Contro i gabbiani a Venezia lo spazzino suona alla porta

Nuovo piano di rifiuti per il centro: spazzatura non più nelle calli (anche per scacciare i topi)
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VENEZIA – Un nuovo piano di raccolta dei rifiuti per togliere i sacchi di immondizia dalle calli veneziane ed evitare l’assalto di topi e gabbiani. Lo presentano oggi, con una conferenza stampa nella sede del Comune di Venezia, l’assessore comunale all’ambiente Massimiliano De Martin e il direttore generale di Veritas Andrea Razzini.

IL PIANO

Il piano è stato avviato lo scorso settembre in un’area ristretta che va dalla Punta della Dogana al ponte dell’Accademia, spiega Razzini, illustrando un progetto di allargamento in cinque fasi di qui al 2018, che darà modo di adattare il nuovo modello alle esigenze delle diverse aree del centro storico. Esigenze dettate da problemi logistici, abitudini degli abitanti e, soprattutto, abitudini degli animali.

A preoccupare maggiormente sono infatti i gabbiani reali, che rendono impossibile lasciare i sacchi di rifiuti nelle calli in attesa dell’arrivo degli spazzini, perché rompono la plastica con il becco e trascinano fuori il contenuto, alla ricerca di cibo.

Il nuovo piano prevede infatti che i sacchi di rifiuti non passino nemmeno un minuto per la strada. Gli spazzini suoneranno quotidianamente il campanello agli abitanti, che sporgeranno i sacchetti di rifiuti, ovviamente già differenziati, direttamente dalla porta di casa.

Nei condomini basterà invece aprire il portone e lasciare che gli spazzini recuperino i sacchi, che dovranno però essere lasciati all’interno e non in calle, come avviene ora. E chi non potrà essere in casa tra le 8 e le 11, orario in cui gli spazzini effettueranno il loro giro? Due cassonetti saranno lasciati per due ore al giorno davanti alle barche della raccolta rifiuti, che saranno ormeggiate in punti strategici della città.

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COM’E’ ANDATA FINORA

Il periodo di prova ha avuto ottimi risultati, tanto è vero che la percentuale di chi fa la raccolta differenziata nell’area interessata è passata dal 25% al 40%. Comunque poco, almeno rispetto al 53,75% di media fatto registrare dalla Città Metropolitana di Venezia, che la rende prima in Italia tra le città sopra i 200.000 abitanti. Ma un risultato comunque considerevole, che fa capire che il risultato medio del centro storico, pari al 25% di abitanti che fanno la raccolta differenziata, non dipende da una minore sensibilità rispetto a chi vive in terraferma, dove si raggiungono picchi pari al 75,11%, ma da una oggettiva difficoltà nella gestione della raccolta dei rifiuti.

“Bisogna lavorare sul comportamento dei cittadini” continua De Martinis, “ma ci hanno già dimostrato che quando gli viene data la possibilità di fare la raccolta differenziata in modo agevole si adattano velocemente”. Si deve poi tenere conto che “a Venezia ci sono 53.000 abitanti e 22 milioni di turisti ogni anno”, ricorda l’assessore, e i cittadini di tutto il Comune “devono sobbarcarsi i costi del servizio anche per i turisti”. A proposito di costi, con il nuovo servizio, la raccolta dei rifiuti costerà circa 27 centesimi di euro al giorno per ogni abitante del Comune di Venezia. Non una spesa eccessiva, sostiene Razzini, specie vista l’enorme presenza di turisti rispetto ai cittadini e viste le difficoltà logistiche del centro storico veneziano.

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