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Report della commissione Finanze del 20 luglio

I lavori odierni della Commissione, riunita al termine della seduta consiliare, sono dedicati esclusivamente al deposito del Programma Economico 2019
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I lavori odierni della Commissione, riunita al termine della seduta consiliare, sono dedicati esclusivamente al deposito del Programma Economico 2019 da parte del Segretario di Stato per le Finanze ed il Bilancio, Simone Celli, nel rispetto dei termini previsti secondo legge.

I lavori si sono quindi conclusi velocemente, con la presentazione della relazione da parte del Segretario di Stato.

Di seguito un estratto introduttivo della relazione.

“Il Programma Economico 2019 rappresenta un documento di indirizzo estremamente importante per l’impostazione della linea di politica economica e finanziaria finalizzata alla messa in sicurezza dei conti pubblici, al rafforzamento della crescita economica ed occupazionale e al risanamento del settore bancario.

Dopo oltre sette anni di recessione, iniziata nel corso dell’ultimo trimestre del 2008, dal 2016 l’economia sammarinese ha, seppur moderatamente, ripreso a crescere. Nel 2016 il prodotto interno lordo è incrementato di 2 punti percentuali e nel 2017 di 1,5 punti percentuali. Per il 2018 le previsioni elaborate dal Fondo Monetario Internazionale indicano un tasso di crescita allineato a quello del 2017.

L’inversione di tendenza, rappresentata dal ritorno alla crescita del prodotto interno lordo, è indubbiamente un dato positivo che va colto con soddisfazione, ma al contempo occorre essere consapevoli che il sentiero da percorrere continua ad essere particolarmente stretto e ricco di insidie dato che la situazione generale del Paese è ancora caratterizzata da rilevanti criticità; queste ultime si possono affrontare solo con una visione strategica di breve, medio e lungo termine e con soluzioni definitive e permanenti.

Il Programma Economico 2019 si suddivide in tre aree tematiche. La prima parte contiene la tradizionale analisi del quadro macroeconomico e dello stato della finanza pubblica. Nella seconda parte vengono descritte le priorità delle singole Segreterie di Stato. Nella terza e ultima parte, vi è il principale elemento di novità, consistente nel Piano Nazionale di Stabilità e Sviluppo, che viene allegato come documento di indirizzo, non definitivo e aperto alla discussione con le parti politiche e sociali, su cui fondare l’azione riformatrice che dovrà condurre la Repubblica di San Marino a uscire in via definitiva dalla odierna fase di precarietà e incertezza.

La priorità delle priorità è individuata nel completamento del processo di ristrutturazione del settore bancario, che va portato avanti adottando una strategia che risolva in modo definitivo le problematiche e le debolezze che da alcuni anni affliggono l’intero comparto.

Nella parte apposita del Programma Economico 2019 viene identificata una linea d’azione che prevede un significativo intervento pubblico dello Stato a supporto del settore bancario e in particolare della Cassa di Risparmio. Tutto ciò determinerà un notevole incremento del livello di indebitamento e perciò dovrà essere accompagnato da un’adeguata attività di consolidamento fiscale attraverso la realizzazione delle riforme strutturali che sono ampiamente illustrate nel Programma Economico:

riduzione della spesa pubblica, revisione delle imposte dirette, riforma delle imposte indirette, riforma del sistema previdenziale e riordino dell’ordinamento contabile.

Naturalmente l’azione del Governo dovrà concentrarsi anche sulla promozione dello sviluppo e in tale ottica, oltre alle iniziative già messe in campo e in fase di implementazione, sono in cantiere numerosi interventi che dovranno determinare nel medio e breve termine un consistente aumento della crescita interna e della competitività di sistema, sia per migliorare la capacità di attrazione di investimenti esteri che per sostenere le imprese già oggi operanti in territorio.

Conti pubblici ordinati, creazione di un modello di sviluppo sostenibile e diversificato e consolidamento del settore bancario, sono i tre pilastri su cui intende basarsi la programmazione economica del Governo per il 2019 e per gli anni a seguire.

Si è di fronte ad una sfida epocale, che inevitabilmente imporrà scelte particolarmente impegnative e impattanti a livello sociale. I problemi che l’attuale compagine di Governo ha voluto fare emergere in modo chiaro e trasparente, peraltro con tutte le conseguenze e gli effetti del caso, ora sono stati identificati sia in termini quantitativi che qualitativi. Sono problemi di dimensione elevata che tuttavia possono essere gestiti, affrontati e superati, mediante una visione complessiva che, partendo dalla analisi dei dati, definisca le soluzioni più opportune ed efficaci tese a assicurare un ragionevole surplus di bilancio a partire dall’esercizio finanziario 2019, un tasso di crescita del prodotto interno lordo solido e duraturo e la stabilizzazione del settore bancario.

Questo percorso richiederà non solo il forte impegno del Governo, ma anche il coinvolgimento di tutte le formazioni politiche presenti in Consiglio Grande e Generale e delle organizzazioni che rappresentano gli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro.

L’abbassamento della conflittualità politica e sociale ed il potenziamento del livello del dialogo e della concertazione sono infatti due requisiti di assoluta importanza per dare concretezza agli indirizzi politico‐programmatici contenuti nel presente documento”.

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