Burundi, l’attivista Fleury: “Sono elezioni farsa e i rifugiati vengono ignorati”

Il portavoce dell’iniziativa civica: "Il potere cambia volto ma non l’anima. Le cose cambieranno solo quando si rovescerà il clan al comando"
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ROMA – “In Burundi le elezioni di oggi permetteranno all’élite al potere di cambiare faccia ma non il modo di agire, fondato sul dispotismo e la sistematica violazione dei diritti. E a noi rifugiati si continuerà a fare guerra”. Così all’agenzia Dire Nikobamye Fleury, portavoce del Burundi Initiative Group, un movimento della società civile nato in questi giorni per denunciare la natura illegittima delle elezioni di oggi.

IL VOTO DI OGGI È UNA FARSA E L’OMS VIENE CACCIATA

Fleury si trova in Ruanda e come altri 400.000 connazionali dopo le manifestazioni del 2015 è dovuto fuggire in uno dei Paesi vicini. In quell’anno, il presidente Pierre Nkurunziza tentò – riuscendoci – di restare al potere e le proteste che ne derivarono furono represse con la violenza. “Nkurunziza ci costrinse a lasciare le nostre case per sfuggire a incarcerazioni arbitrarie, persecuzioni, uccisioni” denuncia Fleury. “Ora la maggior parte vive in povertà, senza un lavoro. E con la pandemia e i vari lockdown, la situazione è peggiorata”.

Mentre oggi in Burundi hanno aperto i seggi, tra accuse di blocchi ad internet e arresti di candidati, il portavoce denuncia: “Sono elezioni illegali. Il referendum del 2018 con cui è stata modificata la Costituzione è stato una farsa e una farsa è anche il voto di oggi: non è stato permesso agli osservatori interni ed internazionali di partecipare. Inoltre, in piena epidemia di coronavirus, il governo ha fatto di tutto per sottostimare l’emergenza, come dimostra l’aver cacciato i funzionari dell’Organizzazione mondiale della sanità. E tutto per evitare lo slittamento del voto”.

Con un sistema sanitario fragile, secondo l’attivista, la diffusione del Covid-19 rappresenta un rischio concreto per una delle popolazione più impoverite del mondo. “Ma ai nostri politici interessano solo le elezioni” denuncia Fleury. “Parenti e amici mi raccontano di persone che si ammalano o muoiono con sintomi simili al Covid-19, ma dato che nessuno viene curato e i test non si fanno, queste diagnosi non saranno mai confermate”.

Un’altra irregolarità rispetto alle elezioni di oggi sarebbe rappresentata dal fatto che sia stata negata la possibilità di votare alla comunità di burundesi all’estero. “Il governo ci ignora, non potremo mai tornare con queste premesse” dice Fleury. Quanto a Evariste Ndayishimiye, il candidato favorito nonché “delfino” del presidente uscente, annota l’attivista, “si definisce un allievo di Nkurunziza” e “starà ai suoi ordini”. Secondo Fleury, le cose cambieranno “solo se il futuro presidente avrà il coraggio di rovesciare il clan al potere”.

Un altro fattore chiave sarebbero le pressioni della comunità internazionale. “Ma fino ad oggi – denuncia l’attivista – nonostante i nostri appelli, non è stato fatto niente”.

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