martedì 11 Agosto 2026

VIDEO| Polonia, col calcio ‘Etnoliga’ include i rifugiati

Jarymowicz (Ong 'Fdw'): 20 squadre e 100 nazionalità per dare voce

VARSAVIA (POLONIA) – “Il calcio è una cosa semplice: basta correre, darsi il cinque e divertirsi, così cade ogni barriera – nazionalità, genere, lingua, religione, idee politiche o pregiudizi -, un buon modo per dare voce e includere i rifugiati: questo fa Etnoliga da vent’anni a Varsavia”. Krzysztof Jarymowicz è presidente di Fundacja Dla Wolnosci (Foundation for freedom, Fdw), che dal 2010 ha trasformato una semplice squadra di calcio in un vero e proprio campionato con venti squadre composte da uomini e donne, di nazionalità polacca insieme a oltre cento Paesi del mondo, per promuovere la conoscenza tra le culture, la socializzazione e l’inclusione.

E non c’è solo il pallone: “Si può fare running, yoga, basket e tanto altro. La regola è una: ogni squadra deve includere ragazze e ragazzi rifugiati e richiedenti asilo. Con noi- continua il responsabile- abbiamo persone da Cecenia e Daghestan, le più longeve comunità di rifugiati in Polonia con circa 60mila persone, ma anche da Ucraina, Russia e Bielorussia, Palestina, Afghanistan, Siria, Iraq, Etiopia, Gambia, Mali, Sudan, Eritrea, Somalia, Iran… insieme a tanti altri stranieri da tutto il mondo”. Da stamani nel campo di calcio all’interno del parco Olszyna, a Varsavia, in occasione della Giornata internazionale del Rifugiato si sono affrontate 12 squadre: Tim Warszawa vs Fenix, Fc PolAz Vs Ags Warsaw, Baza vs Fair Play, Laissez Faire vs Friendship Fc, Lobos vs Pazdzierzanka Warszawa e Azzurri vs Last Dance.

Attorno, anche bandiere dell’Ucraina e della Palestina. Riprende Jarymowicz: “Riuniamo anche persone della comunità Lgbt, che magari sono perseguitate nei loro paesi ma incontrano stigma anche qui, per questo promuoviamo momenti di condivisione delle storie e dibattiti”.

Il campionato di calcio misto è il fiore all’occhiello di Etnoliga: lanciato nel 2006, il progetto ha istituito il proprio campionato annuale nel 2010 e nel 2020 ha vinto il premio Uefa Grassroots Award come miglior progetto di calcio in Europa, mentre tramite la collaborazione con la Federazione calcistica polacca e l’Agenzia Onu per i Rifugiati (Unhcr), Etnoliga ha partecipato al campionato Unity Euro Cup, co-organizzato dalla Uefa, e presentato la nazionale polacca rifugiati.

Tutto è iniziato quando, ricorda Jarymowicz, “andavamo nei centri d’accoglienza a prendere i rifugiati per farli giocare a calcio. Presto ci siamo accorti che oltre al divertimento era un modo per dare loro voce, autostima e un momento di relax”. Accanto allo sport, previsti anche corsi di formazione, sostegno psicologico e cucina comunitaria. La condizione per i rifugiati in Polonia “non è semplice in termini di diritti”, riferisce il presidente di Fdw, “c’è ancora il problema dei migranti che dal 2021 arrivano dal confine con la Bielorussia, dove la Polonia ha creato una ‘zona militare speciale’ in cui le persone non possono chiedere asilo e rischiano di finire nei centri di detenzione. Inoltre- conclude- a marzo 2027 finirà la protezione speciale per gli ucraini, che dovranno a loro volta richiedere l’asilo”.

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