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Depositate in Senato 500mila firme a sostegno del ddl Zan: “Fare presto”

Le associazioni che hanno raccolto le firme chiedono al Parlamento di fare presto: "L'Italia è tra i pochi Paesi Ue in ritardo sul tema"
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ROMA – Depositate in Senato cinquecentomila firme per chiedere di fare presto sul ddl Zan, il tanto discusso testo contro l’omotransfobia già approvato a novembre dalla Camera e ancora in discussione nella commissione Giustizia di Palazzo Madama. A raccoglierle nel giro di un mese e mezzo le associazioni Change.org, All out e Da’ voce al rispetto. Tre gli scatoloni consegnati nelle mani dei senatori Alessandra Maiorino e Michela Montevecchi per il M5s, Anna Rossomando per il Pd, Francesco Laforgia per Leu. Saranno poi spediti al presidente del Senato Elisabetta Casellati.

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“ITALIA TRA I POCHI IN RITARDO IN EUROPA SUL TEMA”

Solo Polonia, Lettonia, Repubblica Ceca, Bulgaria e Italia, hanno ricordato le tre associazioni, sono in ritardo su questa legge in Europa. “Bisogna fare presto”, il monito. Giusto, secondo Rossomando, “farsi promotore di iniziative che raccolgono istanze dei cittadini. Pensiamo che la democrazia si esercita con la discussione, questa è una legge contro l’odio che si inserisce in una legge già esistente”. Montevecchi ricorda l’importanza della legge “che si incastona non solo in un contesto europeo, ma anche in un contesto internazionale in cui ancora oggi le persone Lgbt subiscono repressioni“. Insostenibile, secondo Laforgia, la tesi posta dalla destra secondo cui un governo di unità nazionale non debba occuparsi di questioni divisive, “così si svilisce il ruolo del Parlamento”, mentre Maiorino punta ancora l’accento sulla legge: “È solo un testo contro i crimini di odio”.

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