Dottorato honoris causa a Sofia Corradi, ‘mamma’ del programma Erasmus

Dottorato honoris causa Sofia Corradi
Polimeni (rettrice Sapienza): "Ha proposto l'idea di un'Europa fondata sulla cultura e l'educazione
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ROMA – Nel 1959 Sofia Corradi, rientrata a Roma dopo un periodo di studi presso la Columbia University, non riuscì a farsi riconoscere il suo master dall’università ‘Sapienza’. Fu in quell’occasione che concepì l’idea di un percorso per la mobilità degli studenti, inventando il programma ‘Erasmus’. Oggi, l’ateneo romano ha voluto celebrare la pedagogista conferendole il dottorato di ricerca honoris causa in Psicologia sociale, dello sviluppo e della ricerca educativa nel giorno del 718esimo anniversario di fondazione dello Studium Urbis.

“Una donna che con la sua forza di volontà ha segnato la storia della formazione universitaria, e che ha testimoniato i valori della pace e della multiculturalità che sono alla base del programma Erasmus- ha detto in apertura della cerimonia la rettrice Antonella Polimeni– Sofia Corradi, con il programma Erasmus ha proposto un’idea di Europa fondata sull cultura e l’educazione come motori di sviluppo economico, come strumenti di dialogo e coesione sociale. Oggi Sapienza chiude un cerchio che si è aperto nel 1959″.

Sofia Corradi iniziò la sua battaglia fin dagli anni 60, ma solo nel 1987 riuscì a realizzare il suo progetto: il programma Erasmus, a oggi considerata l’esperienza comunitaria di maggiore portata educativa a livello mondiale. “Sono commossa, avete toccato il mio cuore- ha detto Corradi- mi piace il fatto che gli studenti mi chiamino ‘mamma Erasmus’, è un’espressione molto tenera. Io non ho mai pensato all’Erasmus come qualcosa di europeo, perché è un programma mondiale. Un viaggio aperto a tutti perché tutti devono avere la possibilità di fare questa esperienza, non solo i giovani abbienti. È un’opportunità di vivere e studiare in un’altra cultura. Si parte ragazzi e si torna cittadini”.

Nella sua lectio magistralis dal titolo ‘Da studentessa di Giurisprudenza a mamma Erasmus’, la pedagogista ha ricordato anche i fondi stanziati dall’Europa nel prossimo triennio (una cifra raddoppiata rispetto al triennio precedente), e ha sottolineato i successi ottenuti dagli studenti che hanno partecipato al programma Erasmus. “I giovani tornano con una coscienza critica, perché imparano a pensare con la loro testa. Per gli erasmiani il diverso non è un nemico ma una persona da cui si impara. Queste sono qualità rarissime”.

Durante la cerimonia, trasmessa in streaming, sono intervenuti anche Fabio Lucidi, preside della facoltà di Medicina e psicologia e Pietro Lucisano, coordinatore del corso di dottorato in Ricerca educativa e psicologia dello sviluppo. La cerimonia si è svolta nel giorno in cui Sapienza compie 718 anni, “oltre 700 secoli di vita in cui si sono alternate generazioni di studenti e studentesse, docenti, personale tecnico. Una forze motrice che ha reso Sapienza una delle più grandi comunità d’Euorpa- ha commentato Polimeni- un luogo di sapere aperto a tutti”.

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