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Pioggia di emendamenti sulla riforma Cartabia, i giudici antimafia attaccano: “Salterà il 50% dei processi”

Marta Cartabia
Sono 1356 gli emendamenti al ddl di riforma del processo penale firmato dalla ministra Cartabia, 916 dal M5s. Dura audizione del procuratore nazionale Antimafia
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ROMA – Sale la tensione sulla riforma della giustizia firmata dalla ministra Marta Cartabia. La guardasigilli manda un ultimatum alle forze politiche, chiarendo che “la riforma va fatta” e “lo status quo non è un’opzione”, ma sono 1356 gli emendamenti presentati al testo alla Camera. Di questi, 916 sono del M5s.

Un passaggio che potrebbe mettere in pericolo la tenuta del governo. Se ieri il leader della Lega Matteo Salvini aveva detto che “della riforma Cartabia non va cambiata una virgola”, l’ex premier Giuseppe Conte aveva assicurato “lealtà” all’esecutivo chiarendo che, però, “non avrebbe tollerato la creazione di sacche di impunità”.

E proprio sul tema dell’improcedibilità sono intervenuti questa mattina in audizione alla Camera il procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, e il procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero De Raho. Secondo i due magistrati le norme previste dalla riforma rappresentano un vero “rischio per la sicurezza nazionale”.

BATTAGLIA A COLPI DI EMENDAMENTI, SONO 1356 DI QUESTI 916 DEI M5S

Battaglia a colpi di emendamenti sulla giustizia, in commissione alla Camera, dove è incardinato il ddl del governo di riforma del processo penale. A questa mattina sono stati depositati in totale 1356 emendamenti. Di questi 916 sono a firma dei Cinque stelle, il 67,55% del totale. Altri 157 emendamenti, a quanto apprende la Dire, sono a firma degli ex M5s del gruppo Alternativa C’e’.

Forza Italia ne ha presentati 109. Fdi ne ha presentati 35, Italia Viva 59, la Lega 11, Liberi e uguali 7, dal gruppo Misto ne arrivano 20 e altri 15 da Piu’ Europa-Radicali italiani. Il Pd ne ha presentati 19, i Verdi-Facciamo eco 3, Liberi e Uguali 7. Cinque emendamenti da Noi con l’Italia Usei.

CARTABIA: DA PARTITI DIREZIONI OPPOSTE, MA RIFORMA VA FATTA. STATUS QUO NON E’ UN OPZIONE

“Le forze politiche spingono in direzioni opposte. Ma la riforma deve essere fatta, con gli aggiustamenti tecnici necessari, perché lo status quo non può rimanere tale“. Lo ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia, durante un convegno dal tema “Ufficio del processo” ospitato nella sala Arengario del palazzo di Giustizia di Napoli.

“Nella gravità del malfunzionamento della giustizia non posso non ribadire che questo problema non va lasciato senza risposte. Lo status quo non è una opzione sul tavolo”.

LEGGI ANCHE: Riforma della Giustizia, Cartabia: “Ogni processo che non arriva a sentenza definitiva è una sconfitta”

GRATTERI: CON RIFORMA 50% PROCESSI IMPROCEDIBILI, MENO SICUREZZA NAZIONE

“Uno dei punti qualificanti della riforma Cartabia e l’improcedibilità dell’azione penale che prevede l’annullamento della sentenza di condanna eventualmente pronunciata nei gradi precedenti, trascorsi rispettivamente due anni o un anno nell’ambito del giudizio di appello e di Cassazione. Si tratta di una disposizione che avrà come effetto quello di travolgere un enorme numero di sentenze di condanna con tutto cio’ che questo comporta anche sul piano general preventivo e della sicurezza per i cittadini di questo Paese”. Lo ha detto il procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri, audito in commissione Giustizia della Camera nell’ambito dell’esame del ddl in materia di efficienza del processo penale.

DE RAHO: IMPROCEDIBILITÀ MINA SICUREZZA PAESE

“Immaginare che tanti processi, indipendentemente dalla natura, dall’oggetto, verranno dichiarati improcedibili è cosa che certamente mina la sicurezza del nostro Paese. Questo è un aspetto che ricade sulla sicurezza della nostra democrazia”. Lo ha detto Federico Cafiero De Raho, procuratore nazionale antimafia, in audizione in Commissione Giustizia alla Camera, parlando della riforma della prescrizione con la norma sulla improcedibilità.

SAITTA (M5S): EMENDAMENTI ISPIRATI A NOSTRA VISIONE

“Sia l’audizione di Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, che quella di Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo, hanno evidenziato diverse criticità presenti nel testo attuale della Riforma Cartabia“. Lo dice Eugenio Saitta, capogruppo M5S in commissione Giustizia alla Camera.

I nostri emendamenti rappresentano la visione del MoVimento in materia di giustizia– aggiunge- e siamo pronti a lavorare, con serenità, in commissione per trovare un punto d’incontro. Per noi è fondamentale scongiurare il pericolo di isole di impunità, così come messo in luce nelle audizioni svolte questa mattina, in cui si è parlato di un rischio per la sicurezza nazionale”, conclude.

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