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Riforma della Giustizia, Cartabia: “Ogni processo che non arriva a sentenza definitiva è una sconfitta”

marta cartabia
Per la ministra, oggi a Napoli per convegno dal tema 'Ufficio del processo', "lo status quo non è una opzione sul tavolo"
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NAPOLI – “Le forze politiche spingono in direzioni opposte. Ma la riforma deve essere fatta, con gli aggiustamenti tecnici necessari, perché lo status quo non può rimanere tale”. Lo ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia, durante un convegno dal tema “Ufficio del processo” ospitato nella sala Arengario del palazzo di giustizia di Napoli. 

“Ogni processo che non arriva a sentenza definitiva è una sconfitta. Le decine di migliaia di processi che già oggi vanno in prescrizione, oggi non dopo la riforma, sono una sconfitta dello Stato. Non possiamo più permettercelo. Ma è una sconfitta anche se la risposta dello Stato arriva tardi, in tempi non ragionevoli”. A Napoli la Guardasigilli sta incontrando al palazzo di giustizia il presidente e il procuratore generale della Corte di Appello di Napoli. “Tutti, sia i Caino che gli Abele – ha detto – attendono un giudizio. Io non ho altre bussole se non la Costituzione”. 

“Nella gravità del malfunzionamento della giustizia – aggiunge Cartabia – non posso non ribadire che questo problema non va lasciato senza risposte. Lo status quo non è una opzione sul tavolo”. “La giustizia – ribadisce – deve funzionare, ma non per dare un’immagine efficientistica. Non è il milanese che arriva a Napoli. Né è soltanto la risposta che dobbiamo dare all’Europa, che pure è necessaria o perderemo i 219 miliardi che l’Ue sta dando al Paese per la rinascita. La giustizia deve funzionare perché solo quando la giustizia funziona c’è un presidio contro la legge del più forte, e contro le infiltrazioni della criminalità che depauperano il tessuto sociale e ne mortificano la vitalità. Non possiamo stare fermi”.

“NAPOLI REALTÀ PIÙ COMPLESSA D’ITALIA MA CE LA DEVE FARE”

Riferendosi alla città che oggi la ospita la ministra ha poi dichiarato: “Napoli deve essere messa nelle condizioni di garantire una adeguata risposta giudiziaria ai cittadini”. E si domanda: “Perché Napoli non ce la può fare? Napoli – ha spiegato – ce la deve fare. È una terra piena di risorse, ha una vivacità preziosissima per il Paese. Ma la preoccupazione di vedere ambiti di impunità qui più, che in ogni altro posto, non si può tollerare”.

La Guardasigilli ha assicurato che il governo si “metterà in moto” per rispondere alle problematiche segnalate dai capi degli uffici giudiziari in relazione a processi pendenti e personale. “Sono venuta qui – ha aggiunto Cartabia – pur sapendo che sarei andata a incontrare la realtà più complessa e difficile d’Italia, quella con maggiori problemi. Ma se l’Italia non rinasce da qui e non riparte da qui, non ce la farà da nessuna parte. I problemi da affrontare sono enormi. Dobbiamo affrontarli insieme”.

“QUI A NAPOLI C’È UN PAZIENTE GRAVE

“Oggi pomeriggio sarò al tribunale di Napoli Nord per ascoltare i motivi di certe problematiche, ma anche come segno di vicinanza e di una attenzione particolare che il ministero ha verso le realtà più difficili. Non si curano i sani, qualunque medico si avvicina di più al paziente grave e a lui dedica maggiore attenzione”. Lo ha dichiarato la ministra Cartabia nel corso dell’incontro oggi a Napoli. “Qui – ha detto la Guardasigilli – c’è un paziente grave. Dobbiamo risolvere questa situazione e lo dobbiamo agli abitanti di questa città perché loro hanno bisogno di poter ricevere un risposta giusta e tempestiva alla bruciante domanda di giustizia che ha a cuore ogni essere umano. La risposta deve arrivare in tempi celeri, altrimenti non saranno tutelati né le vittime né gli imputati, che tante volte non sono neanche i Caino”.

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