Saviano super ospite al Wmf di Rimini: “Smettiamo di credere alle balle sui migranti”

Saviano è stato protagonista di una lezione su fake news e notizie on line all'inaugurazione del Web Marketing Festival, evento a Rimini sull'innovazione digitale e sociale
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RIMINI – La tragedia dei migranti nell’Adriatico e lo “svelamento” delle fake news dei “sovranisti di ogni ordine e grado” sono i temi scelti da Roberto Saviano, chiamato come super ospite per aprire il Web Marketing Festival, evento sull’innovazione digitale e sociale, in corso fino al 22 giugno al Palacongressi di Rimini. Ma soprattutto, la scelta del relatore cui affidare l’inaugurazione del festival dimostra come il Wmf non sia solo un evento di formazione sul web marketing, ma punti a dimostrare che l’innovazione tecnologica sia “uno strumento a servizio della società”, come sottolinea nell’intervento introduttivo Cosmano Lombardo, ideatore del Wmf.

Dal mainstage della manifestazione dedicata, l’autore di Gomorra ringrazia per essere stato invitato, sottolineando come questa scelta “significa ‘prendere parte’ e dare luce ad argomenti che “forse è meglio non toccare”. Nel presentare il suo ultimo libro “In mare non esistono taxi”, Saviano parla alla folta platea di fake news e notizie on line, proprio in occasione della Giornata mondiale del rifugiato. E lo fa partendo dalle foto diventata icona della tragedia del mare: quella di Alan Kurdi, bimbo siriano di tre anni morto annegato nel 2015, sulle coste turche.

Questa foto cambia la percezione del fenomeno migranti– spiega- dopo la sua diffusione, la Germania ha aperto ai migranti, perché questa immagine ‘urla’”. Ma sono diverse le fotografie con cui sviluppa le sue argomentazione, volte a “smontare” le teorie dei “sovranisti di ogni ordine e grado”. Quindi passa a quella del 2018 che ritrae una donna, Josepha, evidentemente in stato di shock, salvata da una nave Ong.

“Queste navi sono accusate di essere taxi del mare- spiega Saviano- non fatevi fregare dalle balle, è una bugia, si chiama taxi quella che di fatto è un’ambulanza”. Le navi delle Ong inoltre “iniziano a uscire- chiarisce- perché dopo la chiusura del progetto Marenostrum cominciano ad essere decine i cadaveri rinvenuti a Lampedusa o lungo le coste tunisine e si decide allora di andare a salvare le persone”.

Chi parte, come Josepha, “è disperato e lo fa indipendentemente di sapere se c’è o non c’è chi li salva”. La donna, 40 anni, in fuga dal Camerun, è stata salvata dai volontari Open Arms aggrappata a un’asse di legno insieme a due cadaveri. Il suo “gommone” era stato intercettato dalla Guardia libica e bucato per costringere i passeggeri a rientrare in Libia. Ma a renderla “famosa” sul web, e persino fenomeno virale, non è stata la foto del suo salvataggio, ma quella dello smalto rosso delle sue unghie.

“Per sovranisti di ogni ordine e grado e per l’estrema destra, Josepha è un fake, non è una migrante vera perché ha lo smalto”. Invece, la manicure le era stata fatta dalle volontarie della nave, spiega, per convincerla con un semplice gesto che ora era al sicuro, si poteva fidare e aprire con loro. “Siamo in grado di diffamare un gesto del genere- manda a dire Saviano- per puntare il dito contro i ‘buonisti’, speculare e manipolare l’informazione”.

 

Altre foto, altra smentita delle “balle” contro i migranti: il viaggio su gommoni tubolari. “Dicono che i migranti portano epidemie- continua lo scrittore- ma la vera patologia dei migranti sono le ustioni che si fanno a causa del mix micidiale di sole, urina, acqua salata e sole”. Quindi la bugia delle bugie: “Quante volte Matteo Salvini dichiara che le Ong sono complici dei trafficanti?”, chiede alla platea Saviano. “Invece è lui complice- denuncia- perché fa accordi in Libia con la guardia costiera che è composta da trafficanti di esseri umani, senza alcuna competenza per i salvataggi in mare”.

Le fotografie di volontari, migranti, adulti e bambini dallo sguardo perso si susseguono sul mega schermo in fondo al palco. Alla fine della carrellata, Saviano lancia un severo appello a tutti i professionisti del web della platea e si conquista un lungo applauso: “Noi dobbiamo smettere di essere neutrali di fronte a tutto questo– manda a dire- significa essere complici, e dobbiamo smettere di credere alle balle, non c’è nessuna invasione, dobbiamo smettere di credere che terrorizzare gli italiani sia la strada giusta da seguire”. Perché la verità è piuttosto che “si raccontano balle per avere voti”, stigmatizza.

“Loro- attacca- con le bugie ottengono consensi, ministeri, posti in Rai”. Al contrario, “la controparte, le ong, gli intellettuali, i giornalisti e i preti che dicono ‘non è vero’, si devono difendere- conclude amareggiato- a noi che diciamo cose sulla base di dati e ricerche ci accusano di buonismo, di avere interessi, di essere di parte, loro invece sono superpartes, è paradossale”.

Ospite al Wmf anche un uomo-simbolo dell’accoglienza, Domenico Lucano, ex sindaco di Riace, impegnato a presentare i “Mondiali antirazzisti Uisp” che si terranno proprio nella città calabrese, assurta a modello – poi decaduto – dell’integrazione dei migranti, dal 5 al 7 luglio prossimi. La notizia del suo invito al Wmf è stata salutata nei giorni scorsi da Forza Nuova di Rimini con un “non avrà il nostro benvenuto” sui social. Ma di fatto, nessuna forma di protesta è stata organizzata dal movimento di estrema destra fuori del Palas. Lucano parla dell’evento che interesserà la città da cui è di fatto in esilio da mesi, in attesa dell’avvio del processo che lo vede accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina .

“Due giorni sono un attimo- spiega- ma conta il messaggio dell’iniziativa, ovvero contrapporsi all’idea di una società che fa barriere e contrasti”. Riace, nel corso della manifestazione sportiva che richiamerà oltre mille persone- incluse 60 squadre di calcio, 16 di pallavolo, una decina di team di basket e altrettante di beach rugby- “raddoppierà il numero di residenti, una comunità diventata spettrale in pochi mesi torna ripopolata dal nulla”, prosegue l’ex primo cittadino. “Il messaggio di queste manifestazioni perciò è quanto mai importante- conclude- perché ci dicono che non è possibile fermarsi e rassegnarsi all’idea che esiste solo una società che esprime derive autoritarie e opposte al senso dell’umanità”.

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20 Giugno 2019
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