ROMA – Alle 10:20 del mattino i telefoni dei residenti di Vilnius hanno vibrato tutti insieme. Il messaggio era del ministero della Difesa: rifugio immediato, familiari al sicuro, attendere istruzioni. È rimasto attivo per circa un’ora. Nel frattempo, il presidente Gitanas Nausėda e la premier Inga Ruginienė erano già stati portati nei bunker insieme a ministri e parlamentari. I bambini nelle scuole erano scesi nei seminterrati designati. Il traffico aereo e ferroviario era sospeso. Un drone aveva violato lo spazio aereo lituano. I caccia della NATO non erano riusciti a localizzarlo.
È la prima allerta di questo tipo emessa in un paese dell’Unione Europea e della NATO dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Il drone proveniva dalla direzione della Lettonia. Non è chiaro se sia precipitato o abbia lasciato lo spazio aereo. Le autorità lituane lo hanno classificato come probabile drone da combattimento o da disturbo elettronico, il tipo progettato per attirare i sistemi di difesa, non necessariamente per esplodere. Le contromisure elettroniche sul posto non hanno saputo dire se ci fosse un ordigno a bordo.
Nelle settimane precedenti, droni ucraini avevano attraversato lo spazio aereo di Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania, tutti paesi confinanti con la Russia. La causa indicata è il jamming elettronico russo, che altera la navigazione dei droni ucraini e li spinge fuori rotta. Martedì un aereo NATO aveva abbattuto un drone sull’Estonia. La settimana scorsa il primo ministro lettone si era dimesso proprio a seguito di queste incursioni.
Mosca osserva. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che l’esercito russo sta “monitorando attentamente la situazione” e preparando una risposta adeguata. Due giorni prima, l’ambasciatore russo all’ONU aveva avvertito che l’adesione alla NATO non avrebbe protetto i baltici da “rappresaglie”. Il ministro degli Esteri lituano ha definito quella dichiarazione parte di una campagna deliberata: Mosca dirotterebbe i droni ucraini nello spazio aereo baltico mentre conduce operazioni di discredito contro tutti e tre gli stati.
Ursula von der Leyen ha indicato Russia e Bielorussia come direttamente responsabili delle incursioni. Mark Rutte, segretario generale della NATO, ha precisato che anche qualora i droni fossero stati lanciati dall’Ucraina, la responsabilità morale resterebbe a Mosca, che ha scatenato la guerra. Donald Tusk ha aggiunto che potrebbe presto essere necessario reagire con fermezza.
A Vilnius, l’allerta è rientrata dopo un’ora. Le persone sono risalite dai seminterrati. I treni hanno ripreso a circolare. Il drone, per ora, non è stato trovato.




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