monica Cirinnà su Twitter attacca frontalmente il Carroccio e chiede di approvare il ddl Zan “subito e senza modifiche”.

LA REPLICA DELLA LEGA: “SE SI DIALOGA, RITIREREMO MOLTI DEGLI EMENDAMENTI”

“Se si dialoga, la Lega è pronta a ritirare gran parte degli emendamenti presentati al Ddl Zan. Se invece il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone”. Questa la replica di Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, all’attacco proveniente dal Partito democratico.

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