venerdì 11 Settembre 2026

Reati fiscali e autoriciclaggio, maxi sequestro a Catania

Le indagini della guardia di finanza

PALERMO – Sequestrati beni per oltre 1,4 milioni di euro ad un imprenditore catanese indagato per reati fiscali e autoriciclaggio. Il provvedimento, eseguito dai finanzieri del Comando provinciale etneo, è stato disposto dal gip del Tribunale.

LE ACCUSE

Queste, nel dettaglio, le accuse all’imprenditore: dichiarazione infedele, autoriciclaggio e concorso in sottrazione fraudolenta all’accertamento e al pagamento delle imposte. Tutto ruota attorno ad una Srl con sede a Catania, attiva nel settore dei servizi di progettazione di ingegneria: la società era formalmente amministrata da uno dei due soci ma, secondo la procura di Catania, “di fatto gestita dall’altro” e avrebbe accumulato nel tempo grossi debiti nei confronti dell’Erario per oltre un milione di euro “a causa della sistematica omissione dei versamenti delle imposte maturate”.

“CONTI CORRENTI AZIENDALI SVUOTATI”

Le ulteriori indagini sulla gestione aziendale avrebbero fatto emergere che il socio-amministratore di fatto, “per sottrarsi al pagamento delle imposte avrebbe nel tempo svuotato i conti aziendali trasferendo oltre 1,4 milioni di euro sui propri conti correnti personali”. In questo modo avrebbe neutralizzato eventuali procedure di riscossione delle imposte dovute. A questo si sarebbe accompagnata la presentazione di un bilancio aziendale falso, “con la complicità – ritengono gli inquirenti – dell’altro socio-amministratore”.

Il denaro sottratto all’azienda (circa 400mila euro) sarebbe stato impiegato per spese di natura personale e per investimenti in attività finanziarie. Tra questi anche una polizza vita da 300mila euro.

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