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Fratoianni ricorda il G8 di Genova: “Violenza inaudita per fermare un movimento che cresceva”

g8 genova
"Genova è sempre con me non per nostalgia ma perchè anche oggi come allora il futuro è di chi lo costruisce, scegliendo da che parte stare"
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ROMA – “La violenza inaudita di quei giorni aveva l’obiettivo preciso di porre fine ad un movimento che da anni continuava a crescere per dimensioni e consenso. Mi capita spesso pensando a quei giorni di sentire nelle narici l’odore dei gas lanciati ovunque, gli elicotteri e il rumore dei manganelli sugli scudi, i blindati lanciati a velocità sul corteo”. Non ha dubbi su quanto avvenne al G8 di Genova il segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni in questi giorni nel capoluogo ligure per partecipare alle varie iniziative pubbliche a 20 anni di distanza, in un’intervista all’edizione genovese de La Repubblica.

“Le ragioni di allora- prosegue il leader di SI- sono ancora davanti a noi, pensiamo alle diseguaglianze. Io penso che stiamo vivendo una stagione di ritorno al conflitto, dai diritti del lavoro ai diritti civili alle lotte ambientaliste. Genova è sempre con me non per nostalgia ma perchè anche oggi come allora il futuro è di chi lo costruisce, scegliendo da che parte stare. Oggi assistiamo ad un grande coro di indignazione ex post, sento dire ‘quei ragazzi avevano ragione’. Allora però quando era necessario e giusto, il Parlamento negò e ha sempre negato in seguito l’istituzione di una commissione d’inchiesta su quanto avvenne nella sospensione della democrazia e sulle responsabilità politiche . Oggi si rafforzano le ragioni di ieri per scegliere da che parte stare, di fare la sinistra, lontano dalla retorica dell’andrà tutto bene e più vicino a chi ha bisogno di essere rappresentato, dai lavoratori ai ceti popolari ma non solo. Oggi perchè prendono campo- conclude Fratoianni- così tanto le destre? Perchè sanno prendere parte e sanno farlo capire alle persone con molta più forza della sinistra”.

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