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Fregio del Partenone da Palermo torna in Grecia, per restarci

Il governo della Regione Siciliana, con delibera di giunta, ha dato il proprio consenso per la restituzione definitiva del frammento

20/05/2022
fregio partenone 2

PALERMO – Potrà restare per sempre in Grecia il cosiddetto ‘Reperto Fagan’, il frammento della lastra appartenente al fregio orientale del Partenone che raffigura il piede di Artemide (Dea della Caccia) seduta in trono. Il governo della Regione Siciliana, infatti, con delibera di giunta, ha dato il proprio consenso alla cosiddetta “sdemanializzazione” del bene, cioè l’atto tecnico che era necessario per la restituzione definitiva del frammento, dopo avere incassato nelle settimane precedenti il via libera dell’Avvocatura generale dello Stato alla procedura da parte della Sicilia ai fini della restituzione alla Grecia e l’ok del ministero della Cultura sulla competenza della Regione Siciliana.

Si attende adesso solamente il nulla osta finale del ministero che, a questo punto, “potrebbe arrivare – dicono dall’assessorato regionale ai Beni culturali – in tempi molto rapidi”. La Sicilia fa così da apripista al ritorno in Grecia dei reperti del fregio del Partenone. Ad avviare il percorso presso il ministero della Cultura era stata proprio la Regione Siciliana che, su proposta dell’assessore dei Beni Culturali Alberto Samonà, aveva inoltrato la richiesta al Comitato per il recupero e la restituzione dei beni culturali istituito presso lo stesso ministero.

“Un atto fortemente voluto dallo stesso assessore Samonà, insieme con il presidente della Regione Nello Musumeci, e condiviso con il ministro greco della Cultura e dello sport, Lina Mendoni”, spiega una nota dell’assessorato.

LA STORIA DEL REPERTO

fregio partenone

Il reperto archeologico, giunto all’inizio del XIX secolo nelle mani del console inglese Robert Fagan in circostanze non del tutto chiarite, alla morte di questi fu lasciato in eredità alla moglie che, successivamente, lo vendette tra il 1818 e il 1820 al Regio Museo dellUniversità di Palermo, di cui il Museo archeologico regionale ‘Antonino Salinas’ è l’odierno epigono. Dallo scorso 10 gennaio, il frammento si trova già al Museo dell’Acropoli di Atene, dove nel corso di una cerimonia, alla quale ha preso parte il premier greco Kyriakos Mitsotakis, è stato ricongiunto al fregio originale da cui era stato asportato.

Il ritorno ad Atene è stato possibile in base all’accordo, nato dalla interlocuzione fra il governo siciliano e quello di Atene, con Mendoni, siglato nei mesi scorsi dal Museo Salinas, diretto da Caterina Greco, e dal Museo dell’Acropoli di Atene, diretto da Nikolaos Stampolidis. In base all’accordo a febbraio da Atene è arrivata a Palermo un’importante statua acefala della dea Atena, databile alla fine del V secolo avanti Cristo, che ha già riscosso notevole successo di visitatori e che resterà esposta al Museo Salinas per quattro anni. Al termine di questo periodo, giungerà un’anfora geometrica della prima metà dell’VIII secolo avanti Cristo che potrà essere ammirata per altri quattro anni nelle sale espositive del museo archeologico regionale.

L’intesa, suggellata proprio a febbraio nel capoluogo siciliano alla presenza di Mendoni e della sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, prevede anche l’organizzazione di mostre e altre iniziative in comune che saranno realizzate in collaborazione fra la Sicilia e la Grecia su temi d’interesse culturale di respiro internazionale.

SAMONÀ: “POSTO LE BASI PER LA NASCITA DI UNA EUROPA DELLA CULTURA”

“La restituzione definitiva del frammento del Partenone – sottolinea Samonà – è la conferma di quel sentimento di fratellanza culturale che lega Sicilia e Grecia, due terre unite dalle comuni radici mediterranee e da antichissimi e profondi legami. Con il presidente Musumeci abbiamo condiviso questo importante gesto, nella consapevolezza che proprio sulla Cultura si debbano fondare nuove relazioni tra Paesi che intendono puntare sul proprio patrimonio culturale per costruire un futuro stabile. Come ho detto anche a gennaio ad Atene, abbiamo posto le basi per la nascita di una Europa della Cultura, fondata su valori antichi e universali: in un’epoca di guerre e incertezze, siamo fortemente convinti che proprio dalla Cultura possa arrivare quel messaggio di pace che unisca i popoli su principi comuni e su una visione di futuro di cui c’è fortemente bi sogno. Vorrei ringraziare il Ministero della Cultura, che ha condiviso questo percorso fin dal primo momento, non facendo mai mancare il proprio sostegno e, in particolare, il sottosegretario Borgonzoni che, anche per il suo ruolo relativo alle materie Unesco, ha offerto alla Sicilia il supporto necessario”.

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