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Lavoro, con lo smart working meno infortuni ma più rischi per la salute

foto credit @ Sara Cervelli
Lo sottolinea l'indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro presentata al Forum Annuale della Sicurezza sul Lavoro
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ROMA – Lo smart working aiuta a diminuire gli infortuni in itinere (-38,3%) ma apre a nuovi rischi per la salute dei lavoratori: 2,6 milioni di dipendenti ‘smart’ lamentano problemi di salute legati alla postazione di lavoro mentre aumenta lo stress collegato ai tempi di lavoro dilatati e dall’ansia da prestazione (49,7%), dall’indebolimento delle relazioni aziendali (49,7%), dalla paura di marginalizzazione (47%) e dalla disaffezione verso il lavoro (39,9%). A sottolineare il doppio livello dell’impatto dell’emergenza sanitaria sulla sicurezza sul lavoro è l’indagine della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ‘Salute e sicurezza sul lavoro nella pandemia: nuovi rischi e prospettive di evoluzione dei modelli di gestione’ presentata durante il Forum Annuale della Sicurezza sul Lavoro. “È evidente la necessità di un cambio di paradigma nell’affrontare i temi connessi alla sicurezza sul lavoro, anche in considerazione della capillarità della diffusione dei nuovi modelli organizzativi che interessano tanto la piccola che la grande impresa” afferma Rosario De Luca, Presidente della Fondazione Studi. Che aggiunge: “L’ultimo anno ha dimostrato che la sicurezza, prima che un adempimento, è un valore su cui investire, anche in tema di formazione. A tutti i livelli e per tutte le professionalità”.

CONSULENTI E INAIL INSIEME PER LA SICUREZZA: SIGLATO UN PROTOCOLLO

Si rafforza la collaborazione tra Inail e Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro in materia di salute e sicurezza sul lavoro. In occasione del Forum annuale della sicurezza sul lavoro, organizzato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, è stato presentato il protocollo siglato dal presidente Inail, Franco Bettoni, e dalla presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone, che impegna le parti nello sviluppo di attività formative e informative per favorire la diffusione della salute e sicurezza dei lavoratori e la realizzazione di attività congiunte volte alla riduzione degli eventi infortunistici e delle malattie professionali. La sinergia tra i due enti, che ha dato vita a questa collaborazione di carattere permanente, è volta a fornire risposte integrate e di qualità ai bisogni di salute e sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alle piccole e medie imprese dove la gestione è spesso carente e i lavoratori sono esposti a maggiori rischi.


“Siamo molto soddisfatti della collaborazione intrapresa con l’Istituto su una tematica che, specie nell’attuale contesto a causa dell’emergenza Covid-19, è diventata una priorità assoluta in ogni contesto aziendale. La normativa della sicurezza sui luoghi di lavoro, a quasi 13 anni dall’emanazione del Testo Unico, è una tematica molto ampia e specialistica e richiede il supporto di esperti del settore, come i Consulenti del Lavoro, per riuscire a portare a termine gli adempimenti necessari, soprattutto nelle realtà aziendali piccole e piccolissime”, ha dichiarato la presidente Marina Calderone sottolineando gli obiettivi importanti alla base del protocollo per diffondere maggiormente la cultura della prevenzione anche alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca e dei dati sugli infortuni e morti sul lavoro che hanno riportato l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema.


“Il protocollo siglato con il Consiglio Nazionale dell’Ordine – ha affermato il presidente Inail Bettoni – costituisce un ulteriore importante tassello per consolidare, attraverso forme di collaborazione improntate a concretezza, l’impegno dell’Inail per la sensibilizzazione sul tema della prevenzione nei luoghi di lavoro. Occorre dare effettività agli obblighi di sicurezza in un mercato del lavoro sempre più caratterizzato da frammentarietà e in continua evoluzione. Siamo fermamente convinti che la professionalità dei Consulenti del Lavoro possa rappresentare un rilevante veicolo per la disseminazione della cultura della prevenzione nelle imprese e per promuovere i meccanismi assicurativi a sostegno del miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro”.

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