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“Hysaj verme, la Lazio è fascista”: striscione shock degli ultras biancoazzurri, Sarri furioso

hysaj striscione
Lo scontro dopo un video in cui il giocatore cantava 'Bella Ciao', interviene anche la politica
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ROMA – Non si ferma l’attacco degli ultras della Lazio al giocatore biancoceleste Elseid Hysaj, ‘colpevole’ di aver cantanto la canzone partigiana ‘Bella Ciao’ durante una cena con la squadra.

Il video, postato in rete domenica e subito rimosso, ha scatenato le reazioni di una parte della tifoseria laziale che ha ricoperto il giocatore di insulti, arrivando ad augurargli la “rottura del crociato”. Ma gli ultras biancocelesti, non contenti, non si sono limitati agli insulti social: ieri sera, per le strade della capitale è apparso uno striscione con la scritta “Hysaj verme, la Lazio è fascista”.

Dopo quest’ultimo attacco, immediata la risposta dei social dove spopola l’hashtag ‘Io sto con Hysaj’. E sull’argomento interviene anche il candidato sindaco del centrosinistra, Roberto Gualtieri: “Solidarietà al calciatore della Lazio Elseid Hysaj, insultato sui social e oggetto di un vergognoso striscione per aver cantato Bella Ciao. Una frangia minoritaria della tifoseria macchia l’immagine della squadra e della città. #Roma è antifascista, lo sarà sempre. #IostoconHysaj”.

Ed anche Carlo Calenda interviene nello scontro, chiedendo alla società una presa di posizione netta: “Non credo proprio che la @OfficialSSLazio sia fascista o che lo siano i laziali. Mio fratello è laziale oltre ogni immaginazione ed è lontanissimo da queste idiozie. E così tante altre persone che conosco. Ma una presa di posizione chiara è necessaria da parte di tutti”.

Al giocatore è arrivata la solidarietà dell’Associazione partigiani: il comitato provinciale Anpi di Roma in una nota esprime “la più piena solidarietà all’atleta Elseid Hysaj, che ha cantato ‘Bella Ciao’, canzone simbolo della lotta contro i fascismi e i razzismi in tutto il mondo” e condanna “duramente l’esposizione da parte di sedicenti tifosi, di uno striscione in cui, oltre ad attaccare il calciatore con epiteti inqualificabili, si dichiara la società calcistica S.S. Lazio essere ‘fascista’. Tale affermazione è una palese idiozia (e lo si è visto dalla grande reazione da parte di moltissimi tifosi che hanno condannato tale atto e hanno espresso solidarietà al calciatore), trattasi di reato di apologia del fascismo e intimidazione. Per troppo tempo sono state tollerate le aberrazioni fasciste negli stadi, le società tutte ne devono prendere le distanze ed emarginare chi le pratica. Lo sport si ispira a valori antitetici al fascismo e al razzismo, la cui apologia è apologia della persecuzione, dell’assassinio, della dittatura terroristica e delle stragi, delle guerre di aggressione e degli stermini e deve essere perseguita dalle Autorità in applicazione della Costituzione e delle norme vigenti”.

A Formello, intanto, sale la tensione. Dopo un comunicato della Lazio in cui la società ha detto di ‘tutelare il proprio tesserato’ senza però esprimere una condanna nei confronti dei tifosi autori degli insulti, il mister Maurizio Sarri sarebbe su tutte le furie. Il presidente Lotito, infatti, sembra voler evitare uno scontro con le frange più estreme del tifo biancoazzurro mentre l’allenatore, che già nei giorni scorsi aveva discusso a muso duro con alcuni tifosi presenti all’allenamento per degli insulti a Muriqi, accusa la società di non difendere il gruppo.

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