sabato 15 Agosto 2026

Famiglia nel bosco, è il giorno della Corte d’Appello. Presto in libreria il libro della madre (e forse pure un film)

Il ricorso della famiglia Trevallion contro l'allontanamento dei bambini dal casolare nei boschi verrà discusso davanti alla Corte d'appello de L'Aquila

ROMA – Si discuterà domani, 21 aprile, il ricorso presentato dalla famiglia ‘nel bosco’ contro la decisione del Tribunale dei minorenni dell’Aquila di allontanare i tre bambini – una bimba di 9 anni e due gemelli di 7 – dalla famiglia e dal casolare spartano (senza riscaldamento e senza elettricità) in cui vivevano nei boschi di Palmoli, in provincia di Chieti. Sono passati più di cinque mesi da quando i tre bambini sono stati spostati, dopo l’ordinanza del Tribunale, in una casa famiglia a Vasto dove stanno svolgendo un percorso di osservazione e valutazione sotto gli occhi delle assistenti sociali e con il coordinamento di una tutrice che è stata nominata dal Tribunale dei minori. La madre dei bambini, Catherine Birmingham, ha vissuto anche lei nella struttura di Vasto fino a quando, un mese fa, è stata allontanata per decisione dei giudici perchè giudicata ostativa e sempre polemica verso il personale della casa famiglia. I bambini continuano a incontrare giornalmente il padre, Nathan Trevallion, che invece sembra essere per loro una presenza tranquillizzante, neutrale e collaborativa. Domani il ricorso presentato dalla famiglia verrà discusso in Corte d’Appello de L’Aquila. I genitori, che tramite i loro legali hanno chiesto la revoca dell’ordinanza di allontanamento, sono speranzosi di poter riportare i bambini a casa.

CAMBIO AL VERTICE DEL TRIBUNALE PER I MINORENNI DE L’AQUILA

Nel frattempo, ci sono due novità degne di nota: al Tribunale dei minorenni dell’Aquila, che si è mosso per sospendere la patria potestà ai due genitori e allontanare i bambini, è cambiato il presidente: Cecilia Angrisano, la giudice che ha firmato il provvedimento sulla famiglia nel bosco (e ha ricevuto per questo molte minacce in rete) è stata nominata alla guida del Tribunale per i minorenni di Perugia (si tratta di un avanzamento di carriera) e all’Aquila arriverà invece Nicoletta Orlandi.
Quanto alla famiglia, invece, in questi giorni il padre starebbe predisponendo il trasloco nella casa che il Comune di Palmoli ha messo loro a disposizione gratuitamente: un appartamento dotato delle normali ‘comodità’ di una casa, come l’acqua corrente, il bagno e il riscaldamento, in cui la famiglia potrà vivere per un massimo di due anni in attesa di ristrutturare il casolare nei boschi secondo i requisiti richiesti dai giudici per il benessere dei bambini. La decisione di spostarsi in una casa ‘normale’ e di mandare i bimbi a scuola (è quanto avrebbe comunicato di recente il padre alla struttura di Vasto) potrebbe far diventare concreta la possibilità di un lieto fine.

IL LIBRO E I LFILM

Catherine Birmingham, che insieme al marito nelle scorse settimane è stata ricevuta dal presidente del Senato Ignazio La Russa, sta lavorando a un libro in cui racconterà la loro storia, intitolato “La nostra vita libera“: dovrebbe uscire in libreria a giugno. Ma non è tutto. Netflix si sarebbe interessata, di recente, alla vicenda e avrebbe fatto pressing per poter realizzare un film sulla vicenda che nei mesi scorsi ha saputo catalizzare l’attenzione di mezza Italia accendendo gli animi e facendo scaturire un dibattito acceso sulle scelte educative e sui limiti di intervento nell’ambito della sfera familiare. Stando a quanto ha scritto ‘Open’ in questi giorni, di fronte alle richieste di Netflix sarebbero già arrivati gli ok sia della di Nathan e Catherine, sia della struttura di Vasto in cui i bambini vivono dalla metà di novembre. Le trattative sarebbero già ad uno stadio avanzato. La cosa non è certo nuova: ultimamente abbiamo spesso assistito alla trasformazione di fatti di cronaca in film o serie tv.

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“ABBIAMO SCELTO L’ITALIA PER VIVERE IN PACE”

Dopo il colloquio con La Russa, Catherine Birmingham ha parlato in lacrime davanti alle telecamere dicendo: “Abbiamo scelto l’Italia perchè aveva i nostri valori con cui crescere i nostri figli e cioè l’amore, la pace, lo stare insieme e il vivere e mangiare in modo naturale. Abbiamo vissuto in pace e in armonia nel rispetto delle leggi dello stato e della Costituzione italiana e non abbiano mai fatto del male ai nostri bambini”. E poi ancora: “Siamo una madre e un padre che adorano i loro bambini, essere attaccati nel modo in cui lo siamo stati va oltre la nostra capacità di accettazione e comprensione. Vogliamo tornare ad essere di nuovo una famiglia“.

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