Report del Consiglio grande e generale del 19 maggio – mattina

La seduta del Consiglio Grande e Generale si apre con il Comma 1 dedicato alle comunicazioni.
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In fase di avvio gli Ecc. Capitani Reggenti informano che tutte le Istanze d’Arengo depositate nel mese di aprile sono state ritenute ammissibili. Spazio quindi al Segretario di Stato Stefano Canti che interviene sul progetto San Marino Bio. “Non mi pare di avere bloccato tale progetto, come è stato affermato sulla stampa da Rf e dall’ex Segretario che mi ha preceduto. Sulla scia dell’emergenza sanitaria è stato dato mandato di verificare se c’erano le possibilità di rinunciare ad alcune spese correnti. Ho rinunciato al contratto di consulenza con Algenia perché si vuole puntare sulle risorse e il personale interno”. “Togliere questa consulenza – precisa il Segretario – non vuole dire rinunciare al progetto”. Guerrino Zanotti (Libera) punta il dito sul “progetto di legge per la variazione di bilancio”. “E’ previsto – afferma – il superamento del referendum sul tetto massimo delle retribuzioni nella Pa: i famosi 100mila euro”. Due sono quindi i temi principali che tengono banco: la figura del magistrato dirigente e i suoi rapporti con l’Italia e la raccolta porta a porta dei rifiuti, quest’ultimo già al centro di una Commissione Consigliare permanente. Il Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini stigmatizza alcune dichiarazioni rilasciate recentemente ai media italiani dal dirigente, il prof. Giovanni Guzzetta. “Occorre avere la consapevolezza che le dichiarazioni fatte potrebbero avere un peso nei rapporti con l’Italia, che è il nostro primo interlocutore”. Concetto ribadito anche dal Segretario di Stato Marco Gatti: “Con l’Italia c’è un dialogo costante di natura istituzionale ed economica e deve esserci rispetto reciproco delle dinamiche interne”. “Non si parla di uno scivolone ma di un comportamento ripetuto” evidenzia Daniela Giannoni (Rete).

Sul tema della raccolta rifiuti si riaccende quindi lo scontro tra maggioranza e opposizione. “Chi oggi si spaccia per paladino dell’ambiente ci lascia in eredità costi enormi e una maggiore quantità di rifiuti da mandare ad incenerire” attacca Gloria Arcangeloni (Rete). Pronta la replica di Vladimiro Selva (Libera): “Ricordo che la stessa Rete ha presentato un ordine del giorno in cui chiedeva l’estensione del porta a porta su tutto il territorio”. Sbagliato, secondo Selva, “abbandonare la parte buona di lavoro che è stata fatta, facendo tornare le cattive abitudini e i cassonetti sulle strade”. Andrea Zafferani (Rf) chiede chiarimenti sulle dimissioni del primario della Pediatria, mentre Eva Guidi (Libera) dà lettura di un ordine del giorno sul tema della ricerca di liquidità da parte dello Stato: “Non facciamoci scudo del Covid per evitare di portare avanti riforme che sono indispensabili”. Da parte di Aida Maria Adele Selva e Paola Barbara Gozi (Pdcs) arriva invece una richiesta di rinnovare il percorso di stesura di un progetto di legge che vieti la maternità surrogata.

Di seguito una sintesi degli interventi

 

Comma 1: Comunicazioni (Risposte interpellanze/interrogazioni)

Segretario di Stato Stefano Canti: Approfitto di questo comma comunicazioni per parlare di biologico. Vorrei partire dalla revoca del contratto che era stato fatto su San Marino Bio. Perché è stato revocato? Sulla scia dell’emergenza sanitaria è stato dato mandato di verificare se c’erano le possibilità di rinunciare alle spese correnti nell’arco del 2020. Ho fatto una verifica e ragionato in questo modo. Nei miei capitoli di bilancio ho un milione e 170mila euro di fondi per l’agricoltura: non ho tolto nessun contributo a questo settore. Ci sono 150mila euro nell’ambito del progetto biologico, e non ho tolto un soldo. Ho rinunciato al contratto di consulenza con Algenia perché si vuole puntare sulle risorse e il personale interno: togliere questa consulenza non vuole dire rinunciare al progetto San Marino Bio. Non mi pare di avere bloccato tale progetto, come è stato affermato sulla stampa da Rf e dall’ex Segretario che mi ha preceduto. Ho già più volte convocato la Commissione risorse ambientali ed agricole e con loro stiamo costruendo un progetto innovativo che può sviluppare ulteriormente il settore dell’agricoltura. Stiamo ragionando su come destinare la restante somma. Sto portando avanti la decisione assunta dalla Comunità Europea e dal comitato di cooperazione che ci dà l’opportunità di non essere più considerata come stato terzo ma come stato membro per quanto riguarda l’etichettatura dei prodotti biologici.

Guerrino Zanotti (Libera): Ci chiediamo: quando sarà il momento della ripartenza della politica? Quando potremo cominciare a ragionare su quelli che sono i progetti e le prospettive che maggioranza e Governo hanno pensato per questo Paese? Per adesso il ruolo di quest’Aula è limitato alla ratifica dell’operato del Governo. Direi che è il caso di parlare del progetto di variazione di bilacio depositato dall’esecutivo. Si prevede la possibilità di indebitarsi per 500 milioni di euro. C’è una sorpresa. E’ previsto il superamento del referendum sul tetto massimo delle retribuzioni nella Pa: i famosi 100mila euro. Il Governo supera la volontà della cittadinanza che aveva votato per il tetto massimo, aumentandolo del 50 per cento: si arriva fino a 150mila euro. Ricordiamo bene quali fossero le posizioni almeno di un partito della maggioranza. Quale fosse il tenore della battaglia referendaria sostenuta allora. Mi riferisco a Rete. Se vogliamo avere nei ruoli chiave della Pa dei professionisti all’altezza è necessario poterli retribuire con compensi che siano all’altezza della concorrenza del mercato. Vediamo quale sia il fermento in altre realtà vicine a noi. Si sta pensando al modo migliore per uscire da questa crisi. Fuori da casa nostra c’è un dibattito interessante e ricco. Un dibattito che porta a dire che welfare e sanità pubblica hanno dimostrato di essere fondamentali. Sull’argomento raccolta rifiuti il Governo ha pensato di mettere al macero il porta a porta. Anche nella legislatura passata abbiamo tentennato troppo e perso del tempo per implementare il porta a porta su tutto il territorio. Questo però non significa che esso non sia il futuro per la gestione dei rifiuti a San Marino. Il piano regolatore generale presentato a fine legislatura era un ottimo piano regolatore e dava una impronta sostenibile alla nostra Repubblica. Stiamo tremando, perchè non osiamo pensare cosa accadrà, visto che il suo scopo primario Segretario Canti è demolire ciò che è stata fatto nella legislatura passata.

Fernando Bindi (Rf): Il nostro Paese è una micro realtà che stupidamente spesso confrontiamo con realtà il cui ordine di grandezza è disomogeneo. I nostri limiti emergono ancora di più quando le classi politiche sono il prodotto di manipolazioni. La conduzione politica di questi mesi è lo specchio fedele di una mentalità iniziata circa trent’anni fa. Le righe sottoscritte da insegnanti di ogni ordine e scuola ci dicono che il Paese ha una ricchezza che è data dal livello di preparazione del corpo docente ed è la più alta ricchezza del nostro Paese. Il Governo – e non ne faccio una colpa al Segretario – ha dimostrato di non aver capito la gerarchia delle priorità degli interventi. La narrazione di comodo sulle cause, truffaldina nei modi, fa parte del gioco politico. Oggi si deve pretendere una visione solida nelle analisi e realistica nelle prospettive. Significa indicare la strada e percorrerla. La scuola è l’unico ed il primo anello da cui partire. E’ il primo e più importante modo di relazionarsi con l’esterno. Dire scuola è dire cultura, profonda, serie e frutto di fatica. Segretario, lei ha un compito difficile, ma questo non può essere un alibi. Se partite con i tagli – senza visione – non andate molto lontano. Il nostro sistema scolastico ha una struttura secolare che si è adeguata nel tempo. La mia è una esortazione: Segretario, non ripeta gli errori di approccio.

Segretario di Stato Massimo Andrea Ugolini: Sono stato chiamato in causa più volte per le dichiarazioni fatte dal dirigente del tribunale e ci siamo interrogati più volte su questa figura. Una figura che non è né magistrato né risponde alle leggi della Pa. Si è cercato di mettere in campo delle iniziative per cercare di avere dei supporti di carattere finanziario in un momento difficile per il nostro Paese, cercando di cementare ancora di più un legame secolare con la Repubblica Italiana. Se oggi vogliamo cementare un rapporto con l’Italia qualche asintonia potrebbe esserci. Qualcuno dovrebbe avere la consapevolezza che le dichiarazioni fatte potrebbero avere un peso nei rapporti con altri Stati, a cominciare dalla Repubblica italiana. Andare a indicare con una delibera del Congresso di Stato ulteriori compensi non è opportuno. Noi crediamo che la legge dev’essere chiara sul trattamente retributivo.

Segretario di Stato Marco Gatti: Su mandato del Congresso di Stato è stato depositato un progetto di variazione del bilancio previsionale 2020. Un progetto asciutto per due ragioni: la prima è perchè necessita sicuramente di un confronto approfondito con gli uffici per rimodulare un bilancio stravolto dall’evento del Covid. C’è anche un’urgenza di predisposizione degli strumenti oltre che delle risorse. Nel corso di questo 2020 potremo avere necessità di fare più bilanci di variazione. Nessuno ha la sfera magica per capire cosa succederà. Se ci sono dei settori che non vanno, trascinano anche quelli che stanno andando bene. L’econonomia deve trovare un equilibrio nel suo insieme. Una volta reperite le risorse finanziarie, il Governo dovrà fare tanto. Dobbiamo avere la capacità di aprirci agli investimenti, anche a quelli nel settore turistico. Il nostro Paese ha bisogno di una maturazione. Particolarmente grave che con continuità troviamo esponenti istituzionali che esprimono opinioni che hanno un’ingerenza con vicende di altri Paesi. Con l’Italia c’è un dialogo costante di natura istituzionale ed economica e deve esserci rispetto reciproco delle dinamiche interne. Indispensabile iniziare a dare degli indirizzi. Una riflessione in questo senso va fatta perché altrimenti continuiamo a farci male da soli.

Alessandro Cardelli (Pdcs): In un momento di emergenza è importante avere un rapporto saldo con la Repubblica italiana. Quando il dirigente del tribunale si esprime davanti ad organi di informazione italiana lo fa da cittadino italiana. Ma quando si ricoprono ruoli di quell’importanza e si rappresenta un ruolo, prima di fare alcune dichiarazioni è opportuno pensarci maggiormente. Il dirigente del tribunale – ce lo dice la sentenza del Collegio Garante – non è un organo del potere giudiziario. Ci troviamo davanti a una funzione di tipo ibrido. Questi fatti non si doveva manifestare.

Aida Maria Adele Selva (Pdcs): Sono sinceramente lieta di comunicare che la Repubblica con il parere redatto dal comitato di bioetica sulla ventilazione assistita non solo si è collocata in Europa come stato di riferimento per problemi di bioetica complessi, ma ha anche conseguito un prestigioso riconoscimento in ambito mondiale. Tra le pratiche promettenti mondiali indicate dall’Onu viene fatto riferimento al protocollo adottato dal comitato di bioetica della Repubblica di San Marino: una guida che proibisce la discriminazione sulla base della disabilità nel trattamento del Covid-19. La pratica dell’utero in affito svilisce le donne. Si può comprare un bambino accedendo a questa pratica in Paesi come l’Ucraina con una violazione dei più elementari diritti umani. Il vertice di questo processo di mercificazione sta producendo supermercati umani. Una vera e propria pratica eugenetica. Nella sessione consigliare del febbraio 2017 era stato approvato un Odg contro la maternità surrogata contro questa pratica disumana. L’esecutivo di allora avrebbe dovuto predisporre un progetto di legge per rendere illegale la pratica, ma il Governo ha disatteso l’ordine del giorno. Nel 2018 è stata respinta l’Istanza d’Arengo per l’adozione di una normativa su utero in affitto.

Iro Belluzzi (Npr): Ho ben chiare le dichiarazioni dei membri della Commissione Affari di Giustizia nel giorno dell’insediamento. Si parlava della ricerca del confronto e la volontà di deliberare in maniera unanime. Sappiamo benissimo qual è l’importanza e la valenza della giustizia per il Paese. Prendo come riferimento per questa fase storica Papa Francesco. L’aspetto di capo della Chiesa ha una valenza importante, ma altrettanto importante è la valenza di quell’uomo sulle regole del convivere. C’è stata una omelia sulla diffamazione, il chiacchiericcio e le false verità. Questo è un modo provinciale che ha pervaso tutti noi. Perché una persona deve essere messa ai margini della società? Cercare la verità, non processi sommari. Credo che sia importantissimo il richiamo al metodo e alle modalità su come affrontare gli argomenti. Sono arrivate voci di scelte legittime avvenute in CIS ma che potrebbero non coincidere con l’interesse del bene collettivo.

Gloria Arcangeloni (Rete): Due parole rispetto ai lavori della Commissione 4. Come Rete abbiamo inserito l’opportunità di un’analisi dei costi/benefici dell’intera raccolta rifiuti non solo del porta a porta. Basti sapere che ad oggi la sola gestione del porta a porta per i Castelli serviti per come è strutturata ci costa 2 milioni di euro all’anno. Per l’estensione sarebbero serviti 5 milioni. Più 5 milioni per smaltire il rifiuto indifferenziato. Ce lo possiamo permettere? Sarebbe stato giusto estendere il porta a porta su tutto il territorio? Necessario ricalibrare gli sforzi per passare da una gestione errata alla riduzione della produzione del rifiuto: con una differenziata corretta, sostenibile e virtuosa, che riduca la nostra dipendenza dai territorio limitrofi. Dall’opposizione rispetto a questo arrivano critiche. A monte non c’è un controllo sulla qualità del raccolto differenziato e il risultato è un organico dove dentro c’è di tutto. Non basta fare mea culpa a fronte di un ordine del giorno dell’ex maggioranza che prevedeva l’estensione del porta a porta su tutto il territorio. Nulla è stato fatto. Oggi come Paese ci troveremo a pagare oltre un milione di euro per il fallimento dell’ex Beccari. Anche per questo Rete ha chiesto di attivarsi per concludere convenzioni ferme all’anno zero e avere la possibilità di vendere i rifiuti differenziati. Chi oggi si spaccia per paladino dell’ambiente ci lascia in eredità costi enormi e una maggiore quantità di rifiuti da mandare ad incenerire. E’ certo che dobbiamo cercare di raggiungere gli obiettivi dell’accordo con l’Emilia – Romagna, ma a qualunque costo? Non sarebbe meglio guardare oltre?

Vladimiro Selva (Libera): Arcangeloni, le ricordo che un anno e mezzo fa la stessa Rete ha presentato un ordine del giorno in cui chiedeva l’estensione del porta a porta su tutto il territorio. Io ho sostenuto che c’è un problema serio, ma lei sta dicendo che dobbiamo abbandonare la parte buona del lavoro che abbiamo fatto, abbandonando le buone abitudini dei cittadini e facendo tornare i cassonetti sulle strade. E’ chiaro che ci sono dei costi maggiori nel porta a porta, ma non paghiamo più le 180 euro a tonnellata per lo smaltimento, anche senza entrare nel consorzio Conai, cosa che però riteniamo fondamentale.

Andrea Zafferani (Rf): Il Segretario Canti ha detto che il porta a porta ormai è superato. Significa che la decisione è già stata presa. La domanda molto semplice che Rete deve farsi è: perché la soluzione rispetto a queste posizioni condivisibili è distruggere il porta a porta anziché risolvere i problemi rimasti aperti? Perché Rete non lotta per fare tariffazione puntuale, non mischiare i cassonetti, estendere il porta a porta, fare accordi? Perché i consiglieri di Rete non lottano per raggiungere questi obiettivi? Ci sono dei temi piuttosto centrali che voglio sottolineare. Ogni sistema che si introduce ha dei costi fissi. Come pensate di raggiungere determinate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi? Come pensate di fare questo? Prima bisogna fare un ragionamento pragmatico. Il modo più vicino per rispettare quell’accordo con l’Emilia – Romagna è il porta a porta. Due parole sul tema della pediatria. Noi siamo rimasti al fatto che il primario sarebbe andato in pensione. Abbiamo scoperto da un comunicato stampa non smentito – che quindi suppongo essere vero – che c’è una riorganizzazione del servizio ed è per questo che il primario se n’è andato. Non abbiamo saputo nulla di questa riorganizzazione. Perplessità anche sul modo con cui si è scelto il nuovo primario. E’ emersa una indiscrezione sui giornali, mi auguro sia la persona più brava del mondo. Detto questo, c’è una legge che prevede delle procedure e dei concorsi. Non esiste che il Segretario di Stato faccia i colloqui con chi decide lui. Dov’è la trasparenza di Rete?

Eva Guidi (Libera): Stiamo attraversando la cosiddetta ‘fase 2’. Oggi sul tavolo il tema è quello di sostenere un intero comparto economico in condizioni di sicurezza andando a cercare i mezzi finanziari di cui si parla da tempo. Mezzi che prima erano fondamentali e ora sono indispensabili e indifferibili. Un riferimento sull’articolo 9 del Decreto, prescrizioni per test sierologici a pagamento, che risulta di difficile comprensione. La norma tende a rasentare l’incostituzionalità. Sfuggono le motivazioni di questa scelta in cui un cittadino si troverebbe nelle condizioni di pagarsi un tampone e soprattutto di non vedersi pagata la sua malattia e il suo isolamento. Cosa che non accadrebbe alla persona dell’ISS. Chi si fa parte diligente viene in qualche modo scoraggiato. La modalità di erogazione dei finanziamenti non deve contenere condizionamenti inaccettabili. La sovranità della nostra Repubblica è un bene inestimabile e va salvaguardata come prima cosa. Attenzione che le modalità di contrattazione del prestito vadano nella direzione del massimo rispetto dell’autonomia della nostra Repubblica. Il progetto complessivo a cui deve mirare il finanziamento deve individuare una serie di interventi che in più occasioni abbiamo indicato: sostegno alle imprese del territorio ma anche realizzazione di infrastrutture, piano regolatore, campus scolastico, parcheggi. Occorre anche sostenere settori strategici come turismo, cultura e università che genereranno nuovi indotti per lo Stato. Il prestito non deve essere utilizzato per la spesa corrente. Non facciamoci scudo del Covid per evitare di portare avanti riforme che sono indispensabili. Una è quella della riqualificazione della spesa pubblica. Abbiamo presentato a tal proposito un ordine del giorno.

Mirko Dolcini (Domani – Motus Liberi): C’è una comunicazione della commissione congiunta del Parlamento del Regno Unito sui diritti umani che si raccomanda di tenere la guardia alta e di legiferare in maniera compatibile. I sammarinesi non sono secondi a nessuno in materia di tutela dei diritti umani. Siamo un punto di riferimento su questo argomento. Creare un testo di legge non deve essere una mera operazione tecnica ma anche un esercizio di filosofia del diritto. Non solo occorre ottenere il risultato tecnico e politico, ma bisogna rapportarsi con un senso di giustizia superiore nei confronti dell’uomo. Mi riferisco al diritto alla vita, ad una esistenza dignitosa. E’ vero però che il legislatore non può regolare tutti gli aspetti della vita dei propri cittadini. Deve subentrare la sensibilità dei controllori. Sensibilità e buonsenso che devono essere guidati dal rispetto dell’equilibrio per i diritti umani. Non tutti possono avere questa sensibilità. Le leggi devono essere chiare e focalizzate fin da subito su questi aspetti. Un organismo di tutela dei diritti fondamentali analogo a quello del Regno Unito potrebbe portare solo un contributo in più. E’ evidente che a volte anche solo semplicemente nel tentativo di fare la cosa più giusta seppure in buona fase è possibile eccedere. Non dobbiamo chiuderci a riccio e difendere posizioni di ruolo. Dobbiamo creare dibattiti seri per evitare di non ripetere in futuro gli stessi errori. Concludo ringraziando il Governo per la sensibilità dimostrata ma auspico che la guardia a difesa di questo genere di diritti sia tenuta sempre più alta.

Pasquale Valentini (Pdcs): Vado a leggere la bozza di lettere che invierò al presidente del comitato misto del Regno Unito e la lettera che stiamo inviando al parlamento del Lussemburgo e ai parlamenti dei piccoli Stati d’Europa. “La vigilanza sui diritti umani è compito prioritario di ciascun membro del nostro parlamento, anche se nel nostro ordinamento non è prevista la presenza di una apposita commissione. All’interno della commissione che rappresento si è espressa profonda convinzione che l’emergenza sanitaria non possa essere usata a giustificazione di azioni che contrastino con lo stato di diritto. Vorrei portare all’attenzione due iniziative di rilevanza. La prima riguarda la normativa di emergenza adottata dal Governo e ratificata dal parlamento con la quale si limita l’esercizio di diritti e libertà. Consapevole di questo, l’esecutivo ha autorizzato il ministro degli Esteri a notificare agli organismi internazionali. La seconda iniziativa riguarda l’uso della ventilazione assistita nei casi di disabilità. Su questo tema abbiamo ottenuto anche un riconoscimento internazionale.

Paola Barbara Gozi (Pdcs): Sul tema della maternità surrogata. Non tutto ciò che è realizzabile con la tecnica è lecito. Era già stato presentato un ordine del giorno che chiedeva di vietare la pratica della maternità surrogata a San Marino. Successivamente ci fu un’Istanza d’arengo su utero in affitto e fecondazione eterologa. Istanza bocciata. Nella stessa seduta approvato ordine del giorno per progetto di legge da emanarsi entro l’anno 2018. Di fronte al perdurare di un vuoto legislativo da colmare, chiediamo di rinnovare la stesura di un progetto di legge che vieti la pratica della maternità surrogata.

Daniela Giannoni (Rete): Mi chiedo se il dirigente del tribunale stia eseguendo un lavoro adeguato al nostro Paese. Mi chiedo se sia opportuno che si esponga pubblicamente sui media italiani abitualmente. Non si parla di uno scivolone ma di un comportamento ripetuto. Mi complimento con il Segretario Ciavatta per la nomina a rappresentante Oms per la Regione Europa. Vorrei che la tenacia che il nostro Paese ha dimostrato sia apprezzata anche internamente.

Rossano Fabbri (Libera): Sui rifiuti c’è un ritorno indietro troppo frettoloso senza tenere conto dei pro e dei contro. Venendo agli argomenti di stretta attualità. Il Governo è in confusione e c’è una discrasia tra quello che si fa e quello che si dice. Il problema che deve porsi questo Stato non è solo relativo alle affermazioni di quel magistrato dirigente. Il problema non è solo quello che dice. E’ che quando uno si assume l’onore e l’onore di amministrare la giustizia, rinuncia a una parte pur legittima di libertà di pensione per essere e apparire super partes. Non bastano le affermazioni di principio a quelle che sono le volontà. Se la risposta è ‘togliere lo stipendio’, io ritengo che ben altro si possa chiarire affinché ognuno di noi possa esprimere la propria posizione in astratto. Sulla dottoressa Pivetti ci sono quattro procure italiane che indagano. Chiedo se anche nella Repubblica di San Marino ci sono fascicoli giudiziari che possano far luce su questa vicenda.

Gerardo Giovagnoli (Npr): Il nostro Stato non ha strumenti per convertire rifiuti in energia e tutto quello che consumiamo viene importato. Importiamo ed esportiamo e i due processi costano. Occorre fare un ragionamento più avanzato. Pur essendoci diversi parametri sovrapponibili ai nostri, la realtà poi è diversa. Forse bisogna fare uno studio più approfondito del nostro Paese per indirizzare meglio la scelta per il futuro. Credo sia il momento giusto di farlo. Il sistema che abbiamo di trattamento dell’umido e di conversione in compost è inefficace. Il macchinario che fa questo processo è costoso e non funziona.

Michele Muratori (Libera): Il 3 maggio si è celebrata in tutto il mondo la giornata sulla libertà di stampa. Dodici giorni dopo esce a San Marino il decreto 78 con l’articolo 4, sulla divulgazione dei dati epidemiologici ISS: chiedo molto sinceramente dei chiarimenti. Sono davvero curioso di sapere cosa ne pensa la CEDU o comunque le organizzazioni internazionali. Invito il Segretario di Stato Lonfernini. A mio avviso introduce un serio e pericolosissimo bavaglio per la stampa. Sul tema della riorganizzazione sanitaria. Per quanto riguarda il dipartimento socio sanitario abbiamo un direttore, Cinzia Cesarini. Sotto di esso abbiamo cinque UOC. Il Governo cosa fa? Non interpella né il direttore né i dirigenti delle varie UOC, ma nomina un settimo livello, un educatore. Questo settimo livello dovrebbe andare a coordinare dirigenti che sono al decimo livello. La scala gerarchica andrebbe rispettata. Qualora si renda necessaria l’organizzazione di un gruppo per la riattivazione dell’ISS, si dovrebbero interpellare i due dirigenti. Nel frattempo abbiamo la Commissione 4 ed esce l’ordine del giorno sottoscritto dalla maggioranza, datato 8 maggio 2020. Mi associo alla preoccupazione per la fuga dei primari. Il settore della pediatria è estremamente delicato, che già nella passata legislatura aveva creato parecchie difficoltà. Noi abbiamo il dottor Romeo che ha avanzato le proprie dimissioni. Tutto tace e nessuno dice niente. Esprimo la preoccupazione per la mancata conferma di un professionista del genere. Credo non sia nemmeno dignitoso e nemmeno umanamente giustificabile che davanti alla fuga di un primario come il dottor Romeo si avanzino motivazioni di natura personale. La verità è un’altra: non lo avete ascoltato. Questa è una cosa gravissima.

Maria Luisa Berti (Npr): Compete ad ogni soggetto che ha degli incarichi istituzionali svolgere il proprio mandato nell’ambito dei principi costituzionali. Penso abbia fatto bene il Segretario di Stato a soffermarsi su questa anomalia, che ha creato e continua a creare un certo imbarazzo al nostro Paese. Si deve evitare in questi contesti e in questi ruoli di scendere per un discorso di opportunità a svolgere delle critiche verso le istituzioni italiane. Sarebbe opportuno invitare il dirigente ad astenersi almeno in futuro da questo tipo di affermazioni. Ritengo sia opportuno portare questa questione nell’ambito della Commissione Affari di giustizia.

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20 Maggio 2020
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