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Tg Politico Parlamentare, edizione del 20 luglio 2021

Non c'è ancora accordo tra il Movimento Cinque stelle e il premier Mario Draghi sulla riforma della Giustizia. Questa e altre notizie nell'edizione di oggi
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GIUSTIZIA E REDDITO, M5S INCALZA DRAGHI

Non c’è ancora accordo tra il Movimento Cinque stelle e il premier Mario Draghi sulla riforma della Giustizia. Sui tempi della giustizia penale e sulla prescrizione il partito guidato ora da Giuseppe Conte non intende cedere all’impostazione della ministra Cartabia. “Questa riforma è una porcata immonda”, tuona Alessandro Di Battista che con sarcasmo fa “i complimenti” ai ministri Cinquestelle che l’hanno votata. Alla Camera i Cinque Stelle annunciano battaglia con 916 emendamenti al testo della ministra. Ma non c’è solo la giustizia a dividere Conte e Draghi. L’ex premier chiede infatti all’attuale capo del governo di prendere “una posizione chiara sul reddito di cittadinanza”. Conte intende difendere un baluardo della sua legislatura. “Il Movimento sta lavorando per migliorare il reddito di cittadinanza- dice Conte- non consentiremo a nessuno di togliere gli ombrelli di protezione ai più deboli”.

IL COVID TAGLIA LE ALI, PERDITE PER 1 MLD NEL TRAFFICO AEREO

Il crollo del traffico aereo nel 2020 a causa della pandemia ha comportato una perdita economica complessiva di oltre un miliardo di euro. Gli effetti della pandemia, spiega l’Enac, si sono sentiti anche sugli investimenti aeroportuali programmati, con ripercussioni sullo sviluppo delle infrastrutture. Sono stati poco più di 52 milioni i passeggeri transitati negli aeroporti italiani lo scorso anno. La graduatoria dei vettori operanti in Italia vede Ryanair al primo posto, seguono Alitalia e Easyjet. Intanto, il ministro Enrico Giovannini ha annunciato la convocazione dei sindacati sul piano Alitalia, dopo l’accordo con la Commissione europea per il decollo di Ita il 15 ottobre. La nuova compagnia partirà fortemente ridimensionata, con 2.800 dipendenti rispetto ai 10 mila attuali.

RABBIA CONTRO LICENZIAMENTI, BLITZ ALLA STAZIONE DI NAPOLI

I sindacalisti avevano avvertito che avrebbero messo in campo tutte le forme di lotta contro i licenziamenti da parte della Whirlpool. Oggi gli operai di Napoli hanno raggiunto la stazione di Napoli, bloccando in mattinata la circolazione dei treni. E giovedì sarà sciopero di tutto il gruppo con manifestazione a Roma. I licenziamenti annunciati dopo lo sblocco deciso dal governo si susseguono. Oggi hanno scioperato i metalmeccanici della Brianza a sostegno della vertenza della Gianetti Ruote. Alla ex Ilva lo sciopero negli impianti si è fermato l’80% dei lavoratori, ferme anche le imprese dell’indotto. Nelle acciaierie, attaccano i sindacati, “l’unica certezza è la cassa integrazione”. Nei giorni scorsi il ministro dello sviluppo Giancarlo Giorgetti ha assicurato che entro il mese arriverà il piano del governo per Taranto.

OMOFOBIA, PER IL DDL ZAN IL MOMENTO DELLA VERITÀ

Sul testo del ddl Zan pende la tagliola della Lega e di Fdi che nel prosieguo della discussione possono chiedere due voti per bloccarne il percorso. Il primo, in forma palese, sulla sospensione della discussione generale. Il secondo, anche in forma segreta, sul non passaggio agli articoli. Se questo voto raccogliesse la maggioranza dell’emiciclo, il ddl zan entrerebbe in un binario morto. In ogni caso per il testo che protegge dalle discriminazioni di genere il cammino si annuncia difficile. Dopo la ripresa della discussione generale dovrà fare spazio a tutta una serie di votazioni previste a Palazzo Madama. A cominciare da tre decreti in scadenza, alle comunicazioni del ministro Cartabia sui fatti di Santa Maria Capua Vetere, al question time del Senato. Insomma, se non lo fermeranno nel voto, sarà il calendario a spostare l’attenzione dal ddl Zan.

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