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Giorgetti non ne può più del M5S e si prepara a mollare il Governo

L'editoriale di Nico Perrone, direttore dell'Agenzia Dire, per DireOggi
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ROMA – Per 10 anni è stato segretario della Lega lombarda. Giancarlo Giorgetti ha antenne sensibili e conosce tutto e tutti nei suoi territori. E se oggi ha sparato contro il M5S e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, significa che «si prepara ad uscire dal Governo, magari per fare il Commissario in Europa» dice una fonte qualificata della Lega su al Nord, che prosegue: «In questi ultimi tempi abbiamo avuto già molti segnali critici qui da noi il reddito di cittadinanza proprio non va giù come quota 100 e i tanti no del M5S. Nella Lega in Lombardia, forse anche in Veneto, c’è preoccupazione perché alle Europee si teme un risultato in controtendenza, che ci sia una flessione».

Manca una settimana per sapere i risultati, se il Governo andrà avanti o ci sarà una crisi. Tra le forze politiche i sondaggi continuano a girare. La Lega starebbe sotto il 30, mentre Pd e M5S se la giocano con i decimali attorno al 22%. Chiaro che con un risultato sotto il 30% per Capitan Salvini non sarà una passeggiata. Potrà chiedere un rimpasto, ma se sarà confermata l’uscita di Giorgetti anche questo peserà sulla tenuta della maggioranza.

I ‘grillini’ aspettano, stanno a guardare: «A noi un Salvini che litiga con tutti, anche con Papa Francesco, che sta sempre sopra le righe, ci aiuta a recuperare consensi. La nostra linea di moderati sta pagando e continueremo», dice una fonte qualificata del M5S.

Sul fronte Pd anche il nuovo segretario Nicola Zingaretti fatica dopo l’incredibile voltafaccia della presidente della Regione Umbria, incappata nello scandalo concorsi in sanità, che prima si è dimessa e poi ha votato lei stessa per rimanere al suo posto. Zigaretti deve spingere con forza. Il 26 maggio si vota a Modena, Reggio Emila, Ferrara, Forlì e Cesena, città granaio Pd in Emilia-Romagna. E se queste dovessero ‘cadere’ sarebbe un colpo difficile da assorbire.

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