giovedì 10 Settembre 2026

Elezioni Comunali, 28 “impresentabili” nelle liste. Roberto Fico: “Una piaga facile da risolvere”

Sotto la lente 35 comuni al voto il 24 e 25 maggio, compresi i centri sciolti per mafia. Il governatore della Campania attacca i partiti sulla selezione interna

ROMA – La vigilia del voto per le prossime elezioni amministrative si accende con la pubblicazione della tradizionale “lista nera” della Commissione parlamentare Antimafia. Sono 28 i candidati bollati come “impresentabili” in vista delle comunali del 24 e 25 maggio. L’elenco ufficiale, frutto delle verifiche sul rispetto del codice di autoregolamentazione che i partiti stessi si sono imposti, è stato reso noto in seduta plenaria dalla presidente della commissione, Chiara Colosimo.

I controlli hanno passato al setaccio le liste di 35 municipalità chiamate alle urne, un bacino che include grandi capoluoghi di provincia e centri nevralgici, compresi cinque comuni reduci da commissariamenti per infiltrazioni o condizionamenti della criminalità organizzata.

I NOMI DI SPICCO E LA MAPPA DEI COMUNI CALDI

Il documento tocca da vicino diverse competizioni per la carica di primo cittadino. Tra i profili più rilevanti evidenziati dall’Antimafia spicca il nome di Luigi Gentile, in corsa per la poltrona di sindaco ad Agrigento alla guida di una coalizione molto ampia (che unisce Democrazia Cristiana, Noi Moderati-PPE-Sud chiama Nord, Lega e la civica Gentile Sindaco-Prima l’Italia).

La lente d’ingrandimento della commissione si è concentrata in modo particolare su due dei comuni calabresi e siciliani che tornano al voto dopo i recenti commissariamenti:

Randazzo (Catania): Qui la mannaia delle verifiche ha colpito ben tre candidati alla carica di sindaco: Alfio Pillera (Trasparenza e legalità), Gianluca Giuseppe Anzalone (Si muove la città) e Concetta Carla Luisa Foti (Responsabilità e futuro).

Tropea (Vibo Valentia): Situazione speculare nella perla del Tirreno, dove risultano “impresentabili” entrambi i principali sfidanti per la guida del Comune, ovvero l’ex sindaco Giovanni Macrì (Forza Tropea) e Giuseppe Rodolico (Insieme per Tropea).

Le verifiche hanno riguardato una mappa elettorale complessa che si estende da nord a sud, toccando grandi città e capoluoghi come Venezia, Arezzo, Prato, Lecco, Mantova, Macerata, Fermo, Pistoia, Vigevano e Legnano, fino a scendere verso Avellino, Salerno, Andria, Molfetta, Chieti, Crotone, Reggio Calabria, Messina ed Enna, oltre ai comuni sciolti di Cerva, Melito di Napoli e Quindici.

FICO: “UN DOVERE VERSO CHI VOTA”

La pubblicazione dell’elenco ha immediatamente riacceso il dibattito sulla qualità e sulla trasparenza della classe dirigente locale. Sulla vicenda è intervenuto duramente il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, parlando a margine di un appuntamento istituzionale all’ospedale Cardarelli di Napoli.

“Quella degli impresentabili è una piaga facilmente risolvibile”, ha tagliato corto l’ex presidente della Camera ai microfoni dei cronisti. “I partiti politici devono sempre mantenere l’attenzione massima al momento della composizione delle liste, perché si tratta di un preciso dovere di rispetto nei confronti delle persone che si recano a votare”.

Secondo il governatore campano, la responsabilità della pulizia delle liste non può essere delegata agli organi parlamentari a posteriori, ma deve essere affrontata a monte: «Bisogna essere vigili e fare un’ottima selezione interna prima del deposito dei nomi. Questo è un compito tassativo che spetta alla classe dirigente di tutti i partiti politici, in tutta Italia».

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