Nord Corea, morto lo studente americano rimpatriato dopo un anno di carcere: è scontro con gli Usa

Il giovane era stato giudicato colpevole di "atto ostile nei confronti dello Stato"
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ROMA – Rischia di alimentare uno scontro diplomatico la morte di Otto Warmbier, lo studente americano deceduto per cause ancora da chiarire pochi giorni dopo essere stato rimpatriato a seguito di oltre un anno di detenzione in Corea del Nord.

Esami clinici condotti dopo la morte hanno non hanno rivelato tracce di botulismo attivo, la malattia che era stata addotta dalle autorità di Pyongyang come causa del decesso. Secondo il padre del giovane, Warmbier avrebbe subito “maltrattamenti terribili”. Tesi smentita però dalla Corea del Nord, che per altro non ha trovato riscontro in segni di fratture legate a eventuali percosse.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha comunque definito nella serata di ieri il governo di Pyongyang “un regime brutale”.

Warmbier, 22 anni, era stato fermato a inizio 2016 con l’accusa di aver cercato di rubare e di riportare in patria un manifesto propagandistico. Il giovane era stato poi giudicato colpevole di “atto ostile nei confronti dello Stato”, compiuto “con la connivenza del governo americano”.

Nelle carceri della Corea del Nord, un Paese a guida socialista, restano a oggi tre cittadini statunitensi.

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