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In Afghanistan razzi contro il palazzo presidenziale durante la preghiera, che non si interrompe

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Almeno sei persone sono rimaste ferite
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ROMA – Almeno tre razzi sono atterrati nei pressi del palazzo presidenziale di Kabul mentre il presidente dell’Afghanistan Ashraf Ghani e altri dirigenti del governo svolgevano la preghiera per le celebrazioni dell’Eid al-Adha, la festa del sacrificio di Abramo che si svolge oggi in tutto il mondo musulmano. Ne da notizia il portale Tolonews. Fonti locali hanno confermato alla testata che i tre ordigni sono stati sparati dall’area di Parwan-e-Se, nel 18esimo distretto della capitale, nella zona settentrionale della città.

Almeno sei persone sono rimaste ferite, ha riferito in una nota l’ong italiana Emergency. “Dal nostro Centro chirurgico per vittime di guerra abbiamo sentito bene l’impatto dei razzi, dato che ci troviamo a poche centinaia di metri”, racconta Marco Puntin, direttore dell’organizzazione in Afghanistan. “Dopo pochi minuti abbiamo ricevuto i primi sei feriti, i più gravi dei quali sono già in sala operatoria”.

“Dal primo maggio – dice Puntin – la situazione è in netto deterioramento, i combattimenti si sono intensificati in quasi tutte le province dell’Afghanistan e stiamo ricevendo molti più pazienti rispetto al normale. La scorsa settimana, combattenti talebani hanno circondato, ad esempio, la città di Ghazni, sulla strada principale fra le province di Kabul e Kandahar. Secondo il centro di ricerca Afghanistan Analysts network, le forze insorgenti hanno conquistato circa 200 distretti negli ultimi tre mesi, molti dei quali a partire da metà giugno e questo significherebbe che oggi controllano più di metà del Paese.

Stando a quanto si osserva in un video pubblicato sempre da Tolonews, i dirigenti del governo hanno proseguito nella preghiera nonostante il fragore provocato dalle detonazioni. Il portavoce del ministero degli Interni, Mirwais Stanekzai, ha detto che a lanciare gli attacchi, in concomitanza con l’inizio di una delle feste più importanti che si celebrano nell’Islam, sono stati “i nemici dell’Afghanistan”.

L’attentato non è stato rivendicato, anche se analisti e media locali puntano il dito contro i guerriglieri talebani, che però hanno negato ogni coinvolgimento. Stando a fonti locali concordanti, da quando le truppe della coalizione Nato hanno iniziato a lasciare il Paese dopo 20 anni di occupazione, lo scorso maggio, le milizie sono già arrivate a controllare circa l’85 per cento del territorio del Paese. Ghani ha detto oggi che le ultime azioni dei talebani mostrerebbero che questi ultimi “non vogliono la pace” e che il governo “agirà di conseguenza”.

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