Coronavirus, il Pd sull’ospedale alla Fiera di Milano: 180 milioni di donazioni non spese

Continuano le polemiche sull'ospedale alla Fiera di Milano, Pizzul-Rozza-Borghetti: "Non sono soldi di Fontana"
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MILANO – Il Pd in Regione Lombardia chiede un'”operazione trasparenza perche’ non sono soldi di Fontana” sulle donazioni ricevute dalla Regione in piena emergenza per l’ospedale Covid alla Fiera di Milano, che coordino’ Guido Bertolaso. Un ospedale mai riempito nel tempo di pazienti per i 400 posti (o 600, a seconda delle dichiarazioni del passato) e su cui non sono mancate le polemiche per il sottoutilizzo.

C’e’ chi dice anche che mantenere l’ospedale a motori spenti (cioe’ vuoto ma coi macchinari pronti e le utenze allacciate) non costi meno di 1.000 euro al giorno. Sono stati il capogruppo al Pirellone Fabio Pizzul, la consigliera Carmela Rozza e il vicepresidente del consiglio regionale, Carlo Borghetti, a presentare i conti delle donazioni alla stampa dopo un accesso agli atti.

In sostanza, dai giorni dell’emergenza di marzo al 16 giugno scorso sono arrivati nelle casse di Palazzo Lombardia- o direttamente, o attraverso Ats, Asst e Ircss- non meno di 183 milioni di euro: quasi 53 con donazioni dirette alla Regione e altri 131 milioni e 704 mila euro con elargizioni alle aziende sanitarie. La cifra e’ comprensiva sia delle donazioni in denaro che in beni strumentali.

Soldi mai spesi, proprio mentre “il governo in queste ore ha garantito la copertura totale” delle spese sostenute dalla Regione, denuncia Rozza. Si tratta di 894 milioni, secondo la risposta della giunta all’atto ispettivo, di cui secondo Rozza 234 milioni gia’ arrivati col Cura Italia e altri 425 mln col Dl Rilancio. Giunta che pero’ rimarcava a giugno come il governo abbia autorizzato il rimborso di solo “52 milioni sul totale degli oltre 566 milioni ad oggi spesi e rendicontati”.

I dem lunedi’ scorso hanno compiuto un sopralluogo all’ospedale in Fiera. E per Pizzul garantire il ritorno alla pronta apertura di due blocchi dell’attuale struttura entro 48 ore dall’eventuale scoppio di una nuova emergenza porterebbe a mettere a disposizione solo 20 posti.

Troppo pochi per il dem, che aggiunge anche di aver appreso informalmente dal dg del Policlinico Ezio Belleri (sotto la cui responsabilita’ ricade l’ospedale in Fiera) che Aria, la centrale acquisti della Regione, aveva gia’ speso 7 milioni in attrezzature. Altri 7 la giunta li ha chiesti al governo per potenziare l’area subintensiva della Fiera nell’ambito del piano di riordino della rete ospedaliera approvato il 16 giugno scorso.

Un’attivita’ di contrattazione col governo che lascia nell’ombra l’utilizzo delle donazioni private e non giova alla fiducia dei cittadini nell’istituzione a cui ha affidato le proprie elargizioni, sottolinea Borghetti: “Manca del tutto il principio di leale collaborazione tra istituzioni- segnala il vice presidente dell’aula- e questo danneggia il nostro territorio. Ci possiamo fidare di chi governa questa regione? C’e’ un problema di trasparenza, bugie, mezze verita’… Scopriamo che le risorse sono tutte li'”.

La critica di Rozza e’ ancora piu’ dura: “Se fossi stato io l’assessore quei soldi li avrei gia’ spesi. Invece abbiamo donazioni per l’ospedale in Fiera che la Regione si tiene in una gestione separata, perche’ non esiste un regolamento di gestione delle donazioni. Solo l’Ats Insubria mi sembra ce l’abbia”.

I dem producono anche un allegato all’assestamento di bilancio, che circola in vista della discussione in Aula di lunedi’ e martedi’ prossimo, dal quale in sostanza emerge che la giunta “non passera’ dal bilancio per decidere come e dove spendere” i fondi delle donazioni, insiste Rozza.

La Regione ha gia’ fatto sapere che le aziende sanitarie- che hanno ricevuto il grosso delle elargizioni- sono autonome nelle decisioni. Ma “i cittadini devono sapere come la Regione spende i loro soldi. Prima hai pensato di coprire cio’ che il governo pensavi non ti avrebbe dato e poi chiedi altri 7 milioni di attrezzature per la subintensiva?”.

Altro tema l’ospedale in Fiera che sembrava nella rete nazionale, o meglio- attacca Pizzul- “Gallera che diceva che l’ospedale in Fiera fu fatto su ordine del governo. Invece scopriamo che e’ stata fatta ‘formale istanza’” all’esecutivo nazionale per farlo. Presenteremo un emendamento specifico all’assestamento di bilancio- conclude il capogruppo dem- perche’ non ci puo’ essere totale indipendenza e discrezionalita’ della giunta sulle donazioni. Quei soldi vanno spesi per l’emergenza. Una Regione che si tiene in pancia i fondi e chiede rimborsi a pie’ di lista allo Stato sapendo che lo Stato fa debito. Una Regione che si ostina a dire che il Mes non serve. Chi sta a palazzo Lombardia- chiosa Pizzul- non ha le mani sul volante”.

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20 Luglio 2020
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